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Ospedale Ruggi di Salerno
📍 Salerno

27 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Salerno, l’addio di Verdoliva e l’ultimo atto al Ruggi: prorogati i contratti in scadenza, cresce l’allarme sulla governance dell’ospedale

Ciro Verdoliva lascia la direzione generale del Ruggi il 31 dicembre dopo soli quattro mesi. Prima dell’uscita firma una delibera d’urgenza per prorogare i contratti a termine. Sindacati e politica chiedono stabilità e scelte rapide al nuovo vertice regionale

L’ultimo atto di Ciro Verdoliva alla guida dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona arriva a pochi giorni dalla fine dell’anno e segna un passaggio delicato per uno dei presìdi sanitari più strategici della Campania. Il direttore generale, che lascerà ufficialmente il servizio il 31 dicembre, ha firmato una delibera d’urgenza per prorogare di sei mesi i contratti a tempo determinato in scadenza, nel tentativo di garantire continuità operativa mentre sull’ospedale si apre una nuova fase di incertezza gestionale.

Un mandato lampo e un’uscita anticipata

Verdoliva era arrivato a Salerno la scorsa estate dall’Asl Napoli 1, con il mandato pieno dell’allora presidente della Regione Vincenzo De Luca e l’obiettivo chiaro di supervisionare un passaggio cruciale: la costruzione del nuovo ospedale Ruggi, considerata un’opera strategica non solo per la città ma per l’intero territorio provinciale. Nessuno, però, immaginava che la sua permanenza alla guida dell’azienda ospedaliera universitaria sarebbe durata appena quattro mesi.

La decisione di dimettersi è maturata in seguito alla chiamata a un incarico di livello nazionale, quello di responsabile dell’Ufficio del Garante per i diritti delle persone con disabilità. Un ruolo prestigioso, che comporta pieni poteri e che ha accelerato una scelta già resa più probabile dal cambio alla guida della Regione Campania. Un avvicendamento politico che, secondo molti osservatori, ha contribuito a rendere più fragile una posizione che lo stesso Verdoliva non prevedeva potesse concludersi in tempi così rapidi.

Ciro Verdoliva
Ciro Verdoliva

Proroga dei contratti: una misura tampone da 1,6 milioni di euro

Prima di lasciare l’incarico, Verdoliva ha firmato una delibera d’urgenza che riguarda direttamente il personale sanitario. I contratti a tempo determinato di infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici di laboratorio biomedico, in scadenza a fine anno, sono stati prorogati per sei mesi. Una scelta dettata dall’impossibilità, allo stato attuale, di procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato.

La proroga prevede una clausola risolutiva che consente all’azienda di interrompere anticipatamente i contratti qualora, nel frattempo, si riuscisse a reclutare personale stabile. Per coprire il costo dell’operazione, il Ruggi ha impegnato risorse pari a circa 1,6 milioni di euro. Una cifra significativa, che evidenzia quanto la gestione del personale resti uno dei nodi centrali per la tenuta dei servizi ospedalieri.

Le reazioni dei sindacati: “Serve continuità, non incertezza”

La decisione di Verdoliva apre inevitabilmente una fase di transizione che preoccupa il mondo sindacale. A esprimere una posizione netta è Antonio Capezzuto, segretario generale della Fp Cgil di Salerno, che in una nota parla di un passaggio che rischia di accentuare l’incertezza in un ospedale che, al contrario, avrebbe bisogno di stabilità e continuità.

Secondo Capezzuto, il Ruggi necessita di un nuovo percorso di governo capace di affrontare in modo strutturale le criticità esistenti. Il timore è che l’ennesimo cambio al vertice si traduca in una gestione provvisoria, incapace di incidere sui problemi di fondo che da anni caratterizzano il principale presidio sanitario del territorio salernitano.

La politica si divide, ma il messaggio è unanime: servono scelte chiare

Alle preoccupazioni sindacali si sono aggiunte quelle della politica, trasversalmente agli schieramenti. Gianfranco Valiante, ex sindaco di Baronissi e candidato alle regionali a sostegno di Roberto Fico con Casa riformista, ha sottolineato come la sanità richieda continuità gestionale e responsabilità. Le strutture ospedaliere, ha osservato, non possono diventare luoghi di transizione o strumenti funzionali a percorsi professionali individuali.

Valiante ha chiamato direttamente in causa il nuovo presidente della Regione Roberto Fico, affermando che ora la responsabilità delle scelte ricade su di lui e che non è più possibile rinviare decisioni strategiche o limitarsi a indicare nomi senza una visione complessiva.

Dal centrodestra, il tono è stato altrettanto critico. L’Udc, attraverso Mario Polichetti, già primario al Ruggi, ha parlato di soluzioni tampone che rischiano di condannare l’ospedale a una perenne emergenza. Secondo Polichetti, la Regione deve assumersi fino in fondo la responsabilità di rilanciare il Ruggi, ascoltando le criticità che arrivano dal territorio e mettendo fine a una gestione che, dati alla mano, non avrebbe prodotto i risultati attesi.

Un presidio strategico che non può permettersi vuoti di potere

Al momento restano aperti anche altri interrogativi, a partire dal futuro del direttore sanitario Marco Papa, che dovrebbe lasciare insieme a Verdoliva, e del direttore amministrativo Sergio Russo, per il quale non è ancora chiaro quale sarà il percorso. Nei corridoi di via San Leonardo si rincorrono voci e ipotesi, ma la sensazione diffusa è che la scelta del nuovo management non ricadrà necessariamente sui nomi già noti che emergono a ogni cambio di guardia.

Ciò che appare certo è che il Ruggi, in quanto presidio strategico e hub sanitario di riferimento, non può permettersi lunghi periodi di incertezza. La fase che si apre con l’addio di Verdoliva mette nuovamente alla prova la capacità della Regione di garantire stabilità, programmazione e una visione chiara per il futuro della sanità salernitana.

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