Ospedale Monaldi di Napoli
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📍 Napoli

2 Marzo 2026

Redazione Il Campano

Caso Domenico, il gip accoglie la ricusazione: cambia il perito alla vigilia dell’autopsia

Fuori Rinaldi, entra Ugolino Livi nel collegio peritale. Domani l’incidente probatorio. La famiglia: “Autopsia decisiva per capire cosa si poteva fare dal 23 dicembre”

Alla vigilia dell’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, arriva una svolta giudiziaria significativa: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, ha accolto l’istanza di ricusazione presentata dalla famiglia e ha disposto la sostituzione di uno dei periti nominati nel collegio incaricato dell’incidente probatorio.

Al posto di Maurizio Rinaldi, professore ordinario di Cardiochirurgia dell’Università di Torino, entra Ugolino Livi, cardiochirurgo di Udine.

Una decisione che segna un passaggio cruciale in un’inchiesta già delicatissima.

La ricusazione accolta

L’istanza era stata presentata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino morto dopo il trapianto di un cuore che – secondo l’ipotesi investigativa – sarebbe stato compromesso da un errore nella fase di conservazione.

Il gip ha ritenuto fondate le ragioni della difesa, accogliendo la richiesta e modificando la composizione del collegio peritale. Il cambio avviene a poche ore dall’incidente probatorio e dall’esame autoptico, fissati per domani.

Un passaggio chiave

L’autopsia rappresenta il cuore tecnico dell’inchiesta. Non si tratta soltanto di accertare le cause della morte, ma di ricostruire l’intera sequenza clinica successiva al 23 dicembre, giorno del trapianto.

“La autopsia è fondamentale per chiarire ogni aspetto”, ha dichiarato l’avvocato Petruzzi.

La famiglia ha nominato come proprio consulente medico legale il professor Angelini, primario della Cardiochirurgia di Bristol. Una scelta che indica la volontà di affidarsi a un profilo internazionale per l’analisi tecnica del caso.

L’avvocato Francesco Petruzzi
L’avvocato Francesco Petruzzi

Le domande ancora aperte

Secondo la difesa, l’incidente probatorio dovrà chiarire se, a partire dal momento dell’intervento, esistessero alternative terapeutiche percorribili.

“Ci aspettiamo che emerga se si sarebbero potute percorrere altre strade per consentire al bambino di essere trapiantabile”, ha spiegato il legale.

Non solo la fase di conservazione dell’organo, ma anche eventuali criticità successive sono al centro dell’attenzione.

Il nodo dell’espianto

Tra i punti che la difesa intende approfondire vi è anche la fase di prelievo del cuore.

“Dovremo verificare l’eventuale lesione del cuore in fase di prelievo, il taglio al ventricolo sinistro che parrebbe essere stato rilevato dai medici di Innsbruck”, ha dichiarato Petruzzi.

Un dettaglio tecnico che, se confermato, aprirebbe nuovi scenari di responsabilità. Altro elemento centrale sarà l’esatto orario del clampaggio aortico, cioè il momento in cui l’aorta sarebbe stata clampata dando inizio alla cardiectomia. La difesa vuole capire se tale passaggio sia avvenuto prima dell’arrivo in sala operatoria del contenitore con il nuovo cuore.

La documentazione sanitaria

Il legale della famiglia chiede inoltre la completa acquisizione della documentazione sanitaria.

“Vogliamo sapere con forza se esista una cartella anestesiologica che a noi non è stata trasmessa”, ha affermato.

Una richiesta che punta a verificare eventuali lacune informative. Petruzzi ha annunciato che chiederà al pubblico ministero Tittaferrante di nominare un perito di parte dell’accusa, “per non lasciarci da soli”. Un passaggio che evidenzia la volontà di garantire un contraddittorio pieno e tecnico.

Ospedale Monaldi di Napoli
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Verso i funerali

Concluso l’incidente probatorio, saranno fissati i funerali del piccolo Domenico. Ai quali, secondo quanto riferito dal legale, potrebbe partecipare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“La premier ha assicurato che parteciperà compatibilmente con i suoi impegni istituzionali”, ha spiegato Petruzzi. Un dettaglio che conferma la dimensione nazionale assunta dalla vicenda.

Una fase decisiva

La sostituzione del perito non è un dettaglio formale. È un segnale di attenzione del giudice alle eccezioni sollevate dalla difesa e rafforza la percezione che l’autopsia sarà un momento determinante.

L’incidente probatorio servirà a cristallizzare elementi tecnici che potranno orientare l’intero procedimento. Dalla corretta conservazione dell’organo alle modalità dell’intervento, fino alle eventuali alternative terapeutiche: ogni fase sarà analizzata.

La verità tecnica prima di quella giudiziaria

Il caso Domenico si gioca ora sul terreno scientifico. Prima delle responsabilità penali, c’è la necessità di stabilire con esattezza cosa sia accaduto in sala operatoria e nelle ore successive.

La decisione del gip di accogliere la ricusazione cambia il perimetro tecnico dell’accertamento. Domani si entrerà nel vivo. E dall’esito dell’autopsia dipenderà molto del futuro giudiziario di questa vicenda.

Per la famiglia, è il momento della verità. Per la giustizia, è l’inizio di una fase decisiva.

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