Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli
📍 Napoli

2 Marzo 2026

Angela Capasso

Caso Domenico, il legale della famiglia: “Credo alle parole della direttrice Iervolino”. E ai funerali potrebbe esserci Meloni

Petruzzi: “Non ho motivo di dubitare della Dg”. Confermato l’interesse della premier a partecipare alle esequie

In una vicenda segnata da dolore, accuse, indagini e scontri pubblici, arriva un passaggio inatteso: il legale della famiglia del piccolo Domenico esprime fiducia nelle parole della direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino.

“Per me questa è la seconda volta che la sento esprimersi liberamente sul caso, credo alle sue parole”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, intervenendo dopo la lettera inviata dalla Dg al Mattino.

Un’affermazione che segna un punto di equilibrio in un clima finora dominato dalla tensione.

“Aveva chiesto se fosse stato detto tutto alla mamma”

Petruzzi entra anche nel merito di un passaggio delicato. Secondo quanto riferito dal legale, Iervolino avrebbe chiesto alla dottoressa Farina se avesse comunicato ogni dettaglio alla madre di Domenico. La risposta, stando a quanto ricostruito, sarebbe stata positiva.

“Dichiarando che la dottoressa avesse risposto di sì, mentendo nei fatti anche a loro”, afferma Petruzzi.

Un elemento che, se confermato, sposterebbe il baricentro delle responsabilità comunicative su altri livelli.

“Non ho motivo di pensare il contrario, questo lo accerterà la magistratura”, aggiunge il legale, lasciando alla giustizia il compito di verificare.

Mamma Patrizia e il figlio Domenico
Mamma Patrizia e il figlio Domenico

Un clima che cambia?

Le parole dell’avvocato non equivalgono a una chiusura del fronte giudiziario. L’inchiesta resta aperta, gli indagati sono sette e il percorso giudiziario è ancora lungo. Ma il riconoscimento di credibilità alla direttrice generale segna un passaggio significativo.

Nei giorni scorsi la Dg aveva respinto con forza ogni accusa di occultamento, rivendicando l’avvio delle indagini interne già il 30 dicembre e la produzione di 296 pagine di atti consegnati a magistratura, Regione e Ministero. Ora, la famiglia – attraverso il proprio legale – non smentisce quella ricostruzione.

Il dolore che resta

Al centro resta la morte di un bambino dopo un trapianto di cuore eseguito al Monaldi. Una tragedia che ha scosso l’intera Campania e che ha aperto interrogativi sulla gestione clinica, organizzativa e comunicativa dell’intervento.

Le parole di fiducia verso la direttrice non cancellano il dolore né le responsabilità da accertare. “Un figlio è stato sottratto alla madre”, aveva scritto Iervolino nella sua lettera. Su questo punto non esistono mediazioni.

La dimensione nazionale della vicenda

Mentre il confronto locale si evolve, il caso assume una dimensione nazionale. “C’è l’interesse della premier Meloni a partecipare ai funerali di Domenico”, ha annunciato Petruzzi parlando con i giornalisti davanti al palazzo di giustizia.

“Ho confermato alla mamma che la presidente del Consiglio sarà ai funerali ma compatibilmente con i suoi impegni istituzionali”. Un passaggio che proietta la vicenda oltre i confini regionali.

La presenza – o anche solo l’interesse – della premier conferma l’impatto simbolico del caso.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Tra rispetto istituzionale e dolore privato

La partecipazione di una figura istituzionale di primo piano a un funerale è sempre un gesto delicato. Da un lato il segno di vicinanza dello Stato, dall’altro il rispetto per un dolore che resta profondamente privato.

In questo caso, l’annuncio arriva attraverso il legale della famiglia, non da Palazzo Chigi. Un dettaglio che evidenzia il rapporto diretto tra le istituzioni e i familiari.

La verità ancora da scrivere

Il percorso giudiziario resta il nodo centrale. Le indagini interne rivendicate dall’azienda, la ricostruzione dei fatti, le chat acquisite dalla magistratura, le testimonianze: tutto sarà oggetto di valutazione.

Le parole di Petruzzi sulla direttrice Iervolino introducono però un elemento di distinzione tra livelli di responsabilità. Non è un’assoluzione preventiva. È un riconoscimento di coerenza su un punto specifico: l’avvio delle verifiche e la gestione amministrativa.

Una vicenda che interroga la sanità

Al di là delle posizioni individuali, il caso Domenico continua a interrogare la sanità campana. Trasparenza, comunicazione con i familiari, procedure interne, responsabilità organizzative. Ogni elemento sarà analizzato nelle sedi opportune.

Nel frattempo, la città si prepara ai funerali. E mentre la giustizia farà il suo corso, resta l’immagine più potente di tutte: una madre che ha perso un figlio. La politica e le istituzioni possono intervenire, dichiarare, partecipare.

Ma la verità, quella definitiva, potrà arrivare solo dagli atti. E sarà quella a chiudere – o a riaprire – definitivamente il caso.

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