La Regione Campania istituisce nuove Zone di Protezione Speciale, includendo anche l’area di Castel Volturno, una decisione che si intreccia con le polemiche sul progetto del Cpr
La Regione Campania ha approvato un importante provvedimento in materia ambientale che riguarda la tutela di diverse aree del territorio regionale, con particolare attenzione a Castel Volturno. La decisione arriva in un contesto già segnato da tensioni politiche legate alla possibile realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) proprio in quella zona. Secondo quanto comunicato, la giunta regionale riunita oggi ha dato il via libera all’istituzione di nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS). Ha così rafforzato il sistema di tutela della biodiversità e degli habitat naturali.
Le quattro nuove ZPS approvate dalla Giunta
Su proposta delle assessore Fiorella Zabatta e Claudia Pecoraro, la Giunta ha approvato all’unanimità una delibera che individua quattro nuove aree sottoposte a tutela. Si tratta di Castel Volturno e Cancello Arnone, Monte Origlio e Bosco Cuccari, Monteverde e infine Mondragone. Sono tutti territori caratterizzati da un alto valore ambientale e agricolo, nei quali la Regione intende rafforzare la protezione della fauna e della flora. Nel comunicato si sottolinea inoltre che queste aree rientrano in un più ampio progetto di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale regionale.
Il commento della Regione
Sulla decisione è intervenuto anche il Presidente Roberto Fico, che ha evidenziato la valenza strategica del provvedimento per la tutela del territorio. Il presidente ha dichiarato: “Con questo atto di Giunta vengono individuate aree naturalistiche da sottoporre a tutela nella nostra regione, zone di protezione speciale per ragioni di conservazione di specie, habitat e biodiversità. Tra queste è inclusa l’Area agricola interna di Castelvolturno, a riprova dell’attenzione che questa amministrazione intende dedicare a un territorio che va valorizzato e che necessita di interventi di rigenerazione”. Le parole di Fico sottolineano l’intenzione della Regione di puntare su una strategia di tutela ambientale integrata con la rigenerazione urbana e territoriale.
Il lavoro scientifico e il monitoraggio ornitologico
La scelta delle nuove aree protette è il risultato di un lavoro tecnico-scientifico durato diversi anni. L’inserimento dei siti deriva infatti da un monitoraggio ornitologico avviato dalla Regione nel dicembre 2020, secondo standard nazionali ed europei. Le indagini sul campo hanno permesso di raccogliere dati aggiornati e dettagliati sulla presenza stabile di specie di interesse comunitario. In particolare, hanno documentato una presenza significativa e pluriennale di fauna e flora in territori che finora non avevano incluso nei regimi di tutela ambientale.
Dalla Regione Campania, inoltre, spiegano: “L’inclusione di questi quattro siti è il risultato del monitoraggio ornitologico, avviato dalla Regione nel dicembre 2020 secondo standard tecnico-scientifici nazionali ed europei. Le indagini sul campo hanno raccolto dati aggiornati sulla presenza stabile e significativa, su base pluriennale, di specie di interesse comunitario in territori finora esclusi dalle tutele.”
Le polemiche sul Cpr e le prospettive future
La decisione della Regione si inserisce in un contesto politico già acceso, legato alla possibile realizzazione di un Cpr da 120 posti a Castel Volturno. Il progetto ha suscitato diverse polemiche e opposizioni sul territorio, e l’istituzione della Zona di Protezione Speciale potrebbe incidere sulle future scelte urbanistiche e infrastrutturali. La sovrapposizione tra esigenze di sicurezza, gestione dei flussi migratori e tutela ambientale apre ora un nuovo fronte di confronto istituzionale tra Regione e Governo, con possibili sviluppi nei prossimi mesi.

