In Campania si avvia il percorso per l’istituzione delle Comunità marine, con un tavolo tecnico che punta a rafforzare la gestione integrata delle aree costiere e a sostenere il turismo balneare
Si è insediato a Napoli il tavolo tecnico per la proposta di legge regionale finalizzata all’istituzione delle Comunità marine in Campania. L’obiettivo è costruire un nuovo modello di gestione per i territori costieri, con particolare attenzione alla programmazione dei servizi pubblici e alla valorizzazione dell’economia turistica balneare. L’iniziativa coinvolge la regione Campania e punta a rafforzare la cooperazione tra i comuni costieri, spesso chiamati a gestire flussi turistici intensi e risorse limitate.
Obiettivi: turismo, fondi e gestione integrata
La proposta mira a creare uno strumento istituzionale capace di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di attrarre finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Un’attenzione particolare è rivolta alla Costiera Amalfitana, territorio simbolo del turismo internazionale ma anche area fragile dal punto di vista ambientale e infrastrutturale. L’idea è quella di sviluppare una programmazione integrata che consenta una gestione più coordinata dei servizi e una maggiore sostenibilità dei flussi turistici.
Le dichiarazioni di Fabbricatore
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Giuseppe Fabbricatore, ha illustrato il significato politico e operativo del progetto. Nel suo intervento ha poi spiegato in modo più dettagliato la struttura della proposta: “Nel recepire la proposta dei sindaci del Comune di Atrani, Michele Siravo, e del Comune di Furore, Giovanni Milo, con l’obiettivo di condividerla con tutti gli altri sindaci della Costiera Amalfitana e delle altre aree costiere della Campania, ho insediato il tavolo tecnico. Coordinato dal professore ordinario di Fondamenti del Diritto europeo dell’Università degli Studi di Salerno, Francesco Fasolino, finalizzato alla presentazione di una proposta di legge per istituire le Comunità marine, realizzare una programmazione territoriale integrata ad esse dedicata, potenziare la capacità di attrazione di fondi regionali, nazionali ed europei”.
Poi, ancora, si legge: “Fornire una migliore capacità di risposta ai flussi turistici, rafforzare l’identità delle comunità costiere anche attraverso il riconoscimento istituzionale della loro specificità, realizzare economie di scala nella gestione dei servizi, contribuire alla salvaguardia ambientale e allo sviluppo economico dei Comuni costieri Coinvolgeremo nei lavori del tavolo tecnico anche tanti altri sindaci dei Comuni costieri delle Province di Salerno, Caserta e Napoli, il presidente del Parco azionale del Cilento, Vallo di Napoli. Diano ed Alburni, nel quale ricadono le aree costiere del Cilento che hanno grande rilevanza turistica, e dei Parchi Marini, per realizzare la più ampia sinergia istituzionale e territoriale per dare vita alle Comunità marine, valorizzare i Comuni costieri e dare slancio al turismo balneare, per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale nei territori interessati ed in tutta la Campania”.

Coinvolgimento degli enti locali e accademici
Il progetto si basa su una rete istituzionale ampia. Tra i soggetti coinvolti figurano i sindaci di Atrani Michele Siravo e di Furore Giovanni Milo, insieme al coordinamento scientifico del professore Francesco Fasolino. L’obiettivo è estendere il confronto anche agli amministratori delle province di Salerno, Caserta e Napoli, oltre agli enti parco e alle aree protette. Particolare attenzione è riservata al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che comprende aree costiere di grande rilevanza turistica. Il coinvolgimento degli enti parco e delle istituzioni locali mira a costruire una strategia condivisa per la tutela ambientale e lo sviluppo economico.
Impatto atteso su economia e territorio
Le Comunità marine vengono presentate come uno strumento per migliorare la gestione dei servizi, ottimizzare le risorse e sostenere l’occupazione legata al turismo balneare. L’obiettivo finale è rendere i territori costieri più competitivi, senza compromettere la sostenibilità ambientale e la qualità della vita dei residenti. La creazione di nuove strutture istituzionali può davvero migliorare la gestione dei territori costieri oppure rischia di aggiungere un ulteriore livello burocratico?
La vera sfida, ora, sarà quella di trasformare la collaborazione tra enti in azioni concrete, capaci di incidere realmente su turismo, ambiente e sviluppo economico, soprattutto in aree delicate come quelle costiere campane.

