Colpo in pieno giorno all’Arenella: 25 ostaggi liberati, i rapinatori scappano attraverso un cunicolo sotterraneo
Una rapina in banca con ostaggi e fuga nel sottosuolo ha scosso Napoli nella giornata del 16 aprile. Nel mirino la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella, dove una banda armata ha sequestrato 25 persone e forzato centinaia di cassette di sicurezza. I responsabili sono riusciti a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze speciali.
La dinamica della rapina
L’assalto è avvenuto intorno alle 12, quando almeno tre rapinatori armati e con il volto coperto hanno fatto irruzione nella banca. All’interno si trovavano clienti e dipendenti, in totale 25 persone, immediatamente prese in ostaggio. Secondo le prime ricostruzioni, i banditi avrebbero agito con rapidità e decisione, puntando fin da subito alle cassette di sicurezza. Gli ostaggi sono stati radunati in una stanza e tenuti sotto la minaccia delle armi per circa un’ora. Alcuni di loro hanno accusato malori dovuti alla tensione, ma nessuno è rimasto ferito. L’allarme è stato lanciato da un passante che ha notato movimenti sospetti all’interno della filiale. In pochi minuti la zona è stata circondata dalle forze dell’ordine, mentre venivano attivati i protocolli di emergenza.
La liberazione degli ostaggi e il blitz
Intorno alle 13:30 i vigili del fuoco e i carabinieri sono riusciti a creare un varco e a liberare tutti gli ostaggi. Le persone sono uscite visibilmente provate, ma in condizioni complessivamente buone. Sei di loro hanno ricevuto assistenza medica sul posto. Nel frattempo, le operazioni sono proseguite con l’arrivo del GIS, il Gruppo di intervento speciale dei carabinieri, giunto da Livorno in elicottero. L’irruzione nella banca è avvenuta nel pomeriggio, intorno alle 16:45, ma all’interno non c’era più nessuno. Durante l’operazione sarebbero stati esplosi alcuni colpi, probabilmente granate stordenti (flashbang), utilizzate per mettere in sicurezza i locali. Tuttavia, i rapinatori erano già fuggiti.
La fuga dal sottosuolo
La scoperta più rilevante è arrivata proprio durante il blitz: i banditi erano riusciti a scappare attraverso un buco nel pavimento, collegato a un cunicolo sotterraneo. Una modalità che richiama la cosiddetta “banda del buco”, tecnica utilizzata da gruppi specializzati in rapine pianificate nei minimi dettagli. Gli investigatori ritengono che il percorso di fuga fosse stato preparato in anticipo e che possa essere collegato alla rete fognaria o ad altri passaggi sotterranei. Questo elemento rende particolarmente complessa la ricerca dei responsabili, che potrebbero essersi allontanati rapidamente dalla zona senza lasciare tracce evidenti.

Centinaia di cassette di sicurezza forzate
Il bilancio del colpo è ancora incerto. All’interno della filiale sono state trovate centinaia di cassette di sicurezza aperte. Il contenuto, tuttavia, è noto solo ai singoli clienti, rendendo impossibile al momento una stima precisa del bottino. È probabile che all’interno delle cassette fossero custoditi gioielli, contanti, documenti e altri beni di valore. In serata, circa un centinaio di clienti si è radunato all’esterno della banca per chiedere informazioni, in attesa di poter verificare eventuali ammanchi.
La targa di carta
Secondo quanto riporta il Corriere della sera, ha coinvolto l’attenzione degli investigatori fin dalle prime ore: un’auto con targa di carta, parcheggiata a poca distanza dalla filiale, ora al centro dei rilievi tecnici. Potrebbe essere stata utilizzata dalla banda per arrivare in zona e, forse, per allontanarsi dopo il colpo. Intorno al veicolo, transenne e lampeggianti, mentre gli specialisti cercano tracce utili a ricostruire la fuga.
La caccia ai responsabili resta aperta e si muove su più livelli. I carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze dei 25 ostaggi, ascoltati singolarmente per ricostruire ogni dettaglio: parole, movimenti, inflessioni dialettali. Un primo elemento emerge con cautela: i rapinatori parlavano italiano. Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha espresso «il più vivo apprezzamento per l’elevata professionalità, il coraggio e il senso dello Stato dimostrati dall’Arma dei carabinieri», sottolineando la capacità di risposta del dispositivo di sicurezza nelle ore più delicate.
Indagini e ricerche in corso
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Napoli. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo le testimonianze degli ostaggi e analizzando ogni elemento utile, inclusi eventuali sistemi di videosorveglianza. Sono stati predisposti posti di controllo in tutta la città e sono in corso ispezioni anche nei cunicoli sotterranei, ritenuti cruciali per ricostruire la fuga. Gli investigatori non escludono che la banda sia composta da un numero maggiore di persone rispetto a quelle viste all’interno della banca. Alcuni dettagli, come l’utilizzo di maschere e la presenza di un’auto con targa di carta, fanno pensare a un’operazione pianificata con largo anticipo.


