Carabinieri - immagine di repertorio
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📍 Pollena

18 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Orrore a Pollena Trocchia, due donne uccise: Mario Landolfi confessa e chiede i domiciliari per partecipare a una festa di famiglia

Il 48enne fermato dai carabinieri avrebbe ammesso le proprie responsabilità dopo il ritrovamento dei corpi in un edificio abbandonato nel Napoletano

Due donne morte nel giro di quarantotto ore, i corpi nascosti in una palazzina abbandonata di Pollena Trocchia e una confessione arrivata dopo ore di interrogatorio. È il quadro ricostruito dagli investigatori della Procura di Nola sull’arresto di Mario Landolfi, 48enne di Sant’Anastasia, accusato dell’omicidio di una donna ucraina di 49 anni e di una giovane di 28 anni originaria della provincia di Caserta. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe confessato inizialmente soltanto uno dei due delitti. Agli investigatori avrebbe poi rivolto anche una richiesta destinata a restare senza seguito: “ottenere gli arresti domiciliari per poter partecipare a una festa di famiglia prevista nei prossimi giorni“.

La svolta nelle indagini grazie a una coppia di testimoni

Determinante per identificare il presunto responsabile sarebbe stata la testimonianza di due giovani che avrebbero notato movimenti sospetti nei pressi dell’edificio abbandonato dove sono stati trovati i corpi. La coppia avrebbe visto il 48enne entrare nello stabile insieme a una donna e uscire, circa venti minuti dopo, da solo. A insospettire il ragazzo sarebbe stata anche una borsetta bianca che l’uomo teneva tra le mani al momento dell’uscita. Il testimone avrebbe quindi fotografato l’automobile, riuscendo a immortalare la targa del veicolo, e contattato immediatamente i carabinieri. Da quella segnalazione sono partite le verifiche investigative che hanno consentito ai militari di risalire rapidamente all’identità dell’uomo fermato nelle ore successive.

Le accuse e il racconto reso agli investigatori

Secondo le ultime ricostruzioni, entrambi gli omicidi sarebbero maturati durante liti legate al pagamento di prestazioni sessuali. Le due vittime, secondo la ricostruzione fornita dal reo confesso, avrebbero chiesto somme maggiori rispetto a quelle concordate inizialmente.

La prima vittima, una donna ucraina di 49 anni, sarebbe stata incontrata nella zona di Gianturco, a Napoli, nella serata del 16 maggio. L’accordo economico prevedeva 80 euro per la prestazione e altri 35 euro per una stanza d’albergo. L’uomo, però, avrebbe portato la donna nell’edificio abbandonato di Pollena Trocchia. Durante una discussione, sempre secondo il suo racconto, la donna lo avrebbe aggredito e lui l’avrebbe spinta facendola precipitare nella tromba dell’ascensore. Il secondo episodio sarebbe avvenuto il giorno successivo. La vittima, una 28enne del Casertano, sarebbe stata caricata a Sant’Anastasia. Dopo il rapporto sessuale, la giovane avrebbe chiesto 50 euro in più rispetto ai 100 pattuiti. Anche in questo caso il litigio sarebbe degenerato fino alla caduta nella tromba dell’ascensore. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio della versione fornita dall’indagato, compresa la dinamica delle morti e le eventuali responsabilità ulteriori.

Auto Carabinieri
Auto dei Carabinieri – Immagine di repertorio

La confessione e il riferimento alla cocaina

Stando a quanto riporta sempre Fanpage, Landolfi avrebbe confessato inizialmente soltanto l’omicidio della 28enne. Solo successivamente, dopo che i carabinieri gli avrebbero mostrato una fotografia della donna ucraina, avrebbe ammesso anche il secondo delitto. Nel corso dell’interrogatorio il 48enne avrebbe dichiarato di avere assunto cocaina e di trovarsi in uno stato mentale alterato al momento dei fatti. Una circostanza che sarà ora oggetto di ulteriori accertamenti investigativi e medico-legali. Gli inquirenti stanno inoltre valutando alcune dichiarazioni rese dall’uomo in merito alla possibilità di occultare i cadaveri. Alla domanda se avesse avuto intenzione di far sparire i corpi, avrebbe risposto che, “se lo avesse voluto davvero, li avrebbe bruciati utilizzando benzina contenuta in bottiglie presenti nella sua automobile“.

L’attesa per l’udienza di convalida

Nelle prossime ore il 48enne comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida del fermo. La Procura di Nola contesta un quadro accusatorio gravissimo, mentre proseguono gli accertamenti tecnici nell’edificio abbandonato dove sono stati rinvenuti i corpi. Gli investigatori stanno lavorando anche per ricostruire con precisione gli spostamenti dell’uomo tra il 16 e il 17 maggio, analizzando immagini di videosorveglianza, traffico telefonico e testimonianze raccolte nelle ultime ore.

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