Elezioni Campania 2025, il segretario regionale del PD Piero De Luca attacca la coalizione di centrodestra: “Divisi, senza idee per il Mezzogiorno e in ritardo sulla candidatura di Cirielli”.
«Abbiamo un centrodestra diviso, spaccato, con una candidatura arrivata last minute».
Così il segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, ha commentato la designazione di Edmondo Cirielli come candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre 2025.
Nel corso di un incontro con la stampa presso la sede del PD a Napoli, De Luca ha accusato gli avversari di essere «uniti solo nella contrarietà allo sviluppo del Mezzogiorno» e di non avere «una vera idea di futuro per la Campania».
“Centrodestra diviso e candidato scelto all’ultimo momento”
Il numero uno del PD campano non ha risparmiato critiche alla coalizione di centrodestra, definita «spaccata e disorientata».
«Abbiamo un centrodestra diviso, spaccato, con una candidatura arrivata last minute: erano ormai pronti al 2030, hanno invece deciso di presentarsi anche per queste elezioni regionali»,
ha ironizzato De Luca, sottolineando la tardiva convergenza su Cirielli.
Un riferimento diretto alle tensioni interne registrate tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, con i contrasti tra il viceministro e il segretario regionale azzurro Fulvio Martusciello, che nei giorni scorsi aveva chiesto “scuse preventive” per le frasi anti-Berlusconi emerse dal libro Fratelli di chat.

“L’unica unità del centrodestra è contro il Mezzogiorno”
De Luca ha poi allargato il discorso al piano politico nazionale, accusando la coalizione avversaria di perseguire una linea penalizzante per il Sud:
«A destra non hanno un’idea di sviluppo del Mezzogiorno: forse l’unica unità che hanno è quella di una contrarietà manifesta allo sviluppo e al sostegno al Sud. Non hanno davvero a cuore gli interessi del Mezzogiorno, ma solo la tenuta del loro governo».
Parole dure che mirano a differenziare il campo progressista, guidato da Roberto Fico, come alternativa politica in grado di difendere le esigenze del territorio.
“Come farà Cirielli a fare campagna con Martusciello?”
Il segretario dem ha poi rilanciato la polemica interna al centrodestra, sollevando dubbi sulla compattezza del fronte che sostiene Cirielli:
«Dobbiamo chiedere a Cirielli come farà lui a fare campagna elettorale con Martusciello, con i suoi alleati che hanno chiesto le scuse preventive prima ancora di dare l’ok alla sua candidatura».
Secondo De Luca, la mancanza di coesione e il ritardo nella scelta del candidato «mostrano la difficoltà del centrodestra nel proporre una visione chiara per la Campania e per il Sud».

“Noi abbiamo un’idea diversa di politica”
Il segretario del PD campano ha concluso l’incontro evidenziando la differenza di metodo e di obiettivi rispetto agli avversari:
«Noi abbiamo un’idea diversa di politica. Il nostro lavoro parte dai territori, dalle persone, dai bisogni concreti della Campania. Il campo progressista ha già dimostrato che, quando è unito, può vincere e governare con serietà».
De Luca ha anche ricordato che la coalizione guidata da Fico proseguirà nei prossimi giorni il confronto sui punti programmatici, incentrati su sanità pubblica, lavoro, trasporti e ambiente.
Le reazioni nel campo politico
Le dichiarazioni di Piero De Luca arrivano in una fase cruciale della campagna elettorale: mentre il centrodestra tenta di consolidare l’intesa attorno a Cirielli, il centrosinistra lavora per rafforzare la candidatura di Roberto Fico, ex presidente della Camera.
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia ha già replicato parlando di “attacchi strumentali”, mentre Forza Italia e Lega continuano a smussare le divergenze in vista dell’avvio ufficiale dei comizi.
Con toni taglienti ma misurati, Piero De Luca rilancia la battaglia del Partito Democratico in Campania e tenta di spostare l’attenzione sul rapporto tra Nord e Sud, tema destinato a dominare la campagna elettorale.
La sfida tra Fico e Cirielli si preannuncia così non solo come uno scontro regionale, ma come un confronto tra due modelli di sviluppo opposti per il futuro del Mezzogiorno.


