Operazione dei Carabinieri in area protetta della Piana del Sele: bloccata attività illegale con reti e imbarcazione, coinvolte più realtà di controllo ambientale
Operazione contro la pesca di frodo nel fiume Sele, nell’area della Piana del Sele tra Eboli e Capaccio Paestum. I carabinieri della Compagnia di Eboli hanno denunciato quattro persone nel corso di un intervento antibracconaggio in zona protetta. Hanno sequestrato un’imbarcazione, circa 150 metri di reti da pesca e diverso pescato. L’operazione è stata condotta con il supporto di più realtà impegnate nella tutela ambientale del territorio.
Il blitz nella Riserva Foce Sele-Tanagro
L’intervento si è svolto all’interno della Riserva naturale Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano, in un tratto del fiume sottoposto a vincolo ambientale dove la pesca è vietata o fortemente regolamentata. Secondo quanto ricostruito, i quattro soggetti avrebbero utilizzato una piccola imbarcazione per raggiungere un’area classificata come riserva integrale. In tale area ogni attività di prelievo della fauna ittica è proibita. Inoltre, le reti sarebbero state posizionate lungo il corso d’acqua e successivamente recuperate durante la fase di rientro. Il controllo è stato effettuato dai carabinieri con il supporto delle guardie giurate volontarie della Riserva, delle guardie ambientali dell’Accademia Kronos di Salerno e della Fipsas. L’azione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali.

Sequestri e denunce: imbarcazione e reti sotto chiave
Nel corso dell’operazione è stato sequestrato un natante di circa quattro metri, insieme a circa 150 metri di reti da pesca e a diversi strumenti utilizzati per la cattura dei pesci. Anche il pescato rinvenuto è stato posto sotto sequestro. I quattro soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per violazioni della normativa sulla pesca in area protetta. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio. È un dispositivo volto alla tutela degli ecosistemi fluviali e della biodiversità.
La posizione dell’assessora Zabatta: “Biodiversità e lavoro dei pescatori onesti da difendere”
Sull’episodio è intervenuta l’assessora regionale, Fiorella Zabatta, che ha richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione contro la pesca illegale e le sue conseguenze ambientali ed economiche. «L’operazione antibracconaggio effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Eboli insieme alle guardie giurate volontarie della Riserva naturale Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano, con il supporto delle guardie ambientali dell’Accademia Kronos di Salerno e della Fipsas, conferma quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione contro ogni forma di pesca illegale», ha dichiarato Zabatta.
L’assessora ha sottolineato come la pesca di frodo rappresenti «una minaccia concreta alla biodiversità, all’economia legale e alla sicurezza alimentare». Ha evidenziato che pratiche come l’uso di attrezzi non consentiti o il prelievo in periodi di fermo biologico compromettono la rigenerazione delle specie ittiche e gli equilibri naturali.
Concorrenza sleale e sicurezza alimentare al centro del richiamo istituzionale
Nel suo intervento, Zabatta ha posto l’accento anche sull’impatto economico del fenomeno. I pescatori che operano nel rispetto delle regole, ha spiegato, sostengono costi legati alla tracciabilità e agli obblighi normativi. Non possono essere penalizzati da un mercato parallelo che altera la concorrenza. «Difendere il settore significa anche difendere chi lavora correttamente ogni giorno», ha aggiunto l’assessora, evidenziando il rischio di concorrenza sleale generato dalla filiera illegale. Un ulteriore aspetto riguarda la sicurezza alimentare. Infatti, la pesca di frodo sottrae garanzie ai consumatori poiché elude i controlli sulla provenienza e sulla qualità del prodotto ittico.
Tavolo Azzurro e strategie regionali sul settore ittico
Zabatta ha ricordato che la Regione Campania ha già avviato un confronto strutturato con il primo “Tavolo Azzurro” dedicato alla pesca e all’acquacoltura. L’obiettivo è affrontare le criticità del comparto insieme agli operatori del settore. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del coordinamento tra istituzioni e autorità competenti, lo sviluppo di strumenti di tracciabilità e la valorizzazione delle produzioni. Queste produzioni saranno promosse attraverso sistemi di qualità riconosciuti a livello europeo.
«È fondamentale accrescere la consapevolezza dei consumatori, orientando le scelte verso prodotti tracciabili e provenienti da filiere sostenibili e certificate, anche tramite marchi DOP e IGP», ha concluso l’assessora.


