Elezioni Campania 2025, accordo tra Edmondo Cirielli e Giosy Romano in vista delle Regionali. Quest’ultimo, dopo aver rinunciato alla candidatura, sosterrà Cirielli, contribuendo alla composizione delle liste del centrodestra per rafforzare la coalizione in vista della sfida elettorale.
Nella corsa per le Regionali, si registra un avvicinamento strategico che potrebbe avere un peso decisivo. Giosy Romano, uno dei papabili candidati fino a pochi giorni fa, ha accettato di lasciare la competizione per unirsi al progetto di Edmondo Cirielli, supportando il suo percorso verso Palazzo Santa Lucia. In virtù dell’accordo, Romano avrà la possibilità di indicare candidati nelle liste del centrodestra a sostegno di Cirielli.
L’intesa è stata presentata dai protagonisti come una mossa tattica per consolidare le forze moderati nel panorama regionale, evitare dispersioni elettorali e rafforzare la candidatura di Cirielli contro potenziali avversari del centrosinistra. L’operazione però non è priva di rischi, e gli equilibri interni alla coalizione potrebbero subire tensioni nei mesi a venire.
Giosy Romano rinuncia alla corsa: credenziali e ruolo politico
Giosy Romano, originario di Brusciano (Napoli), classe 1968, è avvocato amministrativista e attuale coordinatore della struttura di missione per la Zes Unica (Zona Economica Speciale), ruolo che lo pone al centro delle politiche per lo sviluppo regionale. Fino a poco tempo fa aveva manifestato interesse per la candidatura a governatore della Campania. Salvo smentire, poi, con decisione la sua candidatura. Con il nuovo accordo, invece, farà parte del sostegno attivo a Cirielli, contribuendo all’indicazione di nomi e strategie nelle liste del centrodestra. Da parte di Cirielli, che sabato sarà a Salerno per una delle tappe della sua campagna, è arrivata un’apertura. Il suo nome comparirà su alcuni simboli elettorali insieme a quelli dei partiti di coalizione, segno della centralità che gli viene attribuita nella corsa regionale.
Romano in passato era stato animatore della lista “Fare Democratico” in sostegno a Vincenzo De Luca nel 2020, ma negli ultimi anni si era avvicinato al centrodestra, in particolare alla figura di Raffaele Fitto. L’accordo con Giosy Romano è interpretato da molti osservatori come una mossa strategica per evitare lo spacco del fronte moderato o l’appello di Romano come candidato alternativo che potrebbe sottrarre voti allo stesso Cirielli. Consolidare una coalizione con liste condivise favorisce la legge elettorale regionale e rafforza la compattezza del blocco.

Attraverso la capacità di indicare candidati, Romano mantiene un potere rilevante nella partita. Pur rinunciando alla corsa alla presidenza, acquisisce visibilità e margine di influenza nelle scelte strutturali del centrodestra. Il patto può costringere i partiti del centrosinistra e le forze alternative a ridefinire le loro alleanze o strategie. Una coalizione unita e compatta appare più competitiva contro eventuali sfidanti. Quando si tratta di spartire collegi, posti nelle liste e preferenze, potrebbero emergere tensioni. I partiti dovranno trovare un equilibrio tra autonomie territoriali e disciplina di coalizione. L’accordo costringerà il centrodestra a fare scelte attente sui nomi finali. Il valore del simbolo di Cirielli e il richiamo ai “volti nuovi e civici” potrebbero essere determinanti per attrarre un elettorato moderato e centrista.
Le liste del centrodestra: punti fissi e novità
Con l’accordo Romano-Cirielli prende corpo la mappa delle liste che sosterranno il candidato viceministro. Finora, cinque listi sono considerate certe: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e la civica “Cirielli Presidente”. A queste si potrebbero aggiungere DC (Democrazia Cristiana) guidata da Gianfranco Rotondi e l’UDC, entrambi impegnati nella costruzione di proprie liste regionali. Non è esclusa inoltre un’ottava lista, denominata “Orgoglio Campania – Cirielli Presidente”.
Nei simboli elettorali più significativi, è stata confermata la presenza del nome di Edmondo Cirielli, in particolare accanto a quelli di Giorgia Meloni nel simbolo di Fratelli d’Italia. Questo elemento rafforza l’immagine del candidato come punto di sintesi per la coalizione. Tuttavia, la costruzione delle liste sarà delicata. Le ambizioni territoriali, le richieste di candidature locali e i rapporti di forza interni tra partiti rischiano di generare contrasti. L’ingresso di Romano come “suggellatore” del patto può rassicurare molti alleati, ma anche generare malumori in chi sperava di ottenere deleghe maggiori.

Rimane da capire quanto potere effettivo avrà Romano nel determinare le candidature territoriali distintive rispetto agli schemi nazionali dei partiti. Alcuni esponenti locali potrebbero mal digerire la “cedenza” di Romano alla coalizione di Cirielli, soprattutto se sentissero di perdere spazi o identità locali. Il patto dovrà essere raccontato come una scelta strategica e non come una spartizione politica per evitare reazioni negative da parte dell’elettorato. L’unità appare più fragile nelle aree dove le ambizioni sono numerose. L’efficacia della strategia sarà vincolata alla capacità di coesione durante la campagna elettorale.
In sintesi, il patto elettorale tra Edmondo Cirielli e Giosy Romano segna una svolta nella bagarre delle liste della Campania 2025. Pur rinunciando alla candidatura, Romano entra nel fronte del centrodestra con un ruolo non marginale, contribuendo alla definizione delle liste e all’unità del blocco moderato. Il test vero arriverà nelle prossime settimane, quando le candidature territoriali dovranno essere ufficializzate e i protagonisti dimostrare che l’accordo non è solo formale, ma funzionale alla vittoria.


