L'Ospedale Cotugno
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26 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Allarme Epatite A, dall’ospedale Cotugno: «Il sushi non rappresenta un pericolo»

Il consumo di sushi è sicuro, ma è importante rispettare le corrette norme igienico-sanitarie

Nessun allarme per i consumatori di sushi in Campania. A chiarirlo è l’infettivologa Novella Carannante dell’ospedale Cotugno di Napoli, dopo le recenti preoccupazioni legate ai casi di epatite A. La specialista ha sottolineato che il virus può essere eliminato solo con la cottura dei cibi, ma questo non significa che il consumo di alimenti crudi comporti automaticamente un rischio elevato.

Il chiarimento dell’ospedale Cotugno

Secondo quanto spiegato dall’ospedale Cotugno, il rischio di contrarre epatite A attraverso il consumo di sushi è considerato teorico più che reale. Carannante ha precisato: «Il virus dell’epatite A può essere eliminato unicamente con la cottura dei cibi». Questa dichiarazione, sebbene tecnica, ha lo scopo di fornire informazioni precise e corrette ai consumatori, evitando fraintendimenti che possano generare panico. L’infettivologa ha invitato a distinguere tra rischio reale e rischio teorico, sottolineando che le precauzioni igieniche rimangono fondamentali.

Sushi e sicurezza alimentare

Il consumo di sushi, come altri alimenti crudi, richiede attenzione alle norme igieniche. Gli esperti raccomandano di: affidarsi a locali certificati e controllati; presentare attenzione alla conservazione del pesce e alla catena del freddo; evitare il consumo di cibi crudi in caso di vulnerabilità del sistema immunitario o malattie epatiche preesistenti. Nonostante queste raccomandazioni, non esistono dati che colleghino in maniera diretta l’aumento dei casi di epatite A in Campania al consumo di sushi, come precisato dall’ospedale Cotugno.

Sushi. Immagine di repertorio.
Sushi. Immagine di repertorio.

Epidemia in crescita: le zone più colpite

Oltre al capoluogo campano, il contagio ha interessato anche altre province della regione. A Caserta, il focolaio ha raggiunto circa 50 casi, con il picco di contagi registrato a Sessa Aurunca. Nella provincia di Salerno, invece, sono stati circa 25 i contagiati, con alcune misure restrittive adottate, come il divieto di consumo di frutta fresca nelle mense scolastiche di Sala Consilina. Anche Avellino e il Sannio non sono immuni dal virus, con una decina di casi segnalati in entrambe le aree.

Il quadro epidemiologico, pur essendo stazionario, desta comunque preoccupazione, e il monitoraggio resta costante. I Nas (Nuclei Antisofisticazione e Sanità) sono ancora impegnati in una serie di campionamenti per individuare le origini del focolaio e verificare eventuali altri focolai. A tal proposito, sono in corso anche attività di controllo sui luoghi di consumo alimentare, nei mercati e lungo tutta la filiera distributiva per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie.

Il contesto epidemiologico

Negli ultimi mesi, alcuni casi di epatite A hanno destato preoccupazione, soprattutto per la loro diffusione in specifiche aree della Campania. Tuttavia, le autorità sanitarie sottolineano che la trasmissione del virus avviene principalmente attraverso acqua o alimenti contaminati, oppure per contatto diretto con persone infette. La situazione attuale non configura emergenze legate al consumo di sushi o ad altri cibi crudi in generale. Le campagne informative sono quindi essenziali per distinguere tra comportamenti a rischio reale e allarmi ingiustificati. Garantire la corretta informazione permette di ridurre paure infondate, senza sottovalutare le indicazioni della comunità scientifica. Gli esperti ribadiscono l’importanza di: educazione alimentare basata su dati scientifici; corretta manipolazione e conservazione degli alimenti crudi ed infine, consultazione di fonti ufficiali in caso di dubbi o sintomi sospetti.

La comunicazione trasparente mira a tutelare la salute pubblica senza generare inutili allarmismi, evidenziando che il consumo di sushi rimane sicuro se si rispettano le normali regole igieniche.

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