Nappi Lega porti Campania
Severino Nappi

22 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Campania, Nappi (Lega): “La Regione impone un nuovo salasso ai porti. Legge da abolire”

Il capogruppo regionale Severino Nappi attacca la legge 13/2025: “Colpisce duramente le imprese marittime, doppia tassazione sui canoni demaniali. Quando governeremo la aboliremo”.

Nuova polemica in Consiglio regionale della Campania sulla legge 13/2025, che introduce un’imposta regionale fissa sui canoni di concessione demaniale marittima.
A denunciarne gli effetti è Severino Nappi, capogruppo della Lega e vice coordinatore regionale del partito, che parla apertamente di “nuovo salasso per le imprese portuali”.
Secondo Nappi, la norma voluta dalla Giunta De Luca imporrebbe una doppia tassazione a carico delle aziende che operano nei porti campani, già soggette ai canoni riscossi dallo Stato.

La legge regionale 13/2025 e la nuova imposta sui porti

La norma contestata – approvata dal Consiglio regionale a maggioranza nel luglio scorso – estende l’applicazione dell’imposta regionale a tutte le concessioni demaniali marittime, anche quelle rilasciate da enti pubblici diversi dai Comuni.
In pratica, oltre alla tassazione statale già versata alle Autorità di Sistema Portuale, le imprese concessionarie dovranno ora pagare una seconda imposta a favore della Regione Campania.

Per Severino Nappi si tratta di un provvedimento “iniquo e penalizzante”, che rischia di compromettere la competitività dei porti campani nel contesto nazionale e mediterraneo.

«Ci troviamo nuovamente di fronte a scelte scellerate da parte dell’amministrazione regionale uscente – afferma Nappi – che danneggiano pesantemente le imprese che operano nei porti campani».

Il nodo della doppia tassazione

L’aspetto più contestato è la duplicazione dell’imposizione sui canoni di concessione.
Oggi le aziende che gestiscono banchine, terminal o spazi portuali versano un canone demaniale allo Stato, calcolato dall’Autorità portuale di riferimento.
Con la legge regionale 13/2025, dovranno aggiungere anche un tributo fisso regionale.

«Risultato? – denuncia Nappi – oltre alla tassazione statale sui canoni riscossi dall’Autorità di sistema portuale, le imprese dovranno versare anche l’imposta regionale. È una vergognosa imposizione che va assolutamente cancellata».

L’impatto economico sui porti campani

La Campania gestisce alcuni dei principali scali marittimi del Sud Italia:

  • il porto di Napoli, hub commerciale e turistico con oltre 6.000 addetti diretti;
  • il porto di Salerno, specializzato nel traffico container e automotive;
  • Castellammare di Stabia, Pozzuoli, Ischia e Procida, snodi per la cantieristica e il turismo costiero.

Secondo le associazioni di categoria, l’aggravio fiscale introdotto dalla legge regionale potrebbe generare una perdita di competitività stimata intorno al 7% sul traffico merci e passeggeri, favorendo altri scali del Tirreno e dell’Adriatico.

Per Nappi, la misura “non solo colpisce le aziende portuali, ma danneggia l’attrattività economica e turistica delle coste campane”.

Severino Nappi
Severino Nappi

La posizione della Lega: abolire la legge

Il capogruppo leghista annuncia che l’abolizione della norma sarà una delle prime misure del nuovo governo regionale in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni.

«Quando tra poco più di un mese saremo alla guida della Regione Campania – spiega Nappi – provvederemo all’abolizione di questa legge iniqua, che va a colpire duramente non solo le aziende portuali ma, nel complesso, l’attrattività delle nostre coste».

La Lega, attraverso il suo gruppo consiliare, ha già depositato una proposta di abrogazione immediata e un piano alternativo di defiscalizzazione per le imprese della blue economy, settore che in Campania impiega oltre 20.000 lavoratori.

Reazioni dal mondo economico

Anche alcune organizzazioni portuali e associazioni di categoria – tra cui Assorimorchiatori Campania e Federmar Campania – hanno espresso preoccupazione per l’effetto domino della norma.
Secondo gli operatori, l’introduzione della doppia imposta rischia di scoraggiare nuovi investimenti privati, in particolare nei settori della logistica e della cantieristica navale.

In una nota, Confindustria Salerno ha parlato di “intervento miope e controproducente”, invitando la Regione a sospendere la legge in attesa di un confronto con il Ministero delle Infrastrutture.

Il precedente del 2021 e il nodo giuridico

Non è la prima volta che la Regione Campania interviene sulla fiscalità marittima.
Già nel 2021, un provvedimento simile era stato impugnato dal Governo davanti alla Corte Costituzionale, che aveva riconosciuto alla Regione la possibilità di introdurre tributi propri, purché non sovrapposti a imposte statali. La nuova legge 13/2025, tuttavia, riapre il contenzioso: la doppia tassazione potrebbe configurare una violazione del principio di non duplicazione tributaria, come previsto dall’art. 117 della Costituzione.

Sangiuliano Fratelli d’Italia Campania
Gennaro Sangiuliano

Analisi politica: la Lega in chiave marittima

L’intervento di Severino Nappi si inserisce nella campagna elettorale del centrodestra, dove il tema dello sviluppo portuale è centrale.
Con l’ex ministro Gennaro Sangiuliano candidato capolista di Fratelli d’Italia e il viceministro Edmondo Cirielli in corsa per la presidenza, la Lega punta a rafforzare il proprio profilo economico e produttivo.
La proposta di abolire la tassa sui porti diventa così un messaggio diretto alle imprese e agli operatori del mare, strategici per l’economia regionale.

A poco più di un mese dalle elezioni, la battaglia fiscale sui porti diventa un tema politico cruciale.
Per la Lega, rappresenta la prova dell’inefficienza del modello De Luca e la promessa di una svolta liberale in campo economico.
Per l’attuale Giunta, invece, la legge 13/2025 è una misura di riequilibrio finanziario necessaria per sostenere le casse regionali.
Sarà la prossima campagna elettorale a decidere se resterà in vigore o verrà cancellata dal nuovo governo campano.

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