Obiettivo otto liste per il candidato governatore Cirielli: con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Pensionati si punta a includere anche Udc e Democrazia Cristiana
È la settimana decisiva per la presentazione delle liste in vista delle Elezioni Regionali in Campania, con la scadenza fissata per venerdì 24 ottobre alle 12.
Nel quartier generale del centrodestra, il candidato alla presidenza Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri, lavora senza sosta per costruire una coalizione ampia, capace di competere con il Campo Largo guidato da Roberto Fico.
L’obiettivo è chiaro: arrivare a otto liste a sostegno del suo nome, bilanciando il peso dei partiti nazionali con la forza delle civiche territoriali.
Otto liste per una coalizione ampia
Accanto alla civica “Cirielli Presidente”, sono già certe le presenze delle tre colonne del centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – cui si aggiungono i centristi di Noi Moderati e la lista Pensionati, formazione già testata in precedenti tornate elettorali.
A queste, il comitato elettorale punta ad affiancare due ulteriori liste identitarie, per riportare in campo i simboli storici dell’Udc e della Democrazia Cristiana.
Un obiettivo simbolico ma fortemente evocativo: far rivivere l’eredità della tradizione cattolica e popolare, che in Campania conserva ancora una solida base elettorale.
A guidare il progetto Dc è Gianfranco Rotondi, impegnato nel tentativo di riportare lo scudo crociato sulla scheda dopo oltre trent’anni di assenza (l’ultima apparizione risale al 1993).
La strategia: forza delle liste più che dei nomi
Secondo l’entourage di Cirielli, la chiave della vittoria non sarà il carisma dei singoli, ma la capacità di radicamento territoriale delle liste.
Il candidato punta a costruire una macchina organizzativa capillare, con referenti in ogni provincia e un messaggio fortemente incentrato su merito, trasparenza e discontinuità rispetto alla gestione del centrosinistra.
«Con me finirà la stagione delle clientele e dei favori agli amici degli amici»,
ha dichiarato Cirielli.
«In Campania torneranno la trasparenza e il rispetto delle regole. Apriremo porte e finestre nei palazzi del potere, restituendo ai cittadini ciò che è loro».
Parole che segnano un ritorno al linguaggio populista e diretto, simile a quello dei primi Cinque Stelle, ma declinato in chiave di rigore amministrativo e legalità.
Il nodo candidature e i movimenti dell’ultima ora
La costruzione delle liste è però anche una partita politica delicata.
Dopo l’adesione dell’ex Italia Viva Francesco Iovino, il centrodestra ha provato a coinvolgere Giovanni Mensorio, ma quest’ultimo sembrerebbe orientato a restare nel perimetro socialista del centrosinistra.
Più avanzato invece il dialogo con Pasquale Di Fenza, consigliere uscente di Azione, espulso da Carlo Calenda dopo la controversa vicenda social con la tiktoker Rita De Crescenzo.
Di Fenza potrebbe entrare in una delle liste civiche legate al candidato presidente, rappresentando una mossa di apertura al voto popolare e digitale.
I big di Fratelli d’Italia: Sangiuliano capolista
Sul fronte politico, la candidatura più pesante è quella dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, che ha ufficializzato la sua discesa in campo come capolista di Fratelli d’Italia.
«Ho accettato l’invito dei vertici del partito. Guiderò la lista di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale»,
ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera.
Con lui ci sarà Raffaele Bruno, figura storica della destra missina, a testimoniare la volontà del partito di tenere insieme la tradizione e la nuova classe dirigente.

L’obiettivo di Cirielli: allargare la base e intercettare il voto trasversale
I sondaggi più recenti, riservati ma circolati negli ambienti di partito, indicano un leggero vantaggio del centrosinistra, trainato dal radicamento locale del Pd e dalle liste civiche legate a De Luca.
Proprio per questo, la strategia di Cirielli si concentra su voti trasversali e delusi del centrosinistra, in particolare nei comuni della fascia costiera e nell’entroterra casertano e salernitano.
La presenza di liste identitarie e moderate punta a coprire l’intero spettro politico, dal conservatore al cattolico democratico.
Il ruolo dei partiti: equilibrio interno nel centrodestra
La gestione delle candidature non è semplice.
- Fratelli d’Italia punta a blindare i propri territori forti (Salerno, Avellino e Caserta);
- Forza Italia, con Fulvio Martusciello e Stefano Benigni, mira a rafforzare il peso locale dopo l’ingresso di oltre cento amministratori a Caserta;
- Lega lavora invece al radicamento nell’area nolana e nei comuni vesuviani, dove la consigliera Maria Muscarà e Salvatore Ronghi di Sud Protagonista hanno chiesto un collegamento metropolitano come priorità del prossimo mandato.
La sfida è mantenere l’unità: ogni partito difende le proprie quote di rappresentanza, ma tutti riconoscono in Cirielli una figura di equilibrio tra Roma e i territori.
Il messaggio ai campani: legalità e prossimità
Nel suo discorso di apertura, Cirielli ha voluto presentarsi come “presidente tra la gente”, rivendicando la propria formazione da ufficiale dei Carabinieri:
«Ho servito lo Stato in divisa e nelle istituzioni per tutta la vita. Ho sempre agito con un principio chiaro: difendere la legalità e mettere il merito davanti a ogni privilegio».
Il tema della lotta al clientelismo e del controllo della spesa pubblica diventa così il cardine della narrazione di campagna, insieme alla promessa di riforma della sanità regionale e assunzioni nel settore sanitario nei primi cento giorni di governo.

L’elemento identitario: ritorno dei simboli cattolici
Il tentativo di riportare in campo Udc e Democrazia Cristiana risponde a un disegno culturale oltre che elettorale.
Rotondi e gli altri promotori puntano a ricostruire un’area cattolico-popolare distinta ma compatibile con la leadership di Giorgia Meloni, capace di attrarre l’elettorato moderato in fuga dal centrosinistra.
Una strategia che, secondo gli analisti, potrebbe fare la differenza nei collegi interni, dove la mobilitazione civica e parrocchiale conserva ancora un peso determinante.
Analisi: il modello “Campania” del centrodestra
Il progetto di Cirielli si inserisce in una più ampia logica di radicamento territoriale del centrodestra meridionale, in continuità con le recenti vittorie di Meloni in Abruzzo e Sicilia.
La Campania, regione-simbolo del potere deluchiano, rappresenta l’ultimo grande baluardo del centrosinistra nel Sud.
Un successo qui avrebbe un valore nazionale per la coalizione, rafforzando la narrativa di un centrodestra “del fare” e capace di governare anche le aree storicamente progressiste.
Verso la chiusura delle liste
Il tempo stringe.
Entro la mezzanotte di giovedì, tutte le segreterie provinciali dovranno depositare i nomi definitivi; venerdì mattina inizierà il vaglio ufficiale delle commissioni circoscrizionali.
Tra tensioni e alleanze last minute, la Campania si prepara a una sfida elettorale che si annuncia la più incerta degli ultimi dieci anni.
Mentre nel centrosinistra si attende la decisione finale di Vincenzo De Luca sulla sua candidatura e si rincorrono i timori di nuove defezioni, Edmondo Cirielli lavora per completare il mosaico delle sue otto liste.
Il suo messaggio, centrato su legalità, trasparenza e merito, punta a conquistare la fiducia di un elettorato disilluso dopo un decennio di governo monocolore.
Sarà la forza delle liste — più che dei singoli nomi — a decidere se la Campania resterà roccaforte del centrosinistra o si aprirà alla nuova stagione del centrodestra.


