Un nuovo disco con una dedica speciale. L’omaggio al compagno di viaggio andato via troppo presto
Un nuovo lavoro discografico per gli Ineffable Jazz 4et ed un saluto, tra le righe, intenso e incancellabile al compagno di tanti momenti Guido Russo, contrabbassista, recentemente scomparso. Il gruppo jazz si prepara ad una nuova avventura, un nuovo percorso lungo i vicoli spesso ciechi ma carichi d’armonia della musica. Un viaggio che porterà di sicuro, i nostri, a non poche soddisfazioni professionali.
Il progetto
“Guiding Light”, il nuovo album degli Ineffable Jazz 4et, è ora ufficialmente disponibile su tutte le piattaforme digitali. Autenticità ed immediatezza per un lavoro che parte da molto lontano. Siamo nel 2012, per essere corretto, quando il gruppo registra il tutto da un’unica live session, realizzata tra l’altro in casa. Le condizioni, insomma, in quel caso, cosi come anticipate, apparivano più che mai essenziali.

Niente sovrascritture, nessuna costruzione successiva, ascolto reciproco e spontaneità. Immediatezza pura per una esperienze assolutamente magica che restituisce al pubblico la vera anima della band. Il disco nasce per l’appunto da un momento quasi anomalo, non di quelli che danno poi vita ad un preciso lavoro discografico, per intenderci. Il tutto può essere sintetizzato come l’intimo momento di una band, un gruppo di amici che in quel momento aveva tanta voglia di suonare.
Protagonisti della straordinaria esperienza che ha dato vita all’ultimo lavoro della band, Enzo Grimaldi al pianoforte, Emilio Silva Bedmar sax tenore e soprano, il compianto Guido Russo al contrabbasso e Pasquale De Paola alla batteria. Poliedrici e di grande esperienza, i quattro, in questo lavoro hanno realmente comunicato la semplicità di quell’esigenza che si chiama far musica. La sensazione di trasmettere, emozionare, far vibrare l’animo semplicemente mettendosi ognuno al proprio strumento.
L’omaggio a Guido Russo
La pubblicazione dell’ultimo lavoro degli Ineffable Jazz 4net è anche e soprattutto un omaggio all’amico e compagno di musica Guido Russo, scomparso, alla cui memoria la band ha dedicato il disco. Il nome del gruppo, nasce proprio da una intuizione dell’amico che non c’è più. Il termine Ineffable, scritto allo stesso modo sia in inglese che in francese, a rappresentare qualcosa che non può essere adeguatamente espresso, e che nell’improvvisazione del jazz trova probabilmente la più autentica e affidabile traduzione possibile oltre che sonora.
“Guiding Light è una promessa mantenuta – racconta Enzo Grimaldi – un disco rimasto in attesa per anni. Una storia di amicizia. Una musica nata in una stanza di casa. E una luce, come suggerisce il titolo, che in qualche modo continua ancora ad accompagnarci“.
Un lavoro concluso come una promessa da mantenere, un impegno al quale non ci si poteva sottrarre. L’esperienza condivisa, i momenti, le note, i suoni, e quella necessità di trasmettere un legame che va ben oltre la professione e la passione per la musica. Un nuovo album, un nuovo percorso lungo la strada folle del jazz.
Musica, improvvisazione e quel senso di incompiuto che a volte è proprio dei nostri giorni, della vita. Uno spartito senza apparente logica che di colpo emoziona e poi si dissolve lasciando dentro un vuoto che non si percepisce come colmabile. Tutto e niente, alti e bassi, toni che impazziscono lungo una linea apparente in equilibrio. Forse è il Jazz, o forse è soltanto la vita con i suoi giorni di gloria e i suoi addii.


