Taxi - immagine di repertorio
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24 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Napoli, carburante alle stelle: bonus solo ai tir, rivolta dei tassisti esclusi

Il DL 33/2026 prevede agevolazioni per l’autotrasporto merci ma non include il trasporto pubblico non di linea, scatenando la reazione della categoria

A Napoli cresce la protesta dei tassisti dopo l’emanazione del decreto-legge 33/2026, che introduce misure contro il caro carburante ma limita i benefici agli autotrasportatori. Il provvedimento, approvato a marzo, prevede un taglio delle accise di 25 centesimi e un bonus dedicato al trasporto merci, escludendo però i taxi. La decisione ha riacceso il malcontento nel settore del trasporto pubblico non di linea.

Il contenuto del decreto e le esclusioni

Il DL 33/2026 è stato presentato dal Governo come una risposta all’aumento dei costi energetici che negli ultimi mesi ha colpito in modo significativo il comparto dei trasporti. La misura principale consiste nella riduzione temporanea delle accise sul carburante, accompagnata da un contributo economico destinato agli autotrasportatori. Tuttavia, il provvedimento non include alcuna forma di sostegno specifico per i tassisti. Una scelta che, secondo le associazioni di categoria, crea una disparità tra operatori che, pur svolgendo funzioni diverse, sono entrambi esposti agli stessi rincari. Il trasporto su gomma, infatti, rappresenta un elemento centrale sia per la logistica delle merci sia per la mobilità urbana.

La protesta del Comitato Tassisti di Base

A esprimere la posizione più critica è il Comitato Tassisti di Base, che ha diffuso una nota in cui accusa le istituzioni di aver ignorato il ruolo del servizio taxi. «È possibile che il trasporto pubblico venga ancora una volta ignorato?», si legge nel comunicato. Secondo il Comitato, i tassisti sarebbero stati “dimenticati” nonostante garantiscano un servizio essenziale per cittadini e turisti. La categoria sottolinea come l’aumento del prezzo del carburante incida direttamente sui costi operativi, senza la possibilità di compensare facilmente le spese. La critica si concentra anche sul metodo adottato dal Governo, ritenuto sbilanciato a favore del trasporto merci. «Siamo due facce della stessa medaglia: loro trasportano merci, noi persone. Perché allora questo squilibrio?», prosegue la nota.

Roberto Fico in Regione Campania
Roberto Fico in Regione Campania

Il tema della rappresentanza e l’appello all’unità

Uno degli aspetti evidenziati dal Comitato riguarda la frammentazione della rappresentanza nel settore dei trasporti. Secondo i tassisti, la mancanza di una posizione comune tra le diverse categorie avrebbe contribuito a indebolire il peso delle richieste nei confronti delle istituzioni. Per questo motivo, viene lanciato un appello all’unità rivolto a sindacati, associazioni di categoria e organizzazioni dei consumatori. L’obiettivo è quello di costruire un fronte condiviso capace di affrontare in modo coordinato le criticità legate al caro carburante. Il Comitato invita inoltre a superare le divisioni tra comparti, sottolineando la necessità di una visione integrata della mobilità. In questo contesto, il trasporto pubblico non di linea viene considerato parte integrante del sistema, al pari del trasporto merci.

Le richieste alle istituzioni locali e nazionali

La mobilitazione dei tassisti si traduce anche in richieste concrete. Il Comitato sollecita un intervento urgente da parte delle organizzazioni sindacali nazionali, affinché venga aperto un confronto con il Governo per rivedere le misure contenute nel decreto. Parallelamente, viene chiesta la convocazione di un incontro con il Presidente della Regione Campania per affrontare la questione a livello territoriale. L’obiettivo è individuare strumenti di sostegno che possano compensare almeno in parte l’aumento dei costi sostenuti dai tassisti. Secondo quanto dichiarato, le criticità erano già state segnalate alla Regione nelle settimane precedenti, ma non sarebbe arrivata una risposta. Questo elemento contribuisce ad alimentare il senso di distanza tra la categoria e le istituzioni.

Uno scenario ancora aperto

La protesta dei tassisti napoletani si inserisce in un contesto più ampio di tensioni legate al caro carburante e alle politiche di sostegno al settore dei trasporti. La distinzione tra trasporto merci e trasporto persone, evidenziata dal decreto, rappresenta uno dei nodi principali del dibattito. Al momento non sono state annunciate modifiche al DL 33/2026, ma la pressione delle categorie escluse potrebbe portare a un confronto nelle prossime settimane. Nel frattempo, il Comitato Tassisti di Base invita tutte le sigle a unirsi alla mobilitazione, sottolineando la necessità di un’azione coordinata. «È il momento di far sentire la nostra voce in modo unitario e compatto», conclude la nota.

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