Agguato nei Decumani, svolta nelle indagini: un arresto per tentato triplice omicidio
Nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’agguato avvenuto nel cuore del centro storico di Napoli il 27 giugno 2024. La polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo già condannato in primo grado. Quest’ultimo è ritenuto coinvolto, insieme ad altre cinque persone, nel tentato triplice omicidio avvenuto nella zona dei Decumani. L’uomo è accusato anche di porto e detenzione di armi da fuoco, con l’aggravante delle modalità mafiose.
Il provvedimento cautelare
Il provvedimento è stato emesso dal Presidente della IV Sezione del Tribunale di Napoli su richiesta del pubblico ministero, sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotte dalla Squadra Mobile partenopea. Secondo quanto riferito dalla questura, gli elementi acquisiti sono stati ritenuti “idonei a fondare un giudizio di colpevolezza, come nella sentenza di condanna emessa dal Tribunale, in relazione al grave episodio di tentato omicidio plurimo verificatosi nella zona dei Decumani il 27 giugno 2024”.
L’agguato in Largo Banchi Nuovi
La sparatoria avvenne nei pressi di un bar in Largo Banchi Nuovi, una delle aree più frequentate del centro cittadino. Tre giovani furono improvvisamente raggiunti da due persone armate che aprirono il fuoco lanciando almeno 8 colpi di pistola. Sul luogo dell’agguato gli investigatori rinvennero sei bossoli calibro 9×21 e due bossoli calibro 7,65. Due elementi che contribuirono alla ricostruzione della dinamica. L’episodio generò forte preoccupazione tra residenti e commercianti della zona, da sempre punto di riferimento per la movida e il turismo cittadino. L’azione violenta avvenne in piena area urbana, in una fascia oraria ancora frequentata da passanti e clienti dei locali.
Le condizioni delle vittime
Tra i tre giovani coinvolti, uno riportò ferite lievi alle gambe, mentre un altro fu colpito all’addome in modo gravissimo. Le ferite interessarono la colonna vertebrale e il ragazzo venne ricoverato in pericolo di vita. Dopo le dimissioni ospedaliere, fu necessario il trasferimento in un centro terapeutico riabilitativo per recuperare le funzionalità motorie compromesse dall’attacco armato. Le conseguenze dell’agguato andarono, dunque, ben oltre il semplice episodio criminale, lasciando segni profondi nelle vittime e nelle loro famiglie. Gli inquirenti considerarono fin dall’inizio il raid come un’azione organizzata e pianificata, maturata probabilmente in ambienti legati alla criminalità organizzata.
Gli arresti e la scarcerazione
Il 2 agosto 2024 sei persone furono arrestate in esecuzione di un decreto di fermo disposto dal pubblico ministero e successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Gli investigatori ritenevano il gruppo coinvolto nella pianificazione, organizzazione ed esecuzione del ferimento. Nel corso delle indagini preliminari, però, uno degli indagati era stato scarcerato. Proprio quest’ultimo è oggi destinatario della nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla IV Sezione del Tribunale di Napoli, dopo la condanna in primo grado. Il nuovo provvedimento rappresenta dunque una misura cautelare adottata all’esito della sentenza.
La vicenda accende l’attenzione sulla sicurezza nel centro storico di Napoli, soprattutto nelle aree della movida e dei Decumani. Qui, ci sono migliaia di residenti, cittadini e turisti ogni giorno. Spesso, però, queste strade sono anche luoghi di tensioni e scontri. Le forze dell’ordine continuano a intensificare i controlli e le attività investigative, volte proprio a contrastare fenomeni criminali che rischiano di compromettere la vivibilità e l’immagine della città. La presenza della Direzione Distrettuale Antimafia nelle indagini conferma la delicatezza del caso e il sospetto che possano esserci collegamenti con le dinamiche della criminalità organizzata.


