opificio abusivo Napoli
L'opificio abusivo ad Ercolano
📍 Ercolano

3 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, sequestrato opificio abusivo con 10 tonnellate di rifiuti tessili: denunciato un 25enne

La Guardia di Finanza scopre un capannone di 300 metri quadrati usato per lo stoccaggio illegale di rifiuti tessili. Denunciato un 25enne già noto alle forze dell’ordine.

Operazione della Guardia di Finanza contro l’illegalità ambientale e fiscale ad Ercolano, nel Napoletano
I militari della Compagnia di Portici hanno scoperto e sequestrato un opificio abusivo di 300 metri quadrati, usato come deposito e luogo di stoccaggio di rifiuti tessili non trattati e non igienizzati.
All’interno della struttura, i finanzieri hanno rinvenuto oltre 10 tonnellate di materiale classificato come rifiuto speciale non pericoloso, privo di qualsiasi autorizzazione o controllo igienico-sanitario.

Il blitz della Guardia di Finanza: sequestrate 10 tonnellate di materiale tessile

L’intervento è scattato nell’ambito delle attività di contrasto al commercio illegale e alla gestione abusiva dei rifiuti.
Durante un sopralluogo in un’area industriale della periferia est di Napoli, i finanzieri hanno individuato un capannone adibito a recupero, messa in riserva e trattamento di abiti usati, completamente sconosciuto al fisco.
Le ispezioni hanno permesso di scoprire un vero e proprio impianto clandestino di selezione e lavorazione, con balle di vestiti ammassati, bilance, ceste metalliche, banchi da lavoro e documenti riferiti all’attività commerciale.

Nessuna autorizzazione, nessuna sicurezza: il rischio incendio

All’interno dell’opificio, i finanzieri hanno constatato la totale assenza di impianti antincendio, obbligatori per legge in presenza di materiali altamente infiammabili come tessuti e plastica.
Le verifiche hanno evidenziato un rischio elevatissimo per la sicurezza pubblica, aggravato dalla presenza di scarti tessili non sanificati che, in caso di incendio, avrebbero potuto sprigionare fumi tossici.
Parte del materiale era già pronto per essere rivenduto su un mercato parallelo, senza alcuna tracciabilità o certificazione di provenienza.

opificio abusivo Napoli
L’opificio abusivo ad Ercolano

Denunciato il titolare: un 25enne con precedenti

Durante il blitz, le Fiamme Gialle hanno identificato e denunciato un giovane italiano di 25 anni, già gravato da precedenti penali, sorpreso a lavorare all’interno del locale.
L’uomo è accusato di gestione illecita di rifiuti e di violazioni delle norme sulla prevenzione incendi, oltre che di evasione fiscale per l’attività commerciale mai dichiarata.
La Procura della Repubblica di Napoli ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile e di tutta l’attrezzatura.

Rifiuti tessili: un business sommerso in crescita

Il caso di Ercolano si inserisce in un fenomeno più ampio: il traffico illegale di abiti usati, spesso gestito in laboratori clandestini che trattano i tessuti senza igienizzazione e li reimmettono sul mercato.
Si tratta di un business sommerso in forte espansione, che sfugge al fisco e rappresenta un rischio sia per la salute pubblica che per l’ambiente, a causa della mancanza di controlli e della dispersione dei rifiuti.

Le indagini proseguono: nel mirino la rete commerciale parallela

La Guardia di Finanza sta ora indagando per individuare la filiera di approvvigionamento e distribuzione del materiale sequestrato.
Le analisi sui documenti trovati nel deposito potrebbero far emergere una rete più ampia di intermediari e rivenditori coinvolti nella gestione irregolare degli abiti usati.

La Campania e l’emergenza rifiuti industriali

L’episodio riaccende l’attenzione sull’emergenza dei rifiuti industriali e speciali in Campania, spesso smaltiti o trattati illegalmente.
Secondo dati ISPRA, la regione è tra le prime in Italia per numero di sequestri ambientali legati a gestione abusiva di rifiuti, con centinaia di tonnellate sequestrate ogni anno tra Napoli e Caserta.
Le autorità ricordano l’importanza delle denunce da parte dei cittadini e dei controlli costanti nelle aree periferiche più a rischio.

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