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📍 Villa Literno

16 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Villa Literno, rifiuti industriali gestiti illegalmente: denunciato un 37enne. Sequestrata un’azienda di infissi

Gestione illecita di rifiuti a Villa Literno, in provincia di Caserta: denunciato un imprenditore di 37 anni. Sequestrata un’azienda di infissi priva delle autorizzazioni ambientali e di aspirazione fumi.

Nuovo intervento contro l’inquinamento ambientale nel Casertano.
I carabinieri della stazione di Villa Literno, nell’ambito di un servizio mirato al contrasto dello sversamento e della gestione illecita di rifiuti, hanno denunciato un uomo di 37 anni, amministratore unico di una società specializzata nella realizzazione di infissi in ferro e acciaio.

Durante il controllo, condotto congiuntamente ai tecnici dell’Arpac Campania, i militari hanno accertato gravi violazioni ambientali e la completa assenza della documentazione richiesta dalla normativa vigente per la gestione corretta dei rifiuti industriali.

L’intera area aziendale è stata posta sotto sequestro penale.

Le irregolarità riscontrate: rifiuti non separati e fumi non filtrati

Nel corso dell’ispezione, i carabinieri hanno individuato un ampio accumulo di materiali di scarto – tra cui residui ferrosi, sfridi di lavorazione e componenti metallici – abbandonati senza separazione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Gli inquirenti hanno inoltre accertato l’assenza delle cappe di aspirazione dei fumi nelle aree dedicate alle operazioni di saldatura. Inoltre la mancanza dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, prevista dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).

Secondo quanto emerso, le attività si svolgevano in totale inosservanza delle normative ambientali e di sicurezza sul lavoro, con potenziali rischi per la salute dei dipendenti e l’inquinamento dell’aria.

La denuncia e il sequestro penale dell’area

Il 37enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse sono gestione illecita di rifiuti e violazioni in materia di emissioni atmosferiche.
L’area aziendale e i materiali rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale preventivo in attesa di ulteriori accertamenti.

Gli ispettori dell’Arpac stanno ora analizzando i campioni prelevati sul posto per valutare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti o tossiche derivanti dalle lavorazioni.

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Un fenomeno ricorrente nel Casertano

Il caso di Villa Literno si inserisce in un quadro più ampio di illegalità ambientali diffuse nel territorio casertano, già noto per smaltimenti illeciti. I comuni tra Castel Volturno, Cancello ed Arnone e Villa Literno sono stati oggetto di indagini relative allo smaltimento clandestino di rifiuti industriali.

Le forze dell’ordine, coordinate dalla Prefettura di Caserta e dalla Procura Antimafia di Napoli, hanno intensificato i controlli nell’ambito del piano straordinario contro gli eco-reati nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”, dove sversamenti e roghi di materiali industriali continuano a rappresentare un grave problema ambientale e sanitario.

Le sanzioni previste dalla legge

La gestione illecita di rifiuti speciali o pericolosi costituisce un reato penale disciplinato dall’articolo 256 del D.Lgs. 152/2006.
La legge prevede l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per chi effettua attività di raccolta, trasporto, recupero o smaltimento di rifiuti senza autorizzazione.

In presenza di sostanze pericolose, le pene possono essere raddoppiate, mentre per i titolari di impresa la sanzione si estende anche all’eventuale interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività.

Nel caso di Villa Literno, la Procura dovrà ora accertare la quantità esatta dei materiali stoccati e la tipologia delle sostanze trattate, elementi che incideranno sulla definizione delle contestazioni.

L’intervento dell’Arpac Campania

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpac) ha assunto un ruolo determinante nell’operazione, fornendo supporto tecnico ai militari dell’Arma.
I funzionari hanno documentato fotograficamente lo stato dei luoghi, effettuato rilievi atmosferici e campionamenti del suolo, e avviato le procedure per la valutazione del rischio ambientale.

In una nota, l’Arpac ha ricordato che «le attività di saldatura e taglio dei metalli producono emissioni inquinanti come ossidi di azoto, monossido di carbonio e polveri sottili», e che l’assenza di impianti di aspirazione adeguati «può comportare gravi effetti sulla salute dei lavoratori e sull’ambiente circostante».

L’importanza dei controlli sul territorio

L’operazione a Villa Literno conferma l’importanza del monitoraggio costante delle attività produttive e della collaborazione tra carabinieri e Arpac per contrastare i reati ambientali.
Solo nel 2024, in provincia di Caserta, sono stati denunciati oltre 120 titolari di imprese artigiane per violazioni analoghe, con il sequestro di circa 60 aree industriali irregolari.

Le autorità ribadiscono la necessità di rafforzare i controlli preventivi e di promuovere una cultura della legalità ambientale tra gli operatori economici locali.
Molti casi, come quello di oggi, mostrano che la mancanza di investimenti in sicurezza e conformità normativa si traduce in gravi danni ambientali e rischi penali per gli imprenditori.

Legalità e sviluppo: un equilibrio necessario

Il tema della gestione dei rifiuti industriali resta uno dei nodi più delicati per la ripresa economica del territorio casertano.
Secondo i dati di Unioncamere Campania, oltre il 30% delle microimprese manifatturiere della provincia dichiara difficoltà nel rispettare gli obblighi ambientali. I motivi sono mancanza di risorse o di formazione specifica.

Le istituzioni regionali hanno avviato programmi di assistenza tecnica e incentivi per la transizione ecologica, ma il divario tra buone pratiche e illegalità resta profondo.
L’obiettivo, ricordano le autorità, deve essere quello di coniugare competitività e sostenibilità, promuovendo la legalità come fattore di sviluppo e tutela del territorio.

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