scarico non autorizzato Napoli
Immagine di repertorio
📍 Cercola - Pollena Trocchia

10 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, scarico non autorizzato e gestione illecita di rifiuti: tre denunce e attività sequestrate

Controlli dei carabinieri a Cercola e Pollena Trocchia, in provincia di Napoli: tre operai denunciati per scarico non autorizzato e gestione illecita di rifiuti. Sequestrati due autolavaggi e un’officina.

Continuano i controlli ambientali dei carabinieri nel territorio vesuviano.
A Cercola e Pollena Trocchia, nel Napoletano, tre persone sono state denunciate per scarico non autorizzato di acque reflue industriali e gestione illecita di rifiuti.
Le verifiche hanno riguardato due autolavaggi e un’officina meccanica, dove sono emerse gravi irregolarità nella gestione degli scarichi e dei materiali di scarto.

L’operazione dei carabinieri tra Cercola e Pollena Trocchia

L’intervento è stato condotto dai carabinieri della Tenenza di Cercola insieme ai militari del Nucleo Forestale di Napoli e del Nucleo Parco di San Sebastiano al Vesuvio.
Durante i controlli, gli investigatori hanno accertato che le attività operavano senza le necessarie autorizzazioni per lo smaltimento delle acque reflue e senza il corretto trattamento dei rifiuti speciali, prodotti dalle lavorazioni meccaniche e dal lavaggio dei veicoli.

Tre denunce e maxi sanzioni amministrative

I tre operai responsabili delle attività sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per scarico non autorizzato di acque reflue industriali e gestione illecita di rifiuti, in violazione delle norme del Codice dell’Ambiente.
Oltre al procedimento penale, a carico dei tre imprenditori è stata elevata anche una sanzione amministrativa di 7.833 euro ciascuno.
Le autorità hanno inoltre disposto il sequestro preventivo delle tre aziende coinvolte.

rifiuti illeciti
Discarica di rifiuti illeciti

Gli accertamenti ambientali e i rischi per il territorio

Secondo quanto emerso dai rilievi tecnici, gli scarichi abusivi finivano nelle reti fognarie e nel suolo circostante. Un attività che causa rischi ambientali per la zona urbana di Cercola e per l’area vesuviana, già particolarmente vulnerabile sotto il profilo ecologico.
Le acque reflue industriali, provenienti dai lavaggi e dalle lavorazioni meccaniche, contenevano residui oleosi, metalli e solventi dannosi per il sottosuolo e per le falde acquifere.

Un’area già sotto osservazione

La zona tra Cercola, Pollena Trocchia e San Sebastiano al Vesuvio è da tempo sotto la lente delle autorità ambientali per la presenza di attività produttive irregolari e microdiscariche abusive.
L’operazione rientra nel più ampio piano di controlli voluto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, che mira a contrastare le violazioni ambientali e i reati legati al ciclo dei rifiuti nel territorio metropolitano.

Le indagini e le prossime verifiche

Gli inquirenti stanno ora verificando la tracciabilità dei rifiuti speciali prodotti dalle attività sottoposte a sequestro e accertando l’eventuale coinvolgimento di ditte terze nel loro smaltimento illecito.
Non si esclude che possano emergere collegamenti con altre attività irregolari nella stessa area industriale.
La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo di indagine.

Il contrasto ai reati ambientali nel Napoletano

Negli ultimi mesi, i controlli sul territorio vesuviano hanno portato a numerosi sequestri e denunce per reati ambientali.
Le operazioni dei carabinieri forestali si concentrano soprattutto su officine, autolavaggi e depositi industriali. Luoghi spesso sprovvisti delle autorizzazioni necessarie per gestire i reflui e i rifiuti pericolosi.
Un impegno che rientra nella più ampia strategia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica nelle province campane.

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