DRAG RING con Priscilla
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13 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Napoli Queer Festival 2026, sei giorni tra spettacoli, cinema e performance: la città si trasforma in un arcipelago di “fuori mondi”

La terza edizione del festival si svolge in diversi spazi della città con un programma diffuso che attraversa linguaggi artistici e pratiche culturali

Dal 14 al 19 aprile 2026 torna a Napoli il Napoli Queer Festival, giunto alla sua terza edizione. La manifestazione propone sei giorni di programmazione articolata tra spettacoli, proiezioni cinematografiche, concerti, workshop e arti visive, coinvolgendo diversi luoghi della città e una rete ampia di realtà culturali locali e nazionali. Il festival si conferma come un appuntamento dedicato alle culture queer e transfemministe, con un impianto diffuso che intreccia produzione artistica, ricerca e momenti di confronto pubblico.

Un’edizione intitolata “Fuori mondi”

L’edizione 2026 del festival è intitolata “Fuori mondi. Cronache da mondi non autorizzati”. Il titolo definisce il tema centrale della rassegna e sintetizza l’intenzione di dare spazio a esperienze, linguaggi e immaginari che si collocano fuori dalle narrazioni dominanti.

L’idea curatoriale è affidata a Giuseppe Affinito e all’associazione Cartesiane Culture, collettivo nato in seguito alla prima edizione del festival e composto da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, artiste, artisti e attiviste. L’impostazione del programma punta a costruire un attraversamento tra pratiche artistiche e riflessione politica, con particolare attenzione alle trasformazioni sociali e culturali in corso.

Una rete di spazi culturali in città

Il festival si svolge in una rete di spazi differenti, con una programmazione distribuita tra teatri, centri culturali, librerie e luoghi della scena indipendente. Tra le sedi principali figurano la Sala Assoli Moscato e il Teatro Nuovo di Napoli, che ospitano spettacoli, performance e incontri. Accanto a questi, il programma coinvolge diverse realtà cittadine come La Santissima Community Hub, il Teatro Avanposto Numero 0, il centro di produzione della danza Körper, la Fondazione Quartieri Spagnoli FOQUS, oltre a librerie, spazi musicali e centri culturali indipendenti. Questa struttura diffusa contribuisce a costruire un percorso che attraversa la città e i suoi diversi contesti, favorendo la partecipazione di pubblici eterogenei.

Spettacoli, cinema e musica nel programma

La programmazione prende avvio martedì 14 aprile con l’inaugurazione della mostra installativa del festival presso la Sala Assoli Moscato, accompagnata da un’installazione sonora. La stessa giornata prosegue con performance, momenti di comicità dal vivo e un evento serale dedicato alla scena drag.

Nei giorni successivi il festival alterna spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri pubblici. Tra gli appuntamenti figurano la presentazione di libri, la proiezione di film e cortometraggi e diversi momenti di dialogo con artisti, studiosi e attivisti. La programmazione teatrale include lavori di artisti italiani e internazionali che affrontano temi legati all’identità, al corpo e alle trasformazioni sociali contemporanee. Accanto agli spettacoli, la componente musicale attraversa l’intero festival con dj set e live performance ospitati in diversi spazi della città.

Raiva
Raiva

Formazione, laboratori e pratiche di ricerca

Accanto agli eventi principali, il festival propone un articolato programma di formazione composto da masterclass e laboratori. Le attività includono percorsi dedicati alla pratica performativa, alla scrittura e alla ricerca artistica, con la partecipazione di artisti e artiste internazionali. Sono previsti anche workshop che attraversano l’intera durata della rassegna e che coinvolgono professionisti del settore e pubblico interessato. Questa sezione del festival contribuisce a rafforzarne la dimensione laboratoriale, creando occasioni di scambio e approfondimento tra discipline diverse.

Accessibilità, confronto pubblico e chiusura

Una parte significativa della programmazione è dedicata ai temi dell’accessibilità e della partecipazione culturale. In questo ambito si inseriscono tavole rotonde e incontri pubblici che affrontano questioni legate ai corpi, alle esclusioni sociali e alle pratiche artistiche contemporanee.

Il festival si chiude domenica 19 aprile con una giornata che attraversa pubblici differenti, tra attività per famiglie, laboratori e momenti di ascolto collettivo. La conclusione è affidata a un concerto che segna la fine della rassegna in una dimensione più intima e musicale. Il Napoli Queer Festival 2026 si conferma così come un progetto culturale diffuso, che unisce spettacolo, ricerca e partecipazione, e che per sei giorni trasforma la città in uno spazio attraversato da linguaggi e pratiche diverse.

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