La 44enne era ricercata dopo una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti
È stata localizzata e arrestata in Olanda, dopo tre anni di latitanza, Mihaela Veronica Babite, 44 anni, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a seguito di una condanna definitiva a 10 anni di reclusione. Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d’Appello di Napoli. Esso è divenuto irrevocabile il 6 luglio 2023. L’operazione è stata condotta nell’ambito di un’attività investigativa coordinata tra i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità Fast. In particolare, le attività sono state svolte sotto la direzione della Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli.
L’indagine e il ruolo della cooperazione internazionale
Le attività che hanno portato alla localizzazione della donna si sono sviluppate nel corso di più anni. Esse hanno coinvolto diversi canali di cooperazione giudiziaria e di polizia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la 44enne si sarebbe resa irreperibile dopo la condanna definitiva. Successivamente avrebbe trovato rifugio nei Paesi Bassi, dove avrebbe assunto una nuova identità anagrafica a seguito del matrimonio e del conseguente cambio di cognome secondo la normativa del Paese di origine. Il lavoro investigativo è stato condotto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli. Questo ha permesso di ricostruire gli spostamenti della donna e di individuarne la permanenza all’estero. Fondamentale, in questo contesto, è stato il contributo del canale internazionale di cooperazione di polizia. Inoltre, tale contributo ha consentito di incrociare informazioni, tracciare movimenti e attivare le procedure necessarie per la cattura.
L’arresto è stato eseguito dalle autorità olandesi in collaborazione con le strutture di polizia italiane. Ciò è avvenuto al termine di un’attività di ricerca che si è protratta per circa tre anni.

Il ruolo nell’associazione per il traffico di stupefacenti
La condanna a carico di Babite riguarda la sua partecipazione a un’associazione finalizzata all’importazione dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, destinate al successivo smercio sul territorio campano. L’attività criminale, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe avuto come principale mercato di riferimento la zona di Torre Annunziata. Tale area era già al centro di precedenti inchieste sul traffico di droga.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2006. In quel contesto, la donna sarebbe stata considerata una figura di supporto e di stretta fiducia del vertice del sodalizio criminale. Quest’ultimo è stato identificato dagli inquirenti in Pasquale Scarpa. Il suo ruolo, secondo la ricostruzione giudiziaria, sarebbe stato funzionale all’organizzazione delle attività di importazione e distribuzione della sostanza stupefacente proveniente dall’estero. La sentenza di condanna è divenuta definitiva nel 2023. Di conseguenza, ha cristallizzato le responsabilità accertate nei precedenti gradi di giudizio e ha reso esecutivo il provvedimento restrittivo.
La cattura e le procedure di estradizione
Una volta localizzata in Olanda, la 44enne è stata arrestata e posta a disposizione delle autorità competenti. Le procedure di cooperazione giudiziaria tra Italia e Paesi Bassi sono state immediatamente attivate per consentire il rientro della donna sul territorio nazionale e l’esecuzione della pena. Secondo le prime ricostruzioni del caso, l’identificazione è stata resa possibile grazie a un’attività di monitoraggio prolungata nel tempo. Questa attività è stata supportata da strumenti di cooperazione internazionale e dalla sinergia tra le forze di polizia dei due Paesi.
Le procedure di estradizione sono ora in corso e dovranno definire i tempi e le modalità del trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva stabilita dalla Corte d’Appello di Napoli.


