Blitz antidroga Caivano - Frame video Polizia
Blitz antidroga Caivano - Frame video Polizia
📍 Napoli

26 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Caivano, blitz della Dda contro droga ed estorsioni: 12 arresti, nel mirino anche il racket sugli appalti pubblici

L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha ricostruito un presunto sistema di spaccio e un tentativo di estorsione legato a un appalto pubblico nel comune di Acerra

Nuovo blitz contro criminalità organizzata e traffico di stupefacenti nell’area nord di Napoli. Dodici misure cautelari sono state eseguite tra Caivano e i comuni limitrofi dalla Squadra Mobile di Napoli, con il supporto del Commissariato di Afragola, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea. Inoltre, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli ha disposto il carcere per dieci persone. Ha disposto anche gli arresti domiciliari per altre due. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio, estorsione, tentata estorsione e porto abusivo di arma con matricola abrasa. Per alcuni episodi è stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

L’operazione tra Caivano e Afragola

L’operazione è scattata nelle prime ore della giornata a Caivano e in altre aree dell’hinterland napoletano considerate centrali nell’attività investigativa. Le indagini sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Afragola. Queste indagini hanno portato alla raccolta di elementi ritenuti significativi dagli inquirenti in merito all’esistenza di un gruppo organizzato dedito al traffico e alla vendita di droga. Secondo la ricostruzione investigativa, il sodalizio avrebbe gestito una rete di spaccio attiva sul territorio. Si sarebbe occupato della distribuzione di diverse sostanze stupefacenti. L’attività criminale sarebbe stata strutturata attraverso numerosi episodi di cessione di droga documentati nel corso dell’inchiesta.

Gli investigatori contestano inoltre la disponibilità e il porto di armi con matricola cancellata. In particolare, alcuni degli indagati sono accusati di aver esploso colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico con finalità intimidatorie. Questo comportamento avrebbe contribuito a rafforzare il controllo del territorio attraverso modalità riconducibili al metodo mafioso.

L’accusa di estorsione legata a un appalto pubblico

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’inchiesta riguarda un presunto tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore edile. Secondo le prime ricostruzioni del caso, la vittima sarebbe stata titolare di un appalto stipulato con il Comune di Acerra. L’episodio contestato si inserirebbe in un contesto di pressione criminale finalizzata a esercitare un controllo sulle attività economiche e sui lavori pubblici del territorio. Gli accertamenti della Direzione distrettuale antimafia avrebbero infatti evidenziato il tentativo del gruppo di interferire nella gestione dell’appalto attraverso intimidazioni e richieste estorsive. Le accuse, in questa fase dell’indagine, restano al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)
Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)

Le accuse contestate dalla Procura antimafia

I dodici destinatari delle misure cautelari sono ritenuti “gravemente indiziati” dei reati contestati dalla Procura di Napoli. Le imputazioni comprendono l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, la detenzione ai fini di spaccio, l’estorsione e la tentata estorsione. Tra i reati contestati figurano anche il porto in luogo pubblico di arma con matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. Per questi ultimi episodi gli investigatori hanno contestato l’aggravante del metodo mafioso. Hanno ipotizzato che le azioni intimidatorie siano state commesse con l’obiettivo di incutere timore nella popolazione e consolidare il potere del gruppo sul territorio.

L’operazione rappresenta un nuovo intervento delle forze dell’ordine nell’area di Caivano, territorio negli ultimi anni al centro di numerose attività investigative e operazioni contro traffico di droga, estorsioni e criminalità organizzata.

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