In provincia di Napoli un uomo è stato condannato ai lavori socialmente utili per aver aggredito il proprio medico di famiglia. La Fimmg Napoli: “Sentenza importante, chi aggredisce deve essere perseguito”.
Aggredì il proprio medico di famiglia dopo un diverbio sulla prescrizione di un farmaco: oggi è arrivata la condanna.
L’uomo, autore dell’aggressione avvenuta la scorsa primavera in provincia di Napoli, è stato riconosciuto colpevole e condannato dal Tribunale a svolgere lavori socialmente utili e al pagamento delle spese processuali.
Una sentenza che la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) – sezione di Napoli ha accolto con soddisfazione, definendola “un segnale importante di giustizia e tutela per la categoria”.
L’aggressione al medico di famiglia
L’episodio risale a qualche mese fa, quando una semplice discussione tra medico e paziente si è trasformata in un violento episodio di aggressione fisica e verbale.
Secondo quanto emerso, il litigio era scoppiato per un disaccordo legato a una prescrizione medica: un diverbio che si è presto trasformato in una colluttazione, con l’uomo che avrebbe colpito il medico e rivolto gravi insulti.
Il caso aveva suscitato indignazione e sconcerto tra i colleghi del professionista, rilanciando il dibattito sulla sicurezza degli operatori sanitari.
La sentenza del Tribunale di Napoli
Dopo mesi di indagini e testimonianze, il Tribunale ha emesso la sentenza: per l’aggressore condanna ai lavori socialmente utili e pagamento delle spese processuali.
Una misura che, secondo la Fimmg Napoli, rappresenta “un importante riconoscimento della gravità dell’episodio e della necessità di reagire con fermezza a ogni forma di violenza contro i medici”.
L’associazione ha espresso apprezzamento per la tempestività della giustizia, sottolineando come una risposta rapida e concreta sia fondamentale per scoraggiare futuri episodi.

Sparano (Fimmg Napoli): “Chi aggredisce deve essere perseguito”
«Accogliamo con soddisfazione una giustizia che, in questo caso, si è mossa con tempestività – dichiara Luigi Sparano, segretario provinciale della Fimmg Napoli – ma non possiamo dimenticare che ogni aggressione nei confronti di un medico rappresenta una sconfitta per l’intero sistema sanitario e per la società».
Sparano ha poi ricordato come dietro “ogni camice ci sia una persona che lavora per il bene dei cittadini e che merita rispetto e tutela”.
Per il rappresentante della Fimmg, questa sentenza “riafferma il principio che chi aggredisce un medico deve essere perseguito”.
Il valore della fiducia tra medico e paziente
Il segretario provinciale ha inoltre ribadito il valore del rapporto di fiducia che lega medico e paziente, definendolo “il fondamento stesso della medicina di famiglia”.
«Senza rispetto reciproco, ascolto e responsabilità condivisa – ha aggiunto Sparano – nessun percorso di cura può davvero funzionare. È su questo patto di fiducia che si costruisce la salute di una comunità».
Un messaggio che mira non solo a condannare l’aggressione, ma anche a promuovere un dialogo costruttivo e civile tra cittadini e professionisti della sanità.
L’impegno della Fimmg per la sicurezza dei medici
La Fimmg Napoli continua a chiedere con forza misure più efficaci per prevenire e contrastare le aggressioni ai medici, che negli ultimi anni hanno conosciuto un preoccupante aumento.
L’associazione chiede maggiori presidi di sicurezza negli ambulatori, protocolli di tutela e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.
Allo stesso tempo, invita a valorizzare la medicina di prossimità come presidio di umanità, fiducia e collaborazione reciproca.
La condanna per l’uomo che aveva aggredito il proprio medico rappresenta, per la Fimmg Napoli, un precedente importante.
Un segnale chiaro: le aggressioni ai camici bianchi non devono restare impunite e ogni episodio di violenza va perseguito con determinazione.
La Federazione ribadisce la necessità di ricostruire il patto di fiducia tra medico e cittadino, affinché la medicina di famiglia continui a essere un punto di riferimento per la salute, la cura e la dignità della persona.


