Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle chiede alla Regione Campania di esprimere contrarietà alla realizzazione del Centro di Permanenza per i Rimpatri nel comune del Casertano
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Raffaele Aveta, ha depositato una mozione in Consiglio regionale della Campania per sollecitare la Giunta a esprimere una posizione formale contro la realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) a Castel Volturno. L’iniziativa mira ad aprire un confronto istituzionale con il Governo e il Ministero dell’Interno. Nel documento si chiede inoltre la revisione della scelta localizzativa e la sospensione delle procedure in corso.
La mozione presentata in Consiglio regionale
La proposta di Aveta è stata formalizzata a Napoli e sarà ora sottoposta all’esame dell’Aula. Secondo quanto riportato nella nota diffusa, l’obiettivo è impegnare la Regione Campania a intraprendere “ogni opportuna interlocuzione” con le istituzioni competenti. Si parte dal Governo e dal Ministero dell’Interno, per riconsiderare l’ipotesi di realizzare il Cpr nel territorio di Castel Volturno. Il tema dei Centri di Permanenza per i Rimpatri rientra nelle competenze del Ministero dell’Interno. Il Ministero gestisce le strutture destinate all’identificazione e al trattenimento amministrativo dei cittadini stranieri in attesa di espulsione. La mozione, secondo il testo depositato, sottolinea la necessità di una posizione politica chiara da parte della Regione.
Le motivazioni: fragilità del territorio e impatto sociale
Nel documento, Aveta evidenzia come Castel Volturno sia un’area già caratterizzata da fragilità sociali, ambientali e infrastrutturali. Secondo il consigliere regionale, l’eventuale realizzazione del Cpr rischierebbe di aggravare ulteriormente tensioni e marginalità già presenti sul territorio. “La mozione impegna la Giunta regionale ad attivare ogni opportuna interlocuzione con il Governo, con il Ministero dell’Interno e con tutti i soggetti competenti, per chiedere la revisione della scelta localizzativa e la sospensione delle iniziative conseguenti”, si legge nella nota diffusa dal consigliere del Movimento 5 Stelle.
Aveta richiama inoltre la necessità di orientare le politiche pubbliche verso interventi strutturali di sviluppo locale. Tra le priorità indicate figurano sicurezza urbana, potenziamento dei servizi pubblici, inclusione sociale, tutela ambientale e sviluppo sostenibile. In questo senso, la posizione espressa dal consigliere si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro dell’area domizia. L’area è spesso al centro di interventi istituzionali e piani di riqualificazione.

Il dibattito sui Cpr e il ruolo delle istituzioni
La questione dei Cpr continua a essere oggetto di confronto politico e istituzionale a livello nazionale. Le strutture, previste nell’ambito delle politiche migratorie, sono spesso al centro di dibattiti sull’efficacia delle procedure di rimpatrio e sulle condizioni di gestione dei trattenimenti amministrativi. Nel testo della mozione viene richiamata anche la posizione espressa dal vescovo di Caserta, Pietro Lagnese, che ha sottolineato la necessità di strumenti “efficaci, proporzionati e rispettosi della dignità della persona” nella gestione dei fenomeni migratori.
Secondo Aveta, i Cpr solleverebbero “forti perplessità” in relazione alla loro reale efficacia e alla compatibilità con gli obiettivi di coesione sociale nei territori in cui vengono collocati. Il consigliere regionale evidenzia inoltre come il Consiglio regionale abbia ora l’opportunità di esprimersi formalmente sulla questione. Il Consiglio potrebbe assumere una posizione politica netta.
Nel dibattito nazionale sui centri di permanenza, restano centrali i temi della gestione dei flussi migratori e dell’equilibrio tra politiche di sicurezza e tutela dei diritti fondamentali. Questi sono ambiti su cui interviene il quadro normativo europeo e nazionale.
Castel Volturno tra sicurezza, sviluppo e prospettive future
Castel Volturno rappresenta da anni un territorio complesso, segnato da criticità storiche ma anche da potenzialità legate alla sua posizione strategica nella provincia di Caserta. Le istituzioni locali e regionali sono più volte intervenute con programmi di riqualificazione urbana e sociale, anche attraverso fondi europei e piani di sviluppo territoriale.
La mozione presentata in Consiglio regionale si inserisce dunque in un contesto più ampio di discussione sul modello di sviluppo da adottare per l’area. Da un lato, la richiesta di evitare ulteriori insediamenti ritenuti critici; dall’altro, la necessità di rafforzare infrastrutture e servizi per sostenere processi di rigenerazione. Il confronto politico in Consiglio regionale sarà ora decisivo per comprendere l’orientamento della Campania su un tema che intreccia politiche migratorie, sicurezza pubblica e sviluppo territoriale.


