Giunta fico sangiuliano
Roberto Fico
📍 Castel Volturno

30 Aprile 2026

Martina Sarracino

Castel Volturno, Fico si oppone al Cpr: «Costruire una grande alternativa di integrazione»

Anche il presidente della regione Campania, Roberto Fico, si oppone con fermezza alla costruzione di un nuovo Cpr a Castel Volturno, in provincia di Caserta

Il presidente della regione Campania, Roberto Fico, si oppone fermamente alla costruzione di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri a Castel Volturno. Lo ha dichiarato al termine di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, 30 aprile 2026, a Palazzo Santa Lucia. Ancora una volta, dunque, ha tenuto a ribadire la sua “Totale contrarietà” alla nascita di un nuovo Cpr in provincia di Caserta.

Le parole del presidente Fico

Si unisce anche Roberto Fico alla battaglia contro la costruzione di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri a Castel Volturno. “Potremo essere insieme a tanti comitati, associazioni, grandi aggregatori, per costituire un movimento pubblico che contrasti la costruzione del Cpr. Spero che in un tempo giusto potrò essere a Castel Volturno per parlare con tutti i cittadini di un futuro diverso e migliore per tutta l’area”.

Il presidente della regione Campania ha poi chiarito: “I Cpr non sono mai stati utili di fatto in nessuna regione e non capisco perché bisogna costruirne uno nuovo. Probabilmente, poi, non si conosce la situazione di Castel Volturno, che di tutto ha bisogno tranne che di un Cpr: lì dobbiamo costruire una grande alternativa che parla di innovazione, di sviluppo, di recupero del territorio, di integrazione“.

Poi le parole sul prossimo progetto:“A breve riprenderemo anche il Masterplan del litorale Domitio-flegreo, che include anche Castel Volturno, abbiamo mille proposte per quell’area e diciamo, anche in modo molto costruttivo e senza nessuna ideologia, che su Castel Volturno va costruito un altro processo, un altro percorso, non certo un Cpr”.

Le proteste nel casertano

Nel corso delle ultime ore, si sta mobilitando a Caserta una grande alleanza sociale. Il governo Meloni ha in mente di realizzare un Cpr a Castel Volturno, ma non è solo Fico che si oppone. Nella giornata di ieri, infatti, ci sono state mobilitazioni contro i Cpr sia in Italia che all’estero. In questo caso specifico, si tratterebbe del primo centro per il rimpatrio di migranti costruito in Campania, in un territorio che rappresenta un caso unico in Italia. A Castel Volturno, infatti, c’è una presenza di migranti residenti che arriva quasi al 20% su circa 30 mila abitanti stimati dagli ultimi dati demografici.

I promotori dell’appello contro la costruzione di un Cpr li hanno definiti luoghi di “deumanizzazione”, nei quali vengono rinchiusi migranti che non hanno commesso alcun reato, ma sono senza documenti regolari o in attesa di rimpatrio. Tra i firmatari della battaglia il vescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, il vescovo di Capua e Caserta, Pietro Lagnese e il presidente della Conferenza episcopale della Campania, Antonio di Donna. Non solo, ci sono anche i segretari regionali di Cgil e Uil, i centri sociali, l’ex Canapificio di Caserta e l’ex Opg di Napali. Una grande alleanza per dire ‘no’ alla costrizione sul Cpr a Caserta.

Roberto Fico Foto: profilo social
Roberto Fico Foto: profilo social

Un equilibrio necessario: sicurezza, diritti e integrazione

Il dibattito sollevato dal caso di Castel Volturno richiama certamente ad una questione più ampia e complessa, ossia la gestione dei flussi migratori. Appare evidente che siano necessari controlli efficaci e una regolarizzazione chiara e funzionante, in modo da garantire legalità e sicurezza per tutti i cittadini. Tuttavia, questa necessità non può tradursi su un sistema basato sulla detenzione o sull’esclusione.

La vera sfida è quella di costruire e garantire un equilibrio tra il rispetto delle regole e la tutela della dignità umana. Questo significa investire prettamente in percorsi di integrazione, favorire l’accesso al lavoro regolare e promuovere politiche che riducano le marginalità sociali. Senza queste condizioni, ogni intervento rischia di essere temporaneo o, ancor peggio, controproducente.

Lascia un commento