L’incontro con gli avvocati verterà sulla posizione lavorativa della vittima, Giovanni Marchionni
Oggi 20 febbraio, si svolgerà un vertice in Procura a Tempio Pausania, in Sardegna, per fare il punto sulle indagini riguardanti la morte di Giovanni Marchionni, il giovane skipper di Bacoli, provincia di Napoli, trovato privo di vita a bordo di uno yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, nel comune di Olbia, l’8 agosto 2025. Secondo la perizia medico-legale depositata recentemente presso la Procura di Tempio Pausania, il giovane sarebbe deceduto a causa di grave ipossia dovuta all’inalazione di acido solfidrico. Si tratta di un gas altamente tossico che può svilupparsi in ambienti chiusi e confinati. L’incontro di oggi coinvolgerà gli avvocati delle parti interessate e si concentrerà in particolare sulla posizione lavorativa della vittima.
La morte di Giovanni Marchionni
La tragedia che ha colpito la famiglia Marchionni ha suscitato grande attenzione in tutta Italia. Giovanni, 21 anni, lavorava come skipper per la stagione estiva a bordo di un’imbarcazione di lusso. La mattina dell’8 agosto 2025, il suo corpo è stato trovato senza vita a bordo dello yacht ormeggiato nel porto di Portisco, all’ingresso della celebre Costa Smeralda, una delle zone turistiche più esclusive d’Italia. Le circostanze della morte sono ancora oggetto di indagine. Dalla relazione dell’autopsia e dai risultati degli esami tossicologici e istologici effettuati sul corpo di Marchionni, è emerso che la causa della morte sarebbe da attribuire all’intossicazione da acido solfidrico, un gas altamente tossico che si può rilasciare in ambienti chiusi o poco ventilati. Secondo le ricostruzioni del caso, il giovane potrebbe aver inalato il gas mentre si trovava a bordo della barca.

L’indagine e il ruolo dell’armatrice
In seguito ai risultati delle indagini, la Procura ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati l’armatrice dello yacht, accusata di omicidio colposo. Secondo le ipotesi degli inquirenti, la morte di Giovanni Marchionni potrebbe essere stata causata da una serie di negligenze legate alla sicurezza dell’imbarcazione. Il gas tossico potrebbe essersi accumulato a bordo a causa di un malfunzionamento o di un’insufficiente ventilazione del sistema. L’inchiesta si concentrerà, quindi, sulla responsabilità dell’armatrice nell’assicurare condizioni di lavoro sicure e conformi alle normative previste.
Gli avvocati della parte lesa, Gabriele Satta e Maurizio Capozzo, si sono costituiti parte civile nel procedimento, chiedendo che venga fatta giustizia per la morte del giovane skipper. D’altra parte, gli avvocati difensori della proprietaria dell’imbarcazione, Sebastiano Giaquinto e Giampaolo Murrighile, respingono ogni accusa di negligenza.
Il vertice in Procura a Tempio Pausania
Nel corso dell’incontro di oggi, gli inquirenti analizzeranno la posizione lavorativa di Giovanni Marchionni, cercando di comprendere se eventuali responsabilità legate alla sua morte possano ricadere sulla sua condizione di impiego o sulle misure di sicurezza adottate dalla proprietà dell’imbarcazione. A prendere parte al vertice saranno anche i legali delle due parti coinvolte. Da una parte, gli avvocati Sebastiano Giaquinto e Giampaolo Murrighile, che difendono la proprietaria dell’imbarcazione, indagata per omicidio colposo. Dall’altra, gli avvocati della famiglia Marchionni, Gabriele Satta e Maurizio Capozzo, che si sono costituiti parte civile nel procedimento.
L’ipotesi di omicidio colposo, che al momento resta la più accreditata, riguarda la possibile responsabilità della proprietaria dell’imbarcazione per non aver garantito condizioni di sicurezza adeguate a bordo, in particolare in relazione alla gestione del sistema di ventilazione della barca, che avrebbe potuto prevenire l’intossicazione da gas. Gli inquirenti dovranno quindi valutare anche le eventuali negligenze da parte dei responsabili della sicurezza a bordo e se la vittima avesse ricevuto una formazione sufficiente riguardo i rischi legati all’ambiente marino e alle imbarcazioni.
La famiglia Marchionni e le aspettative per le indagini
I familiari di Giovanni Marchionni attendono risposte chiare sulla morte del giovane, un ragazzo che aveva scelto di dedicarsi al lavoro in mare con passione e che, secondo quanto dichiarato dai parenti, era sempre attento alla sicurezza sul lavoro. La morte di Marchionni ha suscitato il cordoglio di tutta la comunità di Bacoli, dove il ragazzo viveva, e un’inchiesta approfondita è considerata fondamentale per fare chiarezza sulla vicenda.
Restano molte domande aperte riguardo le modalità in cui l’intossicazione da acido solfidrico potrebbe essersi verificata, e soprattutto su eventuali responsabilità legate alla sicurezza sul luogo di lavoro. Le risposte a questi interrogativi sono attese con grande interesse, e gli sviluppi del vertice di oggi potrebbero portare a nuove e importanti rivelazioni.
Il vertice di oggi in Procura a Tempio Pausania rappresenta un passaggio cruciale nell’indagine sulla morte di Giovanni Marchionni. Gli inquirenti, insieme agli avvocati delle parti coinvolte, cercheranno di chiarire le responsabilità della proprietà dell’imbarcazione e di individuare le eventuali lacune nelle misure di sicurezza adottate a bordo.


