Luca Piscopo
Luca Piscopo e il ristorante di sushi sotto accusa
📍 Napoli

2 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Morte di Luca Piscopo, condannato il titolare del ristorante: assolto il medico. I genitori: «Ci aspettavamo più giustizia»

Morte Luca Piscopo, condannato a due anni e sei mesi il titolare del ristorante “Sumo”: assolto il medico di base. La famiglia: «Nulla colmerà il vuoto»

Napoli – Il processo di primo grado sulla morte di Luca Piscopo, il quindicenne di Soccavo deceduto il 2 dicembre 2021 dopo una presunta intossicazione alimentare avvenuta in un ristorante “all you can eat” del Vomero, si è concluso oggi con una decisione che divide sentimenti e aspettative.
Il giudice monocratico Giuliana Taglialatela ha condannato il titolare del locale “Sumo” di via Bernini e assolto il medico di base che seguì il giovane nei giorni successivi. Una sentenza che i familiari definiscono «solo una parte della giustizia che speravano».

Le conclusioni del processo: condanna per il ristoratore, assoluzione per il medico

Dopo la camera di consiglio iniziata nel primo pomeriggio, il giudice ha pronunciato il verdetto:

  • due anni e sei mesi di reclusione per Jiangtao Xie, titolare del ristorante “Sumo”;
  • assoluzione per il medico di famiglia Gaetano Di Palma.

A carico del ristoratore sono state riconosciute violazioni in materia di igiene e conservazione degli alimenti, oltre al reato di omicidio colposo contestato dalla Procura. Per il medico, invece, il giudice ha ritenuto insussistenti gli elementi per una condanna.

Le accuse della Procura e la ricostruzione dei fatti

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Luca e tre amiche presentarono sintomi compatibili con una salmonellosi dopo aver pranzato nel locale il 23 novembre 2021.
L’adolescente, in particolare, trascorse nove giorni di febbre, vomito e diarrea, fino al decesso avvenuto il 2 dicembre per miocardite.

La Procura ha sempre ritenuto che:

  • la miocardite fosse collegata alla salmonellosi;
  • un intervento medico più tempestivo avrebbe potuto evitare l’esito fatale.

Per questo aveva chiesto:

  • tre anni di pena per il ristoratore;
  • un anno e otto mesi per il medico.
Morte Luca Piscopo
Luca Piscopo

La reazione della famiglia: «Oggi ricorre l’anniversario della sua morte»

Presenti in aula i genitori, Antonio Piscopo e Maria Rosaria Borrelli, insieme al fratello, alla sorella e a molti amici del ragazzo, tra cui le tre adolescenti che quel giorno erano con lui al ristorante.

Al termine dell’udienza, il loro commento è stato carico di emozione:

«Proprio oggi ricorre l’anniversario della sua morte. Vedevamo in questa circostanza un segno del destino, ma così non è stato. Ci saremmo aspettati più giustizia. Nulla potrà colmare il vuoto che ci portiamo dentro».

Il giudice ha riconosciuto alle parti civili una provvisionale di 45mila euro ciascuna.

Le parti civili e la conclusione del dibattimento

Le parti civili sono state rappresentate dagli avvocati Marianna BorrelliRossella Esposito e Amedeo Bolla.
La familia, presente in aula per l’intera durata del processo, ha seguito con attenzione ogni fase dell’istruttoria, affidandosi ai periti e alle valutazioni medico-scientifiche depositate nel fascicolo.

Il dispositivo conclude la prima fase giudiziaria di una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e riaperto il dibattito sulle responsabilità nella filiera alimentare e nella gestione dei casi clinici potenzialmente gravi.

Una sentenza che non chiude le ferite

Il caso Piscopo resta una pagina dolorosa per la comunità.
Al di là della sentenza, la morte del 15enne continua a rappresentare una ferita aperta: un adolescente sano, amato dai suoi cari, morto dopo pochi giorni di sofferenza a causa di un’infezione su cui – secondo l’accusa – si sarebbe potuti intervenire prima.

La decisione del giudice pone un punto fermo sul piano processuale, ma il dolore della famiglia e le loro richieste di giustizia restano al centro di una vicenda che potrebbe proseguire nelle prossime fasi giudiziarie.

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