Roberto Fico caso Monaldi
Roberto Fico caso Monaldi

8 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Caso Monaldi, l’informativa di Fico in Consiglio: “Nel reparto di trapianti troppa competizione e poche regole”

Il governatore della Campania illustra le criticità emerse dalle ispezioni dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo

Il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha tenuto questa mattina una dettagliata informativa davanti al Consiglio regionale in merito alla tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni originario di Nola, deceduto lo scorso 21 febbraio. Il piccolo era stato sottoposto a un trapianto di cuore presso l’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre precedente. Tuttavia, l’organo ricevuto è risultato danneggiato a causa di errori nelle procedure di conservazione e trasporto.

Fico, che detiene la delega alla Sanità, ha aperto il suo intervento chiarendo la posizione dell’amministrazione regionale rispetto all’inchiesta giudiziaria in corso, che vede attualmente sette professionisti indagati. Il governatore ha ribadito che la magistratura dovrà accertare le responsabilità penali individuali. Egli ha confermato, inoltre, l’intenzione della Regione di costituirsi parte civile nei futuri processi. Inoltre, l’informativa si è concentrata sulle risultanze delle ispezioni amministrative e tecniche disposte immediatamente dopo l’evento. «Domenico non tornerà in vita, ma quello che possiamo fare è garantire che la sua storia non sia stata solo una tragedia, ma serva a cambiare le disfunzioni che si sono registrate del nostro sistema sanitario in questa vicenda».

Le criticità interne e il “conflitto relazionale”

Uno dei punti più critici toccati dal governatore riguarda il clima lavorativo all’interno del reparto di Trapianti di cuore pediatrici. Secondo quanto emerso dalle verifiche interne, la struttura operava in una condizione di “significativo conflitto relazionale“. Fico ha descritto un ambiente dove le dinamiche tra le diverse figure cliniche di riferimento non erano state né riconosciute né gestite adeguatamente nel corso del tempo. Di conseguenza, questo aspetto ha portato a una frammentazione della catena di comando e operativa.

Siamo di fronte a un reparto difficile, dove la competizione ha prevalso sulla collaborazione”, ha dichiarato il governatore in aula. Il quadro delineato è quello di una struttura in cui la formazione del personale non seguiva un presidio organizzativo centrale. Al contrario, era lasciata all’iniziativa dei singoli individui. Nonostante l’esistenza di procedure scritte, queste non venivano aggiornate né praticate con rigore. Ciò ha creato un divario pericoloso tra i protocolli formali e la realtà operativa quotidiana.

Il fallimento del sistema e il caso Paragonix

L’analisi del governatore si è poi soffermata su un dettaglio tecnico centrale: l’utilizzo del Paragonix, un box di ultima generazione progettato per il trasporto e la conservazione ottimale degli organi. L’ispezione straordinaria ha rilevato che il personale del reparto non era stato adeguatamente formato all’uso di questa tecnologia. Pertanto, questa lacuna è stata indicata come il fattore scatenante del danno subìto dal cuore destinato al piccolo Domenico.

Fico ha definito questo scenario come un “errore latente”, ovvero una condizione di sistema che rende inevitabile l’errore umano del singolo operatore. “È la patologia che si annida nei contesti in cui la gerarchia informale ha sostituito quella formale“, ha sottolineato il Presidente, evidenziando come la ricerca della reputazione individuale abbia compromesso la cultura della sicurezza collettiva. Inoltre, il governatore ha promesso un intervento radicale, non solo amministrativo ma anche culturale, per smantellare queste dinamiche di potere personale all’interno delle strutture sanitarie regionali.

peluche Domenico Caliendo Monaldi
I peluche per Domenico Caliendo all’esterno dell’ospedale Monaldi

Il dibattito politico

La seduta monotematica, richiesta con forza dalle opposizioni di centrodestra, si è svolta in un clima di forte tensione politica. I capigruppo di maggioranza e il Presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, hanno cercato di mantenere il dibattito sul piano tecnico-organizzativo. L’obiettivo era evitare che la seduta si trasformasse in un processo politico alla gestione decennale della sanità campana. Pertanto, Manfredi ha aperto i lavori chiedendo un minuto di silenzio per onorare la memoria di Domenico e del donatore dell’organo.

Scontro in Aula: l’opposizione chiede la rimozione dei manager

Il dibattito che ha seguito l’informativa è stato acceso. Gennaro Sangiuliano (FdI) ha ringraziato il governatore per la trasparenza ma ha parlato esplicitamente di “caso di malasanità”, chiedendo la rimozione del direttore generale dell’azienda sanitaria qualora le inadempienze venissero confermate. Sulla stessa linea Massimo Pelliccia (Forza Italia), che ha accusato la direzione del Monaldi di aver fornito comunicazioni “infedeli e tardive” anche alla stessa Presidenza della Regione.

Mentre la leghista Michela Rostan ha posto l’accento sulle falle della governance regionale, il consigliere Carlo Ceparano (Avs) ha scosso l’Aula leggendo una lettera della madre di Domenico: un invito accorato a cercare la verità affinché simili tragedie non si ripetano. Nonostante lo scontro, la maggioranza, per voce di Loredana Raia (Pd), ha difeso l’eccellenza complessiva del Monaldi. In questo modo è riuscita infine a far approvare all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta a potenziare i centri per il rischio clinico. In aggiunta, la risoluzione serve anche a rilanciare il programma dei trapianti pediatrici in Campania.

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