Guido Oppido
Guido Oppido

19 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Morte Domenico Caliendo, Oppido dal gip, nel mirino le discrepanze sugli orari. I legali: “Pronto a chiarire tutto”

I legali sostengono che le discrepanze nei tempi siano minime e chiedono verifiche basate su dati oggettivi

Il cardiochirurgo Guido Oppido, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta a Napoli, si presenterà davanti al giudice per le indagini preliminari per rendere interrogatorio. Lo hanno comunicato i suoi legali, sottolineando la volontà di contribuire alla ricostruzione dei fatti. L’indagine riguarda sia l’ipotesi di omicidio colposo sia presunte irregolarità nella cartella clinica.

L’indagine sulla morte del bambino

Il caso riguarda la morte del bambino di due anni, Domenico Caliendo, deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre. Per quell’intervento risultano indagate complessivamente sette persone, tra cui il cardiochirurgo Guido Oppido. Le accuse ipotizzate dalla Procura sono di omicidio colposo per più indagati e di falso in cartella clinica per Oppido e un’altra persona, Emma Bergonzoni. Quest’ultima contestazione riguarda in particolare una discrepanza negli orari riportati nei documenti sanitari relativi all’intervento.

Proprio l’ipotesi di falso è alla base della richiesta della Procura di applicare misure interdittive nei confronti degli indagati coinvolti in questo specifico filone. L’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari dovrebbe svolgersi entro la fine del mese.

La posizione del cardiochirurgo Oppido

Secondo quanto dichiarato dai suoi avvocati, Alfredo Sorge e Vittorio Manes, Oppido intende presentarsi spontaneamente per fornire chiarimenti e contribuire alla ricostruzione degli eventi. In una nota, i legali affermano che il medico “si presenterà a rendere l’interrogatorio preventivo davanti al gip al fine di offrire ogni utile contributo alla corretta ricostruzione degli accadimenti” e per dimostrare “la insussistenza della ipotesi di falso avanzata dalla Procura e, più in generale, la correttezza del proprio operato”. La difesa sostiene quindi che non ci siano elementi per ritenere fondata l’accusa di falsificazione dei documenti e che l’operato del cardiochirurgo sia stato corretto.

Domenico Caliendo Foto: Ansa
Domenico Caliendo Foto: Ansa

Le contestazioni sui tempi e sulle ricostruzioni

Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda le tempistiche dell’intervento e le differenze tra quanto riportato nella documentazione clinica e quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso le testimonianze del personale sanitario presente in sala operatoria.

Secondo i legali di Oppido, la ricostruzione della Procura non si baserebbe su “circostanze e risultanze oggettive” ma sui ricordi di alcuni operatori sanitari. La difesa evidenzia inoltre che tali dichiarazioni sarebbero state rese a distanza di mesi dai fatti. Gli avvocati sottolineano anche che le divergenze temporali segnalate sarebbero di “modestissima entità”, quantificate in pochi minuti, e che proprio per questo dovrebbero essere verificate con particolare attenzione alla luce di evidenze tecniche e scientifiche.

Le richieste della difesa e i prossimi passaggi

La difesa del cardiochirurgo ha dichiarato di aver sollecitato fin dall’inizio lo svolgimento di accertamenti approfonditi, anche di natura tecnica, per chiarire in modo completo quanto accaduto durante l’intervento. Secondo i legali, una ricostruzione accurata delle tempistiche e delle modalità dell’operazione potrebbe confermare la correttezza dell’operato di Oppido. Questo punto sarà probabilmente centrale nelle prossime fasi dell’indagine.

L’interrogatorio davanti al giudice rappresenterà un passaggio importante per valutare la posizione degli indagati e le richieste della Procura, comprese eventuali misure interdittive. Parallelamente, proseguiranno gli accertamenti tecnici e l’analisi della documentazione sanitaria. Al momento, l’indagine è ancora in corso e non sono state accertate responsabilità definitive. Le posizioni degli indagati saranno valutate sulla base degli elementi raccolti dagli inquirenti e delle verifiche tecniche che verranno effettuate.

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