Domenico Caliendo
Domenico Caliendo
📍 Napoli

10 Giugno 2026

Martina Sarracino

Morte Domenico Caliendo, oggi l’esame sui due cuori: aperto l’incidente probatorio per il trapianto fallito

A Bari l’esame sui due cuori di Domenico Caliendo, il bambino morto per un trapianto di cuore fallito al Monaldi di Napoli: aperto l’incidente probatorio

All’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari è in corso un accertamento complesso e delicato: l’analisi di due cuori appartenuti a Domenico Caliendo, il bambino di due anni originario del Nolano morto il 21 febbraio dopo un trapianto cardiaco eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli. Si tratta del cuore nativo e di quello trapiantato, oggetto di studio nell’ambito di un incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. L’obiettivo è chiarire, dal punto di vista medico-legale, le cause del decesso e verificare eventuali anomalie nei diversi passaggi della procedura trapiantologica.

L’incidente probatorio e i quesiti dei periti

L’analisi rientra in un incidente probatorio richiesto dalla Procura di Napoli, con il sostituto procuratore che ha formulato una serie di quesiti ai periti nominati dal giudice. Gli esperti dovranno valutare le modalità di espianto, trasporto e conservazione dell’organo prelevato, oltre alla presenza di eventuali alterazioni anatomiche o funzionali. Un punto centrale riguarda l’eventuale attribuibilità di tali criticità a errori della squadra che ha effettuato il prelievo a Bolzano oppure a quella che ha eseguito il trapianto a Napoli, oltre alla correttezza delle scelte chirurgiche e terapeutiche adottate.

Domenico Caliendo e Guido Oppido

Il nodo degli orari e le ipotesi investigative

Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarda la ricostruzione precisa della tempistica dell’intervento. Secondo quanto riportato negli atti, si dovrà stabilire quando sia avvenuta la cardiectomia e come questa si collochi rispetto all’arrivo dell’équipe incaricata del prelievo dell’organo. Questo elemento è considerato cruciale per chiarire la sequenza delle operazioni e verificare eventuali discrepanze tra quanto riportato nella documentazione clinica e la reale successione degli eventi. L’ipotesi di una possibile alterazione dei tempi registrati è al centro delle verifiche.

L’inchiesta della Procura di Napoli coinvolge al momento sette medici iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Tra questi figurano anche due professionisti per i quali si ipotizza, oltre alla responsabilità medica, anche la possibile falsificazione della cartella clinica in relazione agli orari dell’intervento. Si tratta di accuse che dovranno essere valutate nel corso dell’indagine e che, al momento, restano ipotesi investigative in attesa degli esiti degli accertamenti medico-legali e documentali.

Un caso complesso tra medicina e giustizia

La vicenda del piccolo Domenico Caliendo si colloca in un ambito altamente specialistico e complesso, dove si intrecciano responsabilità mediche, organizzazione sanitaria e valutazioni tecnico-scientifiche. Il lavoro dei periti sarà decisivo per fornire elementi oggettivi alla magistratura e ricostruire con precisione quanto accaduto nelle fasi del trapianto.

Casi come questo evidenziano quanto la medicina dei trapianti sia un equilibrio estremamente delicato tra urgenza, coordinamento e precisione assoluta. Ogni passaggio, dal prelievo dell’organo al suo impianto, richiede standard rigorosi e una tracciabilità impeccabile. Al tempo stesso, mostrano anche il peso umano e sociale delle conseguenze quando qualcosa in questa catena complessa non funziona come previsto. Al di là degli esiti giudiziari, resta la necessità di rafforzare trasparenza, controlli e comunicazione tra strutture sanitarie, per far in modo che la fiducia nelle procedure salvavita resti solida e fondata su evidenze verificabili.

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