Domenico Caliendo
Domenico Caliendo
📍 Napoli

25 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, prosegue l’indagine sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. “Iniziata cardiectomia senza due medici in sala operatoria”

Continua l’indagine sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni che ha perso la vita dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli

L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo entra in una frase cruciale dopo le dichiarazioni dei medici coinvolti nel trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 presso l’ospedale Monaldi di Napoli. L’operazione si è conclusa con il decesso del bambino il 21 febbraio 2026. L’attuale processo ha l’obiettivo di comprendere le dinamiche dell’accaduto. Al centro c’è un procedimento per omicidio colposo in concorso e presunta falsificazione della cartella clinica. Di fondamentale importanza, ora, ricostruire le fasi del prelievo e del trapianto dell’organo. Particolare attenzione anche alla tempistiche delle operazioni e alla gestione del cuore proveniente da Bolzano.

L’interrogatorio e la sequenza delle operazioni

L’interrogatorio preventivo del 21 maggio ha visto protagonista la cardiochirurga Emma Bergonzoni. Quest’ultima, è stata chiamata per chiarire alcuni aspetti cruciali della procedura di cardiectomia. Al centro delle domande del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e del procuratore aggiunto Antonio Ricci c’è stata la sequenza temporale delle operazioni chirurgiche. Particolare attenzione rispetto alla presenza in sala operatoria dei medici provenienti da Bolzano e allo stato del contenitore del cuore destinato al trapianto.

Gli inquirenti hanno ricostruito il dialogo con precisione: “Farina e Pagano (i due medici che hanno eseguito l’espianto a Bolzano) non erano in sala operatoria?”. “Mi pare che non fossero già in sala operatoria”, ha risposto la cardiochirurga. “Okay, quindi, la cardiectomia è iniziata quando Farina e Pagano non erano in sala e il contenitore era chiuso, ho capito bene?”. “Sì” è stata la risposta finale. Le sue parole sono ora al vaglio della procura.

All'esterno dell'Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico
All’esterno dell’Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico (FOTO: ANSA)

Le contrazioni cardiache e le consulenze tecniche

L’udienza e gli accertamenti tecnici successivi hanno approfondito anche il tema delle contrazioni cardiache registrate dopo la cardiectomia. In particolare, hanno analizzato video acquisiti dagli inquirenti che mostrerebbero l’attività residua del cuore del piccolo Domenico, oggetto di valutazioni divergenti tra consulenza tecnica della difesa e quella della parte civile. La questione del numero di pulsazioni al minuto assume rilievo per la ricostruzione dell’orario di avvio delle operazioni.

L’avvocato della famiglia Caliendo-Mercolino, Francesco Petruzzi ha ribadito: “Durante l’interrogatorio preventivo della dottoressa Bergonzoni è stato sostenuto dai consulenti di parte che il cuore di Domenico avesse compiuto circa 40 pulsazioni al minuto”. Infine ha dichiarato: “Dai riscontri raccolti dai nostri tecnici è invece emerso che le contrazioni sono state circa 22 al minuto, un numero compatibile con un inizio delle operazioni alle 14,18 e non alle 14,26 come invece sostenuto dalla difesa del chirurgo indagato”.

Le conseguenze giudiziarie

L’inchiesta prosegue, dunque, con un’analisi approfondita delle responsabilità individuali e delle eventuali criticità organizzative nella gestione del trapianto. Gli inquirenti stanno confrontando le diverse ricostruzioni fornite dai medici e dai consulenti tecnici, cercando di chiarire con precisione la sequenza degli eventi in sala operatoria e le condizioni in cui è avvenuto il prelievo dell’organo a Bolzano e il successivo impianto a Napoli.

La difesa del chirurgo indagato respinge ogni addebito, mentre la procura continua a valutare le ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso e di falso ideologico. L’esito delle perizie tecniche e delle analisi video sarà determinante per stabilire eventuali responsabilità penali e per ricostruire in modo definitivo la dinamica clinica dell’intervento che ha coinvolto il piccolo Domenico. Il procedimento resta aperto e destinato a ulteriori sviluppi nelle prossime settimane in sede giudiziaria competente in merito.

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