L’avvocato Petruzzi punta il dito contro un gruppo ristretto di medici e critica l’inerzia della direzione generale.
Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, durante la trasmissione È sempre Cartabianca si è espressa sulla tragica vicenda di suo figlio. La donna ha puntato i riflettori sulle responsabilità sanitarie legate all’intervento fatale specificando che, la battaglia intrapresa non è contro il Monaldi ma contro chi ha sbagliato e deve assumersi le sue responsabilità. Sarà la magistratura, dunque, a valutare le eventuali responsabilità individuali.
Individuare i responsabili dell’errore
Durante la trasmissione televisiva, Patrizia Mercolino ha chiarito con fermezza la propria posizione riguardo alla tragica scomparsa del figlio Domenico. La donna ha precisato di non aver mai voluto screditare l’ospedale Monaldi, riconoscendo l’elevata professionalità della struttura che cura il bambino sin da quando aveva solo quattro mesi. La sua battaglia legale non mira a colpire l’intero istituto, ma punta a individuare e sanzionare esclusivamente i singoli responsabili dell’errore fatale.
“Non è battaglia contro il Monaldi ma contro chi ha sbagliato. Non ho mai parlato male del Monaldi perchè è un ospedale di professionisti, altrimenti non vi avrei portato mio figlio quando aveva 4 mesi. Chi ha sbagliato, pagherà ma non è tutto il Monaldi.”, afferma Patrizia.

Anche per il legale la colpa va circoscritta
Parallelamente, il legale della famiglia ha espresso forti aspettative nei confronti della direzione sanitaria. L’avvocato auspica infatti che l’azienda ospedaliera scelga di schierarsi al fianco della famiglia, costituendosi parte civile nel processo. Questa mossa confermerebbe la volontà dell’ospedale di fare piena luce sulle anomalie del trapianto. La madre ha ribadito che, sebbene il dolore sia immenso, la sua ricerca di giustizia serve a distinguere le eccellenze mediche dalle gravi negligenze individuali che hanno causato il decesso.
L’avvocato Francesco Petruzzi ha denunciato apertamente la gestione interna dell’ospedale, circoscrivendo le colpe a un gruppo specifico di medici. Il legale ha espresso profondo sconcerto per l’atteggiamento della direzione generale, la quale, evitando di prendere le distanze dai singoli responsabili, starebbe sacrificando la reputazione dell’intero nosocomio.
Petruzzi ha inoltre criticato duramente la posizione del dottor Oppido: nonostante il medico fosse indagato, la struttura non lo ha sospeso totalmente dall’attività lavorativa né dal ruolo di curante. Questa decisione ha permesso al dottore di continuare a condizionare e dirigere le scelte cliniche riguardanti Domenico. Secondo la difesa, tale negligenza amministrativa rappresenta un’assurdità inspiegabile che ha compromesso la trasparenza e la tutela del piccolo paziente durante il ricovero.
“La colpa non è di tutto il Monaldi ma è di un gruppo di dottori specifico. Non abbiamo capito perchè la direzione generale non ha preso le distanze. Si sta immolando un intero ospedale per tutelare qualcuno. E’ questa la follia che non riusciamo a spiegarci. Il dottor Oppido è stato sospeso dall’attività neonatologica, ma non è stato sospeso nè da medico curante di Domenico, nè dall’attività lavorativa. E’ stato lasciato libero di girovagare e condizionare e dirigere tutte le scelte relative a Domenico, mentre era indagato.“, afferma Petruzzi.
La rimozione del chirurgo che operò Domenico solo 24 ore prima del decesso
L’avvocato Francesco Petruzzi ha denunciato con vigore l’inerzia dell’azienda ospedaliera, evidenziando che la rimozione del medico indagato è avvenuta solo ventiquattr’ore prima del decesso di Domenico. Il legale ha sottolineato come questa tardiva decisione dimostri l’assenza di una presa di posizione netta da parte del Monaldi. Nonostante l’atteggiamento ambiguo finora mostrato dalla direzione, la difesa si aspetta che l’ospedale scelga di costituirsi parte civile durante il dibattimento per dimostrare la propria estraneità ai fatti.
Petruzzi ha ribadito che l’azione legale non rappresenta un attacco indiscriminato alla struttura, ma una ricerca di giustizia contro chi ha commesso errori clinici e tentato di occultare la verità. Secondo il legale, il comportamento attuale dell’azienda rischia di trasmettere un messaggio distorto di protezione verso i singoli responsabili. Per tale ragione, l’avvocato ha suggerito che alcuni vertici dovrebbero valutare le dimissioni, favorendo così la trasparenza necessaria per fare piena luce sulla tragedia.
“Non è una guerra contro il Monaldi ma una battaglia contro chi ha sbagliato ed ha cercato di occultare. Quando l’azienda si frappone, fornisce un’impressione sbagliata: qualcuno in questa storia dovrebbe fare un passo indietro o dimettersi”, conclude il legale della famiglia del piccolo.
La notizia del cuore danneggiato appresa dai giornali
Patrizia Mercolino sottolinea la poca trasparenza delle informazioni ricevute dai medici. La donna ha denunciato di essere stata tenuta completamente all’oscuro delle reali cause del danneggiamento dell’organo trapiantato al figlio. La madre ha ammesso di aver appreso la verità sulla natura del cuore danneggiato esclusivamente attraverso la lettura dei giornali, restando vittima di un silenzio assordante da parte della struttura sanitaria.
Inizialmente, la signora Mercolino non aveva collegato le notizie di cronaca alla tragedia personale di Domenico. Ha spiegato che la consapevolezza della realtà è emersa solo dopo un lungo confronto con il proprio avvocato, il quale ha dovuto faticare per convincerla che quegli articoli parlassero proprio del suo bambino. Questa mancanza di comunicazione diretta tra ospedale e famiglia ha aggravato il dolore della donna, evidenziando una presunta volontà di occultare i fatti dietro una barriera di omissioni informative.
“All’inizio quando ho letto gionali non immaginavo che fosse Domenico – ha spiegato – mi ha dovuto convincere l’avvocato”, conclude.
La vicenda di Domenico approda ora nelle aule di giustizia per accertare le responsabilità individuali e gestionali. Patrizia Mercolino e il suo legale attendono che l’ospedale Monaldi chiarisca la propria posizione processuale. La magistratura dovrà stabilire se vi siano stati tentativi di occultamento e valutare la condotta dei medici coinvolti nel trapianto del cuore.


