L'avvocato Francesco Petruzzi
L'avvocato Francesco Petruzzi

18 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Monaldi, l’avvocato dei familiari del bambino chiede sequestro cuore in caso di espianto. All’ospedale arrivano gli ispettori

L’avvocato Francesco Petruzzi interviene per garantire che le procedure siano rispettate, mentre gli ispettori del Ministero della Salute indagano sul trapianto di un bambino di 2 anni

A Napoli, l’attenzione è tutta sulla vicenda del trapianto cardiaco effettuato lo scorso 23 dicembre a un bambino di 2 anni all’ospedale Monaldi. Mentre gli ispettori del Ministero della Salute hanno iniziato a raccogliere documentazione clinica e amministrativa sull’operazione, l’avvocato della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, ha assunto un ruolo centrale chiedendo ai Nas di sequestrare il cuore, nel caso in cui ci fosse stato un nuovo espianto. “Questo è il momento della speranza, ma io ho il dovere di svolgere il mio mandato”, ha spiegato Petruzzi in un’intervista a Storie Italiane su Raiuno. La richiesta straordinaria di sequestro, effettuata in piena notte, evidenzia l’urgenza di tutelare la catena di responsabilità in un contesto delicatissimo: un bambino piccolo, un organo proveniente da un’altra regione e dubbi sulle condizioni dello stesso al momento del trapianto.

Cosa ha fatto l’avvocato

Petruzzi ha dichiarato di aver contattato i Nas con strumenti tecnici (secchio e paraffina) per avere la possibilità di intervenire subito, qualora fosse stato necessario conservare l’organo per ulteriori accertamenti. Parallelamente, il bambino resta ricoverato al Monaldi, dove l’Heart team, ampliato ai maggiori esperti provenienti da tutta Italia, valuta la trapiantabilità e la compatibilità del cuore disponibile. La madre del piccolo era stata convocata in ospedale per comunicare la disponibilità di un organo, ma la decisione finale dipende dal parere dei medici.

Le verifiche del Ministero della Salute

Gli ispettori ministeriali, giunti al Monaldi, stanno raccogliendo tutti i documenti relativi al caso e nei prossimi giorni si recheranno a Bolzano, dove l’organo era stato espiantato. L’obiettivo delle verifiche è capire se vi siano responsabilità cliniche o organizzative che abbiano messo a rischio il paziente. Il focus dell’indagine ministeriale non è solo sul singolo trapianto, ma anche sulle procedure nazionali di controllo e sulla catena di trasporto degli organi. Nel contesto di un sistema sanitario pubblico, ogni anomalia può avere effetti su più pazienti e sul livello di fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie.

La telefonata e le verifiche cliniche

La madre del bambino, Patrizia Mercolino, è stata convocata in direzione sanitaria per essere informata della possibile disponibilità dell’organo. Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha spiegato che nelle prossime ore sarà valutata la compatibilità. Ogni decisione verrà presa solo dopo il parere dell’Heart Team. Il cuore, secondo quanto riferito, sarebbe rimasto in ischemia fredda per circa venti minuti. Un dato che non preclude automaticamente l’utilizzo dell’organo.

Tuttavia, ciò impone una valutazione attenta del rischio. In Italia altri centri trapiantologici sarebbero in attesa di un cuore. Il tempo di ischemia potrebbe indurre qualcuno a rinunciare. Questo aumenterebbe le possibilità per il piccolo paziente napoletano. Ma la scelta finale spetta ai medici e dipende esclusivamente dalla sicurezza clinica. Dal Monaldi, in questi giorni, è arrivata una posizione chiara: il bambino è considerato trapiantabile. La struttura ha ribadito che l’attesa delle verifiche non avrà ripercussioni sull’organo del donatore, perché compatibile con la gestione della donazione incorso.

ospedale Monaldi di Napoli
ospedale Monaldi di Napoli

I prossimi passi

Gli ispettori del Ministero della Salute continueranno le verifiche tra Napoli e Bolzano nei prossimi giorni. Parallelamente, l’indagine legale e l’attività dell’Heart team al Monaldi continueranno a valutare la possibilità di trapianto per il bambino. Questo passaggio è cruciale: solo con il via libera degli specialisti si potrà decidere se procedere con l’operazione, un intervento complesso e ad alto rischio. Il caso resta in evoluzione, ma le verifiche in corso rappresentano un momento cruciale per chiarire eventuali responsabilità e migliorare la sicurezza dei trapianti pediatrici in Italia.

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