Il piccolo Domenico
Il piccolo Domenico
📍 Napoli

20 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

“Le condizioni del piccolo Domenico sono in rapido e progressivo peggioramento”. Il bollettino dal Monaldi

Il piccolo Domenico ha subito un rapido peggioramento. I medici si concentrano su una de-escalation terapeutica.

L’ospedale Monaldi comunica l’attivazione ufficiale del Percorso di pianificazione condivisa delle cure per il piccolo Domenico a seguito di un rapido peggioramento. Durante la prima riunione operativa, i medici hanno stabilito di somministrare al bambino esclusivamente terapie salvavita. Il team avvierà quindi una de-escalation terapeutica progressiva, eliminando gli interventi non essenziali per accompagnare il bambino in questa delicatissima fase.

Un rapido peggioramento

Le condizioni cliniche di Domenico, ricoverato dallo scorso 23 dicembre, hanno subito un ulteriore e rapido peggioramento nelle ultime dodici ore. Nonostante il supporto costante dellEcmo, il macchinario che lo tiene in vita, il quadro medico mostra segnali di progressivo deterioramento. L’equipe medica osserva un declino accelerato delle funzioni vitali, rendendo la situazione estremamente critica. Il personale sanitario monitora ogni variazione, ma il quadro clinico appare ormai gravemente compromesso. Questo declino improvviso spinge i medici verso una gestione focalizzata esclusivamente sulla stabilità minima, mentre il corpo del bambino manifesta una fragilità crescente che sfida l’efficacia delle tecnologie di supporto intensivo attualmente in uso presso la struttura.

Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi

Percorso di pianificazione condivisa delle cure nel rispetto di Domenico

Nel corso della mattinata, l’equipe dell’Azienda ospedaliera dei Colli, che integra il polo specialistico del Monaldi, ha avviato una riunione cruciale per definire il futuro clinico del piccolo Domenico. All’incontro hanno partecipato attivamente anche la madre del paziente e il medico legale Luca Scognamiglio, intervenuto come delegato di fiducia della famiglia. Il confronto si è svolto nell’ambito del Percorso di pianificazione condivisa delle cure (Pcc), uno strumento attivato su esplicita richiesta dei familiari per gestire con la massima trasparenza questa fase delicata.

L’Azienda ha formulato una proposta operativa che prevede una serie di interventi mirati a rimodulare l’assistenza. L’obiettivo primario è interrompere la somministrazione di tutte quelle terapie non più utili o sproporzionate rispetto all’attuale e critico quadro clinico. Domenico non beneficia più dei trattamenti intensivi standard. I medici intendono quindi evitare l’accanimento terapeutico, concentrandosi esclusivamente sulla dignità e sulla gestione dei sintomi, garantendo che ogni scelta sia frutto di un consenso informato e di una stretta collaborazione tra la struttura sanitaria e i congiunti, nel pieno rispetto del benessere residuo del bambino.

Niente accanimento terapeutico

L’equipe medica e la famiglia hanno concordato un percorso clinico specifico per tutelare il piccolo Domenico. Questa strategia mira a scongiurare definitivamente ogni rischio di accanimento terapeutico, garantendo interventi proporzionati alla gravità del quadro. Il medico legale di parte e i genitori hanno approvato pienamente le decisioni dell’ospedale, formalizzando una piena condivisione degli obiettivi assistenziali. Tale accordo assicura che ogni futura azione medica rispetti la dignità del paziente, evitando trattamenti inutili o eccessivamente gravosi.

“Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico, condiviso in accordo con la famiglia“, afferma oggi Luca Scognamiglio.

Per il bambino che ha ricevuto un cuore danneggiato, il protocollo prevede solo terapie salvavita. L’obiettivo clinico è una de-escalation terapeutica graduale, riducendo progressivamente ogni altro intervento medico. Questo percorso mira a garantire esclusivamente le cure essenziali per la sopravvivenza, limitando l’accanimento e stabilendo una strategia di accompagnamento mirato. Si privilegia così la stabilità vitale attraverso una gestione farmacologica selettiva e una riduzione delle cure accessorie.

Il rapido peggioramento del piccolo Domenico apre, dunque, un’altra fase molto delicata.

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