La dichiarazione della mamma del bambino ai cronisti dopo il colloquio con i sanitari del Monaldi.
Le condizioni del bimbo al Monaldi restano gravissime dopo il trapianto di un cuore danneggiato. La madre, dopo aver parlato con i sanitari del nosocomio, riferisce che il piccolo risulterebbe ancora operabile se fosse disponibile un nuovo organo, sottolineando l’urgenza della situazione. Per monitorare il quadro clinico, è prevista una nuova valutazione medica nella giornata di domani per decidere come procedere nel percorso di cura. Intanto, oggi, si riaccende una speranza.
Speranze riaccese per il piccolo
Si riaccendono le speranze per il bambino: “Oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo”, riferisce la mamma ai cronisti, riaccendendo così una speranza, “Domani i medici faranno una nuova valutazione”, conclude.
Le speranze, quindi, restano circoscritte alla giornata di oggi in attesa di una nuova valutazione prevista nella giornata di domani.
I legali chiedono la copia della documentazione clinica
Mentre si riaccendono le speranze per il bambino trapiantalo, l’avvocato penalista Angelo Riccio, entrato recentemente nel team legale al fianco del collega Francesco Petruzzi, ha annunciato un’azione decisa per tutelare la famiglia del bambino ricoverato al Monaldi di Napoli. Il piccolo, le cui condizioni restano critiche dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato, è al centro di una battaglia legale volta a fare piena luce sulle responsabilità del fallimento dell’intervento.
“Abbiamo provveduto a richiedere formalmente il rilascio in copia dell’intera documentazione clinica, qualora l’ospedale non lo faccia immediatamente attiveremo gli organi di procura anche e soprattutto per sollecitarlo”, afferma Riccio.
La strategia difensiva si concentra sulla massima trasparenza: i legali hanno già inoltrato una richiesta formale per ottenere copia integrale dell’intera documentazione clinica del paziente. L’obiettivo è ricostruire ogni passaggio medico, dalla selezione dell’organo all’esecuzione dell’operazione.
Riccio è stato perentorio riguardo ai tempi: qualora l’ospedale non dovesse provvedere al rilascio immediato della cartella e dei referti, la difesa è pronta ad attivare gli organi di procura. L’intervento della magistratura verrebbe sollecitato non solo per accertare eventuali colpe, ma soprattutto per accelerare l’acquisizione dei documenti, ritenuti fondamentali per comprendere lo stato attuale del bimbo e valutare le future mosse mediche e legali.

Aggiornamenti clinici solo in un secondo momento
L’avvocato Angelo Riccio, nel commentare la gestione comunicativa dell’ospedale Monaldi, ha sollevato dubbi significativi sulla trasparenza finora adottata dalla struttura. Pur non parlando esplicitamente di un blocco totale, ha descritto un atteggiamento omissivo o comunque lacunoso, definendo la situazione estremamente complessa sotto il profilo del flusso informativo.
Secondo il legale, si è instaurata una dinamica problematica in cui la famiglia del bambino e i suoi rappresentanti legali sono stati sistematicamente relegati in una posizione secondaria. Riccio ha denunciato come i congiunti abbiano spesso ricevuto informazioni cruciali con ritardi ingiustificabili, venendo a conoscenza di aggiornamenti clinici o procedurali solo in un secondo momento rispetto a soggetti terzi non meglio specificati.
Questa presunta asimmetria informativa ha aggravato il clima di tensione e sfiducia che circonda il delicato caso del cuore danneggiato. Per la difesa, la mancanza di un canale diretto e immediato tra medici e familiari non è solo una questione di sensibilità umana, ma un potenziale ostacolo alla tutela legale del minore. La richiesta della cartella clinica mira quindi a colmare questo vuoto, garantendo che i genitori non siano più gli ultimi a conoscere la verità sulle condizioni del figlio. “Noi e i familiari abbiamo ricevuto le informazioni in un secondo momento rispetto a soggetti terzi”, conclude Riccio.
Nonostante la criticità del quadro clinico, la giornata odierna rappresenta uno spartiacque decisivo per le sorti del bambino. La conferma della operabilità odierna del piccolo ha riaperto concretamente la possibilità di un intervento salvavita, a patto che si verifichi l’immediata disponibilità di un organo compatibile.


