Uno spettacolo che nasce da una idea profonda e sentimentale
Maurizio De Giovanni porta in scena “Canzoni per il Commissario Ricciardi” al Teatro Diana di Napoli un viaggio intimo e dal tono fortemente sentimentale sulla scia dei fatti e delle ambientazioni che hanno ispirato il suo celebre romanzo. Il contesto, nel chiaro stile dell’autore è un viaggio che riporta a se stessi, accarezzando quel che c’è intorno, avvertendolo, valorizzandolo passo dopo passo.
L’idea
Una storia che potrebbe rappresentare una naturale prosecuzione dei fatti relativi al romanzo di successo, e forse è cosi. Magari però, la spinta, l’idea, la propensione verso un nuovo percorso nascono da una esigenza meno diretta. Qualcosa che si proponga come complementare e non singolarmente derivante da un discorso già stabilito, già costituito.

“Canzoni per il Commissario Ricciardi”, in scena al Teatro Diana il prossimo 18 maggio, nasce, con molta probabilità proprio da una riflessione secondaria, da un momento di ricerca sfociato con la necessità di creare una connessione tra due diversi percorsi. Un approccio completamente nuovo che fornisce però elementi riscontrabili anche altrove. Lo spettacolo è in programma lunedì 18 maggio alle ore 19:30 presso il Teatro Diana, nell’ambito del Maggio dei Monumenti.
L’evento, presentato da “Il Pozzo e il Pendolo” vedrà in scena, accanto a Maurizio De Giovanni, Mariarita Carfora, Giacinto Piracci, Zac Alderman e Marco Zurzolo. Adattamento e scrittura scenica di Annamaria Russo.
Le canzoni
L’elemento principale, quello nuovo, è senz’altro caratterizzato dalla presenza musicali, dalle canzoni che saranno in realtà le vere protagoniste dello spettacolo. Un accostamento forte alla drammaturgia già esistente, un colore aggiunto per rendere ancora più concrete, le storie, i volti, i paesaggi e tutto ciò che si potrebbe raccontare di specifiche vicende.
La musica come tramite, per evocare ricordi, creare nuovi spazi scenici, dare il via a riflessioni che altrimenti potrebbero apparire meno potenti. L’elemento complementare, insomma, come si diceva, nasce dalla necessità di arricchire, per quanto possibile il già prodotto, il già descritto. La musica germoglia sulle parole rendendole più autentiche, più sentite.
Il fine dietro l’idea
In che modo l’autore avrebbe potuto riproporre uno dei suoi personaggi, magari arricchendolo di un qualcosa che calzasse poco con il fine stesso? Considerare una riproposizione del Commissario Ricciardi, andando a considerare la stessa potenza letteraria del personaggio, la conoscenza del pubblico ha di se, non sarebbe stata certo cosa semplice.
Riproporre e basta, avrebbe significato forse svuotare quei tratti che invece avrebbero avuto bisogno di vibrare ancora una volta. La musica, in questo caso, rappresenta il ponte ideale, il tocco in più capace di trasmettere ancora più potenza, forse, a quanto già noto. L’ambito letterario che incontra quello musicale per dar vita ad una esperienza sensoriale assolutamente fuori dal comune. In questo Maurizio De Giovanni, ha trovato l’equilibrio per la sua nuova idea.
Niente di banale, niente di immaginabile, soltanto la necessità di aggiungere dell’altro, fare in modo che lo spettatore si immerga con la stessa voglia con la quale ha “azzannato” il romanzo, in questo nuovo percorso, in questo nuovo viaggio, fatto di sensazioni, emozioni, riflessioni. Al Teatro Diana di Napoli, il prossimo 18 maggio andrà in scena un percorso tutto nuovo, tra l’onirico e la preesistente realtà.


