Mastella De Luca
Mastella e De Luca

17 Novembre 2025

Angela Capasso

Mastella accusa De Luca: «Quando sente il nome di Fico vede rosso». Fratture nel centrosinistra a dieci giorni dal voto

L’affondo del sindaco di Benevento: “Il governatore non tollera la mia amicizia con Fico”

A dieci giorni dal voto per le Regionali in Campania, il centrosinistra continua a muoversi in un clima di tensioni interne che attraversa partiti, leadership e territori. L’ultimo fronte si apre con le parole di Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi di Centro, che nel corso di un’intervista a Il Tempo ha attaccato frontalmente il presidente uscente Vincenzo De Luca, accusandolo di avere sviluppato un’avversione personale nei confronti di Roberto Fico, candidato governatore per la coalizione progressista.

«Vincenzo De Luca ce l’ha con Clemente Mastella innanzitutto per il fatto che non ha mai accettato la subalternità politica — afferma il sindaco — ma, in questo particolare frangente, è più adirato per il rapporto amichevole e politico che il sottoscritto ha con Roberto Fico». Il passaggio più forte arriva subito dopo: «Il governatore uscente quando sente questo nome vede rosso proprio come il classico toro nella corrida».

Una dichiarazione che non lascia margini interpretativi e che colloca la frattura politica tra Mastella e De Luca al centro della fase finale della campagna elettorale, proprio mentre il centrosinistra prova a consolidare il consenso intorno al candidato unitario.

Fico e Mastella
Fico e Mastella

Dal patto politico alla rottura: “Si è arrabbiato quando ho difeso Fico”

Il sindaco di Benevento ripercorre le tappe della rottura. Fino a pochi mesi fa, ricorda, De Luca considerava Noi di Centro un alleato prezioso, determinante per la vittoria nella scorsa competizione regionale. Poi lo strappo.

«Il rapporto tra me e De Luca si è rotto quando ha cominciato a parlare male, senza ragione, di Roberto Fico. Mi sono arrabbiato. Gli ho detto: perché vi adirate se l’avete scelto voi?».
Mastella sostiene di aver tentato più volte di fermare la deriva conflittuale, avvertendo il presidente uscente del rischio di un autogol politico davanti agli elettori. «Ho provato a fargli capire, in tutti i modi possibili, che non aveva senso sparare a zero contro l’ex presidente della Camera. Lo facevo perché dopo sarebbe emerso il controsenso e i cittadini avrebbero avuto difficoltà a sostenerlo».

Il tentativo, racconta, è stato vano: «Nonostante ciò, il presidente della Regione non solo non mi ha dato ascolto, ma se l’è presa con me».

Per Mastella non è una sorpresa: «Chi lo conosce bene sa che diventa feroce e aggressivo quando qualcuno dice quello che non gli conviene». Una stilettata che riapre un copione storico: quello delle tensioni tra il governatore e gli alleati considerati non allineati.

Coalizioni sotto stress: “Se si divide il gruppo si rischia di perdere”

Mastella affronta poi il nodo cruciale: la tenuta della coalizione. «Se si divide il gruppo è normale che si rischia di perdere. Vale a destra come a sinistra».
Per il sindaco di Benevento, attaccare l’alleato è controproducente: «Quando la Dc andava insieme ad altre sigle, non diceva di non votarle. Lo stesso Pd, nonostante la sua eterogeneità, quando è stato il momento di andare alle urne si è sempre compattato».

Il riferimento è diretto: secondo Mastella, De Luca non starebbe remando nella stessa direzione. «Se perdo io, perde il centro e, dunque, perdono tutti». Il messaggio è inequivocabile: senza i voti moderati e centristi, il centrosinistra rischia di non essere competitivo.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Il timore del voto disgiunto e la frase che alimenta il sospetto

Una delle dichiarazioni più delicate è quella che riguarda il possibile voto disgiunto. Mastella non accusa apertamente De Luca, ma lascia spazio a dubbi significativi. «Non voglio credere nel disgiunto, ma se uno dice ‘votate tutti meno che Mastella’, nei fatti afferma ‘sostenete Cirielli’».

La frase è esplosiva perché suggerisce che, criticando Noi di Centro, il governatore uscente possa favorire indirettamente il candidato del centrodestra. Una dinamica che, se alimentata, rischia di infliggere danni profondi alla coalizione progressista, proprio nella battaglia più complessa: quella per trattenere i consensi di un elettorato variegato.

Il ruolo dei moderati e l’appello al riformismo: “Prodi ha ragione”

Mastella si inserisce poi nel dibattito nazionale aperto dalle parole di Romano Prodi, che ha invitato la segretaria Elly Schlein a recuperare una linea riformista capace di parlare ai moderati.
«Ho visto Ernesto Maria Ruffini e altri che si stanno muovendo perché hanno capito che se non si va in tale direzione si perderà ovunque. Se i moderati non troveranno questa offerta politica, voteranno altrove o si asterranno».

Il sindaco cita anche il caso delle elezioni americane a New York: «Ha fatto bene Prodi quando ha ricordato che i democratici hanno sempre vinto non grazie al voto degli estremi. Quanto accaduto a New York è un qualcosa di straordinario. Ma ricordo a tutti che la Grande Mela non è Ceppaloni, la Campania o l’Italia».

L’affondo è chiaro: senza un baricentro politico stabile, il centrosinistra rischia di perdere quella parte di elettorato decisiva per ogni competizione elettorale.

Fico legittimazione Campania caivano fallimento destra
Roberto Fico

“Se vince Fico dovrà rappresentare tutti. Io sarò garante”

A chi gli chiede se Fico dovrà adattarsi ai democristiani in caso di vittoria, Mastella risponde con un’apertura: «Dovrà rappresentare tutti e farò da garante in tal senso. Non esiste solo Palazzo Santa Lucia».

Poi una critica diretta a De Luca: «Mi arrabbio se un ex presidente di Regione non dice grazie a me e a tutti quei sindaci che ci mettono la faccia per il centrosinistra».

Il sindaco di Benevento ribadisce un punto fermo: i moderati sono indispensabili per vincere e governare, e devono essere riconosciuti come parte integrante della coalizione.

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