Manfredi commissario Bagnoli
Gaetano Manfredi
📍 Bagnoli

13 Gennaio 2026

Angela Capasso

Bagnoli, Report “smonta” il sindaco Gaetano Manfredi per la mancata vigilanza sulle bonifiche

Riqualificazione di Bagnoli: Manfredi, Commissario straordinario, sotto accusa per la mancata vigilanza sulle bonifiche. Scoppia la polemica

Il servizio di Report, andato in onda domenica 11 gennaio e firmato da Luca Chianca, ha riacceso i riflettori su una delle questioni più complesse e irrisolte di Napoli: la bonifica di Bagnoli. Un’inchiesta che non introduce nuovi elementi giudiziari. Tuttavia, ricostruisce passaggi amministrativi e scelte politiche, riportando al centro dell’attenzione pubblica il tema delle responsabilità istituzionali.

Al centro del racconto c’è Gaetano Manfredi, chiamato a rispondere non solo come sindaco, ma anche come commissario straordinario per la riqualificazione dell’area di Bagnoli. Questo ruolo attribuisce poteri e funzioni rafforzate proprio in materia di coordinamento e vigilanza.

Il commissariamento e i compiti di indirizzo

Il commissariamento di Bagnoli nasce con l’obiettivo di superare anni di stallo e frammentazione decisionale. Al commissario spetta il compito di accelerare i processi, coordinare i soggetti coinvolti e garantire che le operazioni di bonifica e rigenerazione procedano nel rispetto dell’interesse pubblico.

È in questo quadro che le risposte fornite da Manfredi durante l’intervista assumono un peso specifico maggiore. Il sindaco ha più volte richiamato la correttezza formale delle procedure. Ha sottolineato come le gare e gli affidamenti rientrino in percorsi regolati dalla normativa sugli appalti pubblici. Una posizione tecnicamente ineccepibile, ma nel servizio viene messa a confronto con il ruolo di indirizzo e controllo che il commissariamento comporta.

Gaetano Manfredi
Gaetano Manfredi

Il caso Cementir e la bonifica pubblica

Uno dei passaggi centrali dell’inchiesta riguarda l’ex area Cementir, storicamente riconducibile al gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. Report ricostruisce la fase in cui l’amministrazione guidata da Luigi de Magistris aveva impostato la questione sulla base del principio “chi inquina paga”. Questo ha portato a un contenzioso giudiziario sfavorevole al gruppo industriale.

Successivamente, con il passaggio delle aree al Comune e l’avvio di una procedura di bonifica pubblica, l’intervento viene inserito in un piano affidato a Invitalia. Tra le imprese aggiudicatarie compare anche Vianini Lavori, circostanza che, pur in assenza di irregolarità formali, ha sollevato interrogativi sul piano politico e dell’opportunità.

La vigilanza come funzione commissariale

Nel servizio emerge un nodo preciso: il confine tra legittimità amministrativa e responsabilità politica. Report evidenzia come il commissario non sia chiamato a intervenire nelle singole gare. Tuttavia, ha una funzione di vigilanza e di indirizzo complessivo sul processo di bonifica.

In questo senso, l’assenza di una presa di posizione pubblica sul cambio di impostazione – dal principio “chi inquina paga” a un intervento finanziato con risorse pubbliche – diventa uno degli elementi centrali del racconto televisivo. Non un’accusa di illegittimità, ma una questione di trasparenza e di comunicazione istituzionale.

Il progetto per la riqualificazione di Bagnoli
Il progetto per la riqualificazione di Bagnoli

Litorale, sicurezza e percezione dei cittadini

Tra le immagini più significative del servizio, quelle del litorale di Bagnoli frequentato da bagnanti, a fronte delle dichiarazioni del sindaco secondo cui l’area sarebbe interdetta e non utilizzata. Un contrasto che Report utilizza per evidenziare la distanza tra il quadro normativo e la realtà quotidiana. Questo solleva il tema della sicurezza e dell’informazione ai cittadini.

Coroglio e i progetti di rilancio

L’inchiesta affronta anche il futuro del borgo di Coroglio, intrecciando il tema della bonifica con i grandi progetti di rigenerazione urbana, tra cui quelli legati all’America’s Cup. La mancata rimozione della colmata e l’incertezza sulle tempistiche alimentano timori tra i residenti. Essi temono ricadute sociali e abitative legate alle trasformazioni previste.

Un nodo ancora aperto

Il servizio di Report non individua responsabilità penali né violazioni amministrative. Tuttavia, mette in evidenza un tema politico: il peso del ruolo commissariale e la necessità di una vigilanza percepita come attiva e riconoscibile da parte delle istituzioni.

La questione che resta aperta riguarda il rapporto tra correttezza delle procedure e fiducia pubblica. In un’area simbolo come Bagnoli, il commissariamento era stato pensato proprio per rafforzare questo equilibrio. È su questo terreno che il dibattito, riacceso dall’inchiesta televisiva, continua a svilupparsi.

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