La Corte dei Conti certifica che la Regione Campania ha investito oltre 70 milioni per smaltire le liste di attesa accumulate negli anni. Migliorano i tempi di erogazione delle prestazioni, ma persistono lacune nella sanità pubblica campana. Intanto, la Regione avvia la rendicontazione fondi agli ospedali e tensioni tra De Luca e Fico.
La sanità in Campania affronta sfide croniche con liste di attesa record, ma la Corte dei Conti riconosce progressi significativi. Nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali, emerge che la Regione Campania ha speso più di 70 milioni di euro per ridurre le liste di attesa formate tra il 2020 e il 2021. Questo impegno ha portato a un complessivo smaltimento delle liste d’attesa e a un miglioramento dei tempi di erogazione delle prestazioni, eliminando molte richieste non più necessarie accumulate negli anni.
Sforzi della Regione Campania contro le liste di attesa
La Corte dei Conti evidenzia i numerosi sforzi della Regione Campania nella sanità pubblica. Nel 2023, la regione ha ottenuto un punteggio di adempienza per l’area distrettuale, confermando quelli per prevenzione e ospedaliera. La spesa pro capite lorda mensile si attesta a 13,8 euro contro i 16,3 euro medi nazionali, mentre il ticket medio in Campania è di 3,3 euro rispetto ai 2,1 euro del resto del Paese. Nonostante questi dati, la sanità campana resta tra le più disorganizzate, ma registra un’importante crescita che potrebbe portare miglioramenti futuri.
Le liste di attesa in Campania rappresentano un’agonia certificata, con code lunghissime per visite ed esami. La Corte dei Conti nota un impegno straordinario per superare le criticità post-pandemia, ma le disuguaglianze territoriali persistono. Ogni anno, migliaia di pazienti campani migrano verso Nord, come Lombardia e Veneto, costando oltre 280 milioni di euro alle casse regionali a causa di liste di attesa prolungate e carenze di personale.
Rendicontazione fondi sanitari: ospedali sotto esame
Secondo quanto riportato da Fanpage.it, la Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania ha avviato la rendicontazione sull’uso dei fondi del Sistema Sanitario Regionale. Entro fine mese, gli ospedali dovranno dettagliarne la spesa della quota del Fondo Sanitario Nazionale (Fsn). La lettera è partita per l’Ospedale Cardarelli di Napoli e arriverà ad altre strutture, coordinata dal direttore generale Antonio Postiglione. I dossier confluiranno al governatore Roberto Fico, che detiene ad interim la delega alla sanità.
L’obiettivo è verificare risorse disponibili o progetti già impegnati per accelerare interventi. Fico attende l’approvazione del bilancio in Consiglio regionale, essenziale per potenziare la sanità ospedaliera. Questa mossa risponde alle pressioni su liste di attesa e efficienza del Sistema Sanitario Regionale, con focus su ospedali come il Cardarelli.

Questione rianimazione al Cardarelli e fondi Pnrr
Al Ospedale Cardarelli, una nota della dirigente Anna Maria Ferriero del Settore Assistenza Ospedaliera avvertiva di una possibile riduzione temporanea della capacità ricettiva della Rianimazione dal 5 gennaio 2026. L’azienda ha replicato che i lavori non si sono fermati, anche se non ancora avviati. Trattandosi di fondi Pnrr, devono partire per evitare la perdita delle risorse, prioritarie per la sanità ospedaliera in Campania.
La sanità territoriale e la telemedicina sono temi di massima priorità per Palazzo Santa Lucia. La rendicontazione mira a ottimizzare l’uso dei fondi per ridurre liste di attesa e migliorare servizi, inclusa la rianimazione al Cardarelli.
Tensioni politiche: De Luca provoca Fico sugli ospedali
L’ex governatore Vincenzo De Luca continua a stuzzicare Roberto Fico: annuncia visite negli ospedali di Napoli per ringraziare medici e infermieri, attribuendo loro i meriti del lavoro svolto in passato. De Luca intende verificare la situazione, segnalando problemi come tentativi di “penetrazione di forze esterne” e presunte liste d’attesa imposte per incontri con primari. Queste dichiarazioni alimentano il dibattito sulla sanità pubblica campana.
Nel frattempo, per Agenas, le Regioni propongono Jonathan Pratschke, docente di Sociologia Economica alla Federico II, senza successo nella nomina. La Regione Campania resta al centro di discussioni su liste di attesa, investimenti e governance sanitaria.

Miglioramenti e divari nella sanità campana
Nonostante i 70 milioni spesi, i risultati su liste di attesa sono deludenti secondo alcune analisi, con code diffuse aggravate da carenze strutturali. La Corte dei Conti riconosce sforzi, ma il divario Nord-Sud persiste: la Campania investe meno pro capite, con ticket più alti. Tuttavia, dati recenti mostrano smaltimento liste d’attesa e adempienze in aree chiave.
La sanità in Campania punta su monitoraggio e piattaforme come Sinfonia per prime visite e diagnostica. L’impegno continua per colmare lacune, con la rendicontazione che potrebbe sbloccare ulteriori risorse contro le liste di attesa record.
La traiettoria positiva, certificata dalla Corte dei Conti, suggerisce potenziale per una sanità pubblica più efficiente. La Regione Campania deve accelerare su ospedali, rianimazione e fondi Pnrr per superare l’agonia delle liste di attesa e ridurre la mobilità passiva.


