I Faraglioni di Capri nel Golfo di Napoli, con imbarcazioni turistiche che navigano
I Faraglioni di Capri, simbolo del Golfo di Napoli

28 Gennaio 2026

Alessandra Castronovo

Il Senato approva l’Area Marina Protetta di Capri, ora passa alla Camera

Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge per l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Capri. Il provvedimento, atteso da anni, ora passa alla Camera e prevede risorse dedicate per la tutela dell’ecosistema marino.

Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge che istituisce l’Area Marina Protetta attorno all’isola di Capri, un provvedimento atteso da anni che ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva. Una svolta significativa per la tutela della biodiversità nel Golfo di Napoli.

Il testo, licenziato il 27 gennaio, separa Capri dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella e inserisce l’isola tra le 52 riserve marine nazionali. Il Ministero dell’Ambiente avvierà entro sei mesi l’istruttoria tecnica, con uno stanziamento di 500mila euro annui per il triennio 2025-2027 e 400mila euro annui per la gestione ordinaria.

Il provvedimento premia il contributo scientifico di realtà campane come l’Università Federico II, la Stazione Zoologica Anton Dohrn e il Cnr. La senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, prima firmataria, ha definito Capri “un gioiello italiano di storia e natura”.

Con l’istituzione dell’Area Marina Protetta, entro l’estate 2026 entreranno in vigore nuove regole: stop alle barche a motore nell’area dei Faraglioni, divieto di pesca subacquea e controlli rafforzati per contrastare l’overtourism e tutelare l’ecosistema marino.

Approvazione unanime del Senato e prossimi passi

La legge per l’Area Marina Protetta di Capri ha ricevuto il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, con convergenza trasversale sulla tutela dell’ecosistema marino. Il testo affida al Ministero dell’Ambiente l’istruttoria tecnica entro sei mesi dall’entrata in vigore, per definire perimetro, livelli di tutela e modalità di fruizione.

Risorse finanziarie per l’implementazione

Il provvedimento prevede risorse dedicate significative per garantire l’efficacia della protezione marina. Sono stati stanziati 500 mila euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027 destinati agli interventi necessari per l’avvio dell’Area Marina Protetta, a cui si aggiungono 400 mila euro annui a partire dal 2025 per la gestione ordinaria. Successivamente, a decorrere dal 2027, sono previsti 300 mila euro annui per le esigenze di funzionamento dell’area.

Funzioni di controllo e monitoraggio ambientale

I fondi stanziati dovranno sostenere attività fondamentali di controllomonitoraggio ambientaletutela della biodiversità e regolamentazione delle attività consentite, dalla navigazione al turismo. La gestione dell’Area Marina Protetta comporta infatti la necessità di bilanciare la protezione dell’ecosistema con la fruizione sostenibile delle risorse marine, considerando l’elevato flusso turistico che caratterizza l’isola di Capri.

I Faraglioni di Capri, simbolo del Golfo di Napoli

Capri separata da Punta Campanella

Un aspetto rilevante del disegno di legge riguarda la differenziazione tra l’Area Marina Protetta di Capri e quella di Punta Campanella. Precedentemente, le due zone erano comprese in un’unica area di reperimento denominata Penisola della Campanella-Isola di Capri. La nuova normativa le distingue in due aree marine protette separate, consentendo una gestione più specifica e mirata alle caratteristiche particolari di ciascuna zona.

La Campania rafforza la rete di protezione marina

Con l’istituzione dell’Amp di Capri, la Campania sale a sette aree marine protette, rafforzando la rete di zone sottoposte a salvaguardia lungo le sue coste. Questo risultato rappresenta un significativo passo avanti nel panorama della protezione ambientale regionale, consolidando l’impegno verso la conservazione degli ambienti marini più preziosi.

Equilibrio tra conservazione e sviluppo sostenibile

Il provvedimento punta a coniugare protezione ambientale e valorizzazione sostenibile di un patrimonio naturale che rappresenta non solo un simbolo paesaggistico di rilevanza internazionale, ma anche una risorsa economica legata al turismo e al mare. L’Area Marina Protetta di Capri dovrà quindi garantire la tutela dell’ecosistema fragile, minacciato dalla pressione turistica e dai cambiamenti climatici, mantenendo al contempo la possibilità di fruizione consapevole e responsabile delle bellezze naturali dell’isola.

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