America Cup Napoli 2027
📍 Napoli

23 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

America’s Cup 2027 a Napoli, rivoluzione storica: cinque team in gara e nuove regole globali

America’s Cup 2027 a Napoli segna una svolta storica: cinque team, nuova governance, budget cap e obbligo di donne a bordo degli AC75

L’America’s Cup Napoli 2027 prende forma e lo fa con una svolta senza precedenti nella storia della vela mondiale. Cinque team hanno sottoscritto un’alleanza destinata a cambiare radicalmente il volto della Coppa: Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa, Alinghi e K-Challenge. Una scelta che proietta Napoli al centro delle decisioni strategiche dell’evento sportivo più antico del mondo, non più semplice cornice ma vero snodo del futuro della competizione.

Cinque team per una Coppa più competitiva

Napoli “cala il pokerissimo”. Gli sfidanti ufficiali al Defender Team New Zealand saranno quattro:
gli inglesi di Athena Racing, Challenger of Record; Luna Rossa, che rappresenterà l’Italia e il Circolo del Remo e della Vela; i francesi di K-Challenge; e il ritorno clamoroso degli svizzeri di Alinghi, guidati da Ernesto Bertarelli.

Resta aperta anche la possibile candidatura americana di Riptide Racing, che avrà tempo fino al 31 gennaio 2026 per trovare un finanziatore da almeno 50 milioni di dollari.

America's Cup
America’s Cup

La nuova governance: fine del modello “chi vince decide”

La vera rivoluzione riguarda il modello organizzativo. I cinque team hanno concordato una governance condivisa, superando la storica logica che affidava al Defender il controllo totale su regole, sede e calendario.
L’America’s Cup sarà organizzata da un ente terzo, sul modello della Formula 1, con una struttura stabile capace di attrarre sponsor, investitori e broadcaster internazionali.

Coppa biennale e condivisione dei ricavi

Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione di una Coppa biennale, con una calendarizzazione regolare che punta a valorizzare i diritti televisivi, spesso penalizzati dall’irregolarità delle edizioni passate.
Altro punto chiave è la condivisione dei ricavi: al termine dell’evento, gli eventuali profitti verranno distribuiti tra i team partecipanti, rompendo il monopolio economico del Defender. È previsto anche un tetto di spesa fissato a 75 milioni di dollari per squadra, per contenere i costi e rendere la competizione più equilibrata.

Donne a bordo e inclusione

L’America’s Cup guarda al futuro anche sul piano sociale. Alla 38ª edizione sarà obbligatoria la presenza di almeno una donna a bordo degli AC75, le imbarcazioni che si contenderanno il trofeo. Confermato inoltre il rafforzamento dei percorsi dedicati a Women’s America’s Cup e Youth America’s Cup, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alle nuove generazioni.

Napoli centro decisionale della Coppa

Le prossime tappe sono già fissate. Il 21 gennaio, proprio a Napoli, i cinque team annunceranno nuovi dettagli sulla governance. A giugno inizieranno le prime regate degli AC40, mentre a luglio il Golfo di Napoli ospiterà la prima sfida preliminare.
Tra Bagnoli e il lungomare, la città diventa uno dei poli decisionali dell’America’s Cup globale, con la concreta possibilità di candidarsi anche per le edizioni successive al 2027.

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