Giunta regionale Campania: Enzo Cuomo verso l’assessorato, ma il nodo statuto rallenta le scelte di Fico
La costruzione della nuova giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico procede a rilento, stretta tra nodi giuridici, equilibri politici e tensioni interne ai partiti. Al centro del confronto c’è il caso di Enzo Cuomo, sindaco di Portici e figura di peso del Partito Democratico in provincia di Napoli, la cui possibile nomina ad assessore regionale solleva interrogativi complessi legati allo statuto e alla legge elettorale regionale. Un’incertezza che rischia di rinviare ulteriormente la definizione dell’esecutivo.
Il profilo di Enzo Cuomo e il peso politico nel Pd
Sessantuno anni, più volte parlamentare e sindaco per la quarta volta di Portici, Enzo Cuomo rappresenta uno dei riferimenti storici del Pd campano. Il partito lo vorrebbe fortemente nella squadra di governo regionale, ma la sua candidatura si scontra con una serie di ostacoli che vanno oltre i tradizionali equilibri politici. Alle tensioni con il Movimento Cinque Stelle locale si aggiunge infatti una questione di stretta interpretazione normativa che ha acceso il dibattito anche ai vertici nazionali del partito.
Statuto regionale e requisiti di eleggibilità
Il nodo centrale riguarda l’applicazione dell’articolo 50 dello Statuto della Regione Campania, che estende agli assessori esterni le stesse regole di eleggibilità e compatibilità previste per i consiglieri regionali. In sostanza, ciò che impedisce l’elezione a consigliere vale anche come limite alla nomina assessorile. Una previsione che rende decisivo il momento in cui Cuomo dovrebbe eventualmente lasciare la carica di sindaco per poter accedere all’esecutivo regionale.
Ineleggibilità e incompatibilità: una distinzione decisiva
Sul piano giuridico la distinzione è sottile ma cruciale. L’incompatibilità tra il ruolo di sindaco e quello di assessore regionale è una condizione sanabile, che comporta l’obbligo di scegliere una delle due cariche dopo la nomina. Diverso è il caso dell’ineleggibilità, che rappresenta un ostacolo preventivo all’accesso alla funzione. Secondo una parte delle interpretazioni, Cuomo dovrebbe dimettersi da sindaco prima della nomina per evitare il rischio di incorrere in una causa di ineleggibilità.

La legge elettorale campana sotto esame
Il quadro si complica ulteriormente per effetto della legge elettorale regionale, che impone ai sindaci che intendono candidarsi al Consiglio regionale di dimettersi sessanta giorni prima del voto. Una norma contestata dal governo nazionale, che ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale. L’udienza è fissata per l’11 febbraio 2026, lasciando aperta l’incognita sulla tenuta della disposizione. Tuttavia, secondo diversi interpreti, questa regola sarebbe riferita esclusivamente alla competizione elettorale e non alle nomine assessorili.
Fico tra tempi politici e scelte istituzionali
In attesa che il quadro si chiarisca, Roberto Fico prende tempo. Il primo Consiglio regionale è convocato per il 29 dicembre, ma l’ipotesi di presentare la giunta prima di Natale appare sempre più lontana. A pesare sono anche le dinamiche interne al Pd, a partire dal congresso provinciale, considerato un passaggio chiave per sbloccare gli equilibri complessivi.
Le prime nomine di staff
Nel frattempo, il presidente della Regione ha avviato la costruzione della propria struttura di supporto. Francesco Comparone è stato nominato capo di Gabinetto: classe 1972, con una lunga esperienza tra Camera dei Deputati e Ministero della Giustizia, rappresenta una figura di fiducia destinata a svolgere un ruolo centrale nella macchina regionale. Fico ha sottolineato come il suo contributo sarà determinante per affrontare le sfide dei prossimi anni.

De Vita verso la guida della segreteria
Alla guida della segreteria del presidente dovrebbe arrivare Laura De Vita, già in servizio al Comune di Napoli e con un passato di collaborazione con Fico sia alla Vigilanza Rai sia alla Presidenza della Camera. Una nomina che rafforza il legame politico e fiduciario del nuovo governatore con il Movimento Cinque Stelle e con una rete di collaboratori già collaudata a livello nazionale.
Le partite aperte in Consiglio regionale
Parallelamente si gioca la partita delle presidenze in Consiglio regionale e nelle commissioni. Per la presidenza dell’assemblea sono in campo Massimiliano Manfredi e Maurizio Petracca, entrambi del Pd, mentre la distribuzione delle commissioni riflette i nuovi rapporti di forza tra i partiti della maggioranza. Il Movimento Cinque Stelle punta a ruoli di peso, in particolare sulle politiche sociali, mentre le altre forze di centrosinistra trattano su presidenze e vicepresidenze.
Il centrodestra all’opposizione
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia affida la guida del gruppo consiliare a Gennaro Sangiuliano, mentre Edmondo Cirielli assume il ruolo di capo dell’opposizione almeno nella fase iniziale della legislatura. Un assetto che completa il quadro di una consiliatura destinata a confronti duri, soprattutto su temi istituzionali e di governo regionale.
Una giunta ancora in bilico
Il caso Cuomo diventa così il simbolo delle difficoltà di avvio della nuova stagione politica campana. Tra vincoli normativi, ricorsi pendenti e equilibri di partito, la giunta di Roberto Fico resta un cantiere aperto. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il presidente riuscirà a sciogliere i nodi e presentare una squadra capace di reggere la complessità politica e istituzionale della Regione Campania.


