Futuro Nazionale, i comitati casertani chiedono direttamente a Vannacci guida provinciale scelta dal territori, tra chi ha sempre operato sul posto e nella provincia di Caserta
Il movimento Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, continua il suo percorso di radicamento sul territorio italiano. A Caserta arriva una richiesta precisa dai comitati locali. La futura guida provinciale dovrà nascere dall’esperienza maturata sul campo. Sono 14 i comitati casertani che hanno inviato una lettera ai vertici nazionali e regionali del movimento. La richiesta è quella di individuare criteri chiari nella scelta del prossimo Segretario Provinciale. L’obiettivo è quello di valorizzare chi, nei mesi scorsi, ha contribuito alla crescita della struttura politica attraverso iniziative, presenza sul territorio e attività di coinvolgimento dei cittadini.
La lettera ai vertici del movimento e il ruolo della militanza
A rivolgersi al presidente Vannacci, al coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, al responsabile Sud Italia Rossano Sasso, al coordinatore regionale della Campania Catello Di Capua e agli altri rappresentanti dell’assemblea nazionale sono stati i comitati Caserta 202, Aversa 766, Lusciano 469 e Santa Maria Capua Vetere 787. Ancora ci sono, Villa Literno 242, Teverola 188, San Prisco 1346, Maddaloni 619, Aversa 525, Maddaloni 272, Mondragone 080 e Capua 618.
Infine, Castel Volturno (Scalzone), Santa Maria Capua Vetere 625. Nella missiva viene ribadita la necessità di costruire “una comunità politica fondata sulla militanza, sul merito e sul rispetto del territorio”. “La politica, quando è autentica, nasce dal basso. Nasce nelle piazze, tra la gente, nei sacrifici quotidiani di uomini e donne che dedicano tempo, energie e passione ad un ideale, senza chiedere nulla in cambio se non il diritto di contribuire alla crescita della propria comunità politica”.
Gazebo, incontri e iniziative: il lavoro svolto dai territori
I comitati rivendicano il percorso compiuto dalla nascita del movimento. Hanno inoltre sottolineato il lavoro svolto attraverso attività pubbliche e momenti di confronto con i cittadini. “In questi mesi sono stati organizzati gazebo, iniziative pubbliche, flash mob, incontri con i cittadini, campagne di tesseramento e momenti di confronto politico che hanno consentito di far nascere il consenso e di consolidare la presenza del movimento in tutta la provincia”. Secondo i referenti casertani, in Campania, la crescita del movimento sarebbe stata possibile grazie all’impegno quotidiano dei militanti. Questo non avverrebbe, inoltre, attraverso accordi personali o appartenenze interne.
Il nodo della nomina provinciale e la richiesta di trasparenza
Al centro della discussione c’è ora la futura organizzazione provinciale. I comitati chiedono che la scelta del Segretario Provinciale avvenga sulla base di criteri meritocratici e legati alla capacità dimostrata sul territorio. “Nelle scorse settimane sono stati eletti quattro rappresentanti della Regione Campania all’Assemblea nazionale. È opportuno precisare che tale elezione non rappresenta l’espressione delle singole province, né costituisce un’indicazione sulle future responsabilità organizzative provinciali”.
La richiesta è quindi quella di evitare decisioni percepite come esterne rispetto al percorso costruito localmente. La posizione dei comitati viene espressa in modo netto. La nuova classe dirigente, infatti, dovrà essere espressione di chi ha lavorato concretamente per il movimento. “La nostra richiesta è semplice e profondamente politica. Riteniamo che il futuro Segretario Provinciale della provincia di Caserta debba essere individuato tra coloro che, in questi mesi, hanno costruito il partito sul territorio, guidando i comitati, organizzando iniziative, raccogliendo adesioni e dimostrando concretamente capacità organizzativa e spirito di servizio”.
E ancora: “Non ci aspetteremo decisioni calate dall’alto. Non ci aspetteremo logiche di spartizione o rimpasti costruiti esclusivamente per soddisfare equilibri interni. Non accetteremo il riciclo di figure che non rappresentano il percorso di crescita compiuto dalla nostra provincia. La politica deve premiare il merito, la presenza e il lavoro svolto”.
Il futuro del movimento
I comitati concludono, inoltre, ribadendo la volontà di continuare il proprio impegno. Chiedono, infine, che il contributo della base venga riconosciuto. “Siamo convinti che un partito forte sia quello capace di ascoltare la propria base e valorizzare chi ogni giorno opera tra la gente“. Il riferimento finale è alle parole attribuite a Vannacci: “abbiamo bisogno di soldati, di generale ne basta uno”. Un messaggio che i comitati interpretano come il riconoscimento del valore della militanza.


