Rosario Andreozzi
Rosario Andreozzi
📍 Salerno

7 Luglio 2026

Martina Sarracino

Salerno, scoppia la polemica sull’iniziativa nel Salone dei Marmi: Andreozzi (AVS) attacca: “I neofascisti nel palazzo del Comune, gravità inaudita”

Si accende la polemica politica a Salerno dopo la presentazione di un libro nel Salone dei Marmi: Andreozzi attacca il Comune e richiama il valore della memoria antifascista

La presentazione del libro “E me ne vanto. Storia di Favella”, scritto da Tony Fabrizio e pubblicato da Altaforte Edizioni, ha acceso un forte dibattito politico a Salerno. L’iniziativa, prevista nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città, ha provocato la reazione del consigliere regionale campano di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi. Quest’ultimo ha definito la scelta del Comune un episodio di particolare gravità.

Secondo Andreozzi, il luogo scelto per l’evento assume un valore simbolico importante, considerando la storia istituzionale del palazzo municipale. Il consigliere regionale ha infatti contestato la presenza di un’iniziativa legata a una casa editrice considerata vicina al movimento CasaPound Italia. Una realtà politica spesso al centro di discussioni e polemiche per i suoi riferimenti alla tradizione neofascista.

L’attacco di Andreozzi e il riferimento ai neofascisti

Nel suo intervento, Rosario Andreozzi ha espresso una dura condanna nei confronti dell’iniziativa. “Oggi pomeriggio alle 16.30, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città a Salerno, si terrà la presentazione del libro ‘E me ne vanto. Storia di Favella’, scritto da Tony Fabrizio ed edito da Altaforte Edizioni, casa editrice vicina al movimento neofascista CasaPound Italia. È un fatto di una gravità inaudita che questa iniziativa trova ospitalità proprio nel Salone dei Marmi, all’interno della sede municipale che ha ospitato storicamente il primo Governo dell’Italia liberata”. Le parole del rappresentante di Avs richiamano il tema del rapporto tra istituzioni pubbliche e movimenti politici che fanno riferimento, secondo i suoi contestatori, a ideologie incompatibili con i principi costituzionali.

Il richiamo alla memoria storica e alla Costituzione

Andreozzi ha poi spostato il focus sul significato politico dell’evento. Ha quindi messo al centro il tema della memoria antifascista e del ruolo delle istituzioni democratiche. “De Luca sa che l’autore del libro sostiene che i saluti romani siano solo un rito impersonale. La storia ce lo ha insegnato e ancora oggi continua ad essere chiaro. I fascisti negano, mentono, ribaltano gli accadimenti pur di farsi strada, e ospitarli in un palazzo comunale è una scelta politica di cui De Luca deve dare conto”. Secondo il consigliere regionale, la questione non riguarderebbe soltanto l’organizzazione di un evento pubblico, ma il significato attribuito alla presenza di determinate realtà nello spazio istituzionale della città.

Nel suo intervento Andreozzi ha evidenziato come, a suo giudizio, la concessione di uno spazio comunale rappresenti una scelta con conseguenze politiche e culturali. “Quando un’amministrazione considera la presenza organizzata di un movimento che si richiama apertamente al fascismo come una delle tante espressioni del conflitto democratico, non sta semplicemente gestendo una questione di ordine pubblico. Sta attivamente ridefinendo i confini di ciò che è considerato legittimo nello spazio pubblico della città, dicendo implicitamente alla cittadinanza quali linguaggi d’odio possono tornare a circolare”.

Rosario Andreozzi, dal profilo ufficiale Facebook
Rosario Andreozzi, dal profilo ufficiale Facebook

Le domande rivolte al PD campano

Andreozzi ha inoltre criticato il silenzio del PD regionale sulla vicenda, chiedendo una presa di posizione pubblica. “Ribadiamo a gran voce che il fascismo non è una delle tante opinioni del confronto democratico: è la negazione stessa della democrazia. della Resistenza e della Costituzione Salerno è forse cambiata idea? Se così vorremmo esserne informati, anche perché, mentre a Salerno si spalancano le porte ai neofascisti, dai vertici del Partito Democratico campano tutto tace. Piero De Luca è d’accordo? Possibile che il segretario regionale del PD stia in silenzio dinanzi ad un episodio del genere? È un silenzio che fa rumore”. La polemica ora si concentra dunque sul ruolo delle forze politiche e sulla necessità, secondo Avs, di chiarire quale posizione assumere davanti a iniziative ospitate in luoghi istituzionali.

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