Fonderie Pisano Foto: Ansa
Fonderie Pisano Foto: Ansa

7 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Crisi Fonderie Pisano, sindacati e Regione Campania: un accordo decisivo per salvare lavoro e ambiente

L’incontro con gli assessori regionali ha definito un percorso condiviso per affrontare la crisi delle Fonderie Pisano, mantenendo la compatibilità ambientale e le garanzie occupazionali

Una riunione importante si è svolta oggi a Napoli, nella sede dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, per discutere della vertenza delle Fonderie Pisano. Alla presenza dei tre assessori competenti – Fulvio Bonavitacola (Attività produttive e Sviluppo economico), Angelica Saggese (Lavoro e Formazione) e Claudia Pecoraro (Ambiente) – è stato definito un “accordo di intenti” tra le organizzazioni sindacali e la Regione, finalizzato alla risoluzione della complessa crisi che coinvolge l’azienda.

La crisi delle Fonderie Pisano, situata a Salerno, ha messo in allarme i lavoratori e le istituzioni locali, poiché la possibile chiusura dello stabilimento minaccia non solo l’occupazione, ma anche l’equilibrio ambientale dell’area. Le Fonderie Pisano, infatti, sono da tempo al centro di polemiche riguardanti le emissioni industriali e il rispetto delle normative ambientali.

Unità di intenti per la risoluzione della crisi

Il comunicato diffuso dalla Cgil Campania, Cgil Salerno, Fiom Campania e Fiom Salerno sottolinea che l’incontro odierno ha permesso di delineare una strategia comune per risolvere la vertenza. “La riunione di oggi è stata importante, perché con i tre assessori competenti abbiamo definito un’unità di intenti rispetto ai percorsi da seguire”, ha dichiarato Raffaele Paudice (Cgil Campania), uno dei rappresentanti presenti all’incontro.

Il tema centrale emerso riguarda la difficile conciliazione tra la necessità di garantire la tutela ambientale e quella di preservare i posti di lavoro. Secondo quanto scritto nel comunicato, l’obiettivo condiviso è quello di trovare soluzioni che permettano di mantenere in vita l’industria, rispettando al contempo l’ambiente circostante.

L’idea di riuscire a tenere insieme le compatibilità ambientali con le garanzie occupazionali è un punto su cui tutti convergiamo”, ha aggiunto Massimiliano Guglielmi, segretario Fiom Campania. I sindacati hanno sollecitato l’imprenditore delle Fonderie Pisano a presentare un piano industriale chiaro e definito, con impegni precisi per la sostenibilità del sito e la tutela occupazionale.

Giunta Fico conflitto di interessi
Claudia Pecoraro

Il ruolo delle istituzioni e la prossima fase

Il passo successivo in questo processo sarà la convocazione di un nuovo tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), fissato per il prossimo 20 aprile. All’incontro parteciperanno tutte le parti coinvolte, incluse le rappresentanze sindacali e la Regione Campania, con l’obiettivo di discutere una soluzione definitiva alla crisi. I sindacati hanno sottolineato che, sebbene le decisioni della magistratura in corso siano importanti, non possono rappresentare la soluzione definitiva al problema.

Secondo quanto riportato nel comunicato, sarà fondamentale riuscire a mantenere una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti, dal governo regionale alle amministrazioni locali, per arrivare a una soluzione condivisa. “Bisognerà anche trovare il modo di relazionarsi correttamente con il territorio e far comprendere che non possiamo permetterci di perdere un’attività industriale di tale importanza, né lasciare i lavoratori senza occupazione”, ha affermato Luca Daniele (Cgil Salerno).

Un percorso di mediazione necessario

La vertenza Fonderie Pisano rappresenta un esempio emblematico di come le crisi aziendali non possano essere risolte solo con l’adeguamento alle normative ambientali o con la protezione dei posti di lavoro, ma richiedano un approccio integrato che tenga conto delle esigenze di tutte le parti coinvolte. Se da un lato è imprescindibile garantire un futuro ecologicamente sostenibile, dall’altro non si può ignorare il forte impatto sociale ed economico che la chiusura di un impianto industriale ha sul territorio e sui lavoratori.

La strada verso una risoluzione, quindi, passa dalla capacità di trovare un equilibrio che consenta sia la salvaguardia ambientale che il mantenimento dell’occupazione, elemento cruciale per la stabilità sociale ed economica di Salerno e della Campania in generale.

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