Fiume Sarno
Fiume Sarno
📍 Sarno

2 Giugno 2026

Martina Sarracino

Fiume Sarno, maxi piano da 6,6 milioni per dragaggio e sicurezza canali. “Stop a inquinanti attivi e severa repressione di sversamenti illeciti”

Oltre 6,6 milioni di euro per il dragaggio e la sicurezza idraulica del fiume Sarno

Nel bacino del fiume Sarno prende avvio un nuovo pacchetto di interventi strutturali e di monitoraggio ambientale che punta a rafforzare la sicurezza idraulica e ridurre il rischio di esondazioni. L’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del fiume Sarno ha annunciato l’attivazione di un’azione coordinata di controllo e la costituzione di un Tavolo Tecnico permanente dedicato alla gestione dei grandi interventi di rifunzionalizzazione dei canali. Il programma si inserisce nelle recenti delibere della Regione Campania, finanziate attraverso i fondi PR Campania FESR. C’è particolare attenzione al territorio di Angri, considerato un nodo critico del sistema idraulico.

Il piano finanziario e gli interventi sui canali

Il quadro economico prevede investimenti complessivi superiori ai 6,6 milioni di euro, distribuiti su diversi interventi strategici. Tra i principali, il canale Angri S. Tommaso beneficia di 6.000.000 di euro per il ripristino della funzionalità idraulica, con il Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno come soggetto attuatore. Il tratto Scafati-Angri vede l’avvio di un maxilotto da 5,4 milioni per il dragaggio dell’alveo in prossimità della confluenza con Via Fosso dei Bagni. Ulteriori risorse sono destinate all’alto corso del canale Angri- San Marzano sul Sarno, con 1,2 milioni di euro per la rimozione dei sedimenti. Infine, sul Rio Sguazzatorio si prevede la riattivazione dei protocolli di rimozione dei fanghi tossici. L’obiettivo principale è quello di contrastare l’effetto imbuto alluvionale entro l’autunno.

scarichi abusivi fiume Sarno

Le criticità ambientali

Il Tavolo Tecnico istituito dall’Ente Parco si concentrerà prevalentemente sulle criticità che rischiano di compromettere l’efficacia degli interventi. Tra queste, la presenza di sedimenti contaminati da metalli pesanti e idrocarburi, legati sia a sversamenti industriali storici sia alle attività dei settori conserviero e conciario. Rest, inoltre, il problema degli scarichi civili non conformi. Si parla, infatti, di allacci abusivi e reti fognarie incomplete che continuano a riversare liquami nei canali. A ciò si aggiunge l’accumulo di rifiuti solidi, macroplastiche e scarti agricoli, che contribuiscono alla formazione di tappi artificiali nei pressi dei ponti, aggravando il rischio idraulico.

La dichiarazione istituzionale

In una nota istituzionale si legge: “Il territorio di Angri rappresenta uno snodo idraulico cruciale e drammaticamente fragile dell’intero bacino. Con l’istituzione del Tavolo Tecnico, insieme alla Direzione Generale della Protezione Civile e della Direzione Generale dell’Ambiente della Regione Campania, unitamente a Gori, ARPA Campania, Consorzio di Bonifica, Comando Generale dei Carabinieri della Campania, Comando Generale Guardia di Finanza della Campania, non ci limiteremo a monitorare i cantieri di dragaggio”.

Poi, ancora: “Chiediamo con forza ai soggetti competenti e a Gori un piano straordinario per il completamento delle reti fognarie e la severa repressione degli sversamenti illeciti. Il dragaggio è solo la partenza. Senza lo stop agli inquinanti attivi, le vasche e i canali torneranno in poco tempo a riempirsi di veleni. Il “Piano del Parco”, delineerà per il futuro, i contorni della nostra azione di monitoraggio e valorizzazione del territorio”.

Infine si legge: “Si interverrà su scala sovracomunale sulla sostenibilità urbanistica delle città di Angri, San Marzano sul Sarno, Sarno, Scafati, Striano e dell’intero bacino idrografico, in una visione prospettica di resilienza e di rilancio ambientale attuato anche in Partenariato Pubblico Privato, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale ai sensi dell’Art. 118 della Costituzione”.

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