Fico su sanità: medicina territoriale, telemedicina e nuovi assessorati per trasporti e cultura nel progetto del candidato del centrosinistra
La Sanità è «il primo punto» del suo programma, e Roberto Fico lo ribadisce anche durante la Tribuna politica organizzata da TgR Campania negli studi Rai di Napoli. Per la prima volta, il candidato del centrosinistra lascia intravedere come potrebbe essere strutturata la sua giunta in caso di vittoria e quali deleghe intende conferire, a partire proprio dalla sanità pubblica. Tema centrale e sensibile, soprattutto per il peso politico che Vincenzo De Luca — da dieci anni presidente e figura determinante nella coalizione — attribuisce a questo settore. Per questo Fico calibra con attenzione ogni parola: il candidato progressista tenta un equilibrio tra la necessità di segnare la sua visione futura e il rispetto del lavoro svolto finora, guardando soprattutto alle prospettive di modernizzazione e prossimità dei servizi sanitari.
Sanità: telemedicina, medicina territoriale e investimenti per le aree interne
Per Fico la sanità deve ripartire dal territorio. L’ex presidente della Camera immagina un sistema orientato alla presa in carico dei cittadini attraverso «investimenti nella sanità pubblica di prossimità» e un grande progetto sulla telemedicina, fondamentale soprattutto per le aree interne. Secondo il candidato, rafforzare il ruolo dei medici di famiglia significa alleggerire la pressione sugli ospedali, concentrando le strutture sulla cura dei pazienti acuti.
Pur riconoscendo a De Luca il merito di aver portato la Campania fuori dal commissariamento, Fico individua nel superamento del piano di rientro il prossimo passo da compiere, aprendo un confronto con il governo per liberare ulteriori risorse e superare i limiti imposti ai budget sanitari.
Liste d’attesa: «Potenziare ciò che abbiamo» e costruire nuovi presidi di prossimità
Sul tema sensibile delle liste d’attesa il candidato sceglie la linea della continuità critica ma costruttiva: «La prima cosa sarà far lavorare al massimo quello che abbiamo oggi», spiega, puntando a una razionalizzazione del sistema e al miglioramento della produttività interna. Fico sottolinea che in alcuni settori le attese si sono già ridotte, ma ribadisce che il percorso deve essere accelerato.
La prospettiva è quella di continuare a costruire ospedali di prossimità, con un piano di assunzioni ampio e strutturato. Per il candidato, la sanità deve tornare a essere un servizio vicino ai cittadini e capace di ridurre davvero le sacche di inefficienza.

La delega alla sanità: «Responsabilità del presidente», ma l’assessore ci sarà
Uno degli elementi più attesi riguarda la struttura della futura giunta. Durante i dieci anni di guida di De Luca, la delega alla Sanità non è mai stata assegnata a un assessore esterno, rimanendo saldamente nelle mani del presidente.
Fico, al contrario, immagina un modello diverso: «La Sanità deve essere una grande responsabilità del presidente, ma l’assessore va fatto». L’incognita riguarda solo i tempi: capire se la nomina sarà immediata oppure se la delega resterà temporaneamente in capo alla presidenza per poi essere affidata successivamente.
Una decisione che dipenderà dagli equilibri politici che emergeranno dalle urne e dalla composizione della coalizione.
Trasporti e Cultura: le deleghe mancanti che Fico vuole ripristinare
Durante il mandato De Luca sono mancati altri due assessorati di peso: Trasporti e Cultura, deleghe gestite direttamente dal governatore o affidate a consiglieri regionali.
Fico, invece, ritiene che la nuova giunta debba prevedere figure dedicate: «Gli assessori vanno assolutamente designati», afferma, sottolineando che trasporti, cultura e sanità sono tre priorità imprescindibili. Il limite numerico agli assessorati impone scelte, ma il candidato rivendica un’impostazione chiara: questi tre settori dovranno avere una guida stabile, competente e politicamente riconoscibile.
Trasporti: manager qualificati e processi da accelerare
Fico non nasconde la sua intenzione di intervenire con decisione sul trasporto pubblico regionale, segnato da anni di disservizi, in particolare sulla rete della Circumvesuviana. Il candidato parla della necessità di individuare «i manager giusti nei settori chiave», lasciando intendere un cambiamento netto nella governance delle aziende regionali.
Critico verso le condizioni attuali del trasporto su rotaia, assicura che uno dei primi obiettivi sarà accelerare investimenti e processi per rendere il sistema finalmente adeguato alle esigenze di studenti, lavoratori e pendolari.
Una giunta basata sulle priorità: sanità, trasporti e cultura
Il modello delineato da Fico si fonda su tre pilastri: ripresa e modernizzazione della sanità pubblica, rilancio del sistema dei trasporti e valorizzazione della cultura come motore di sviluppo territoriale.
Pur senza fare nomi, il candidato lascia intendere un’impostazione di governo più collegiale e meno centralizzata rispetto al passato. La scelta delle figure chiave dipenderà dall’esito elettorale, dagli equilibri interni alla coalizione e dal peso specifico di ciascuna lista.
Un progetto politico che guarda anche oltre le Regionali
Per Fico, la sfida campana non riguarda solo la guida della Regione ma anche il futuro del cosiddetto «Campo largo». A suo giudizio, la sua candidatura ha già contribuito a costruire maggiore coesione tra le forze progressiste, definendo una piattaforma politica che potrebbe diventare decisiva anche per la sfida nazionale contro il centrodestra nel 2027.
La sua visione di governo, basata su assessorati pieni, riforme strutturali e potenziamento dei servizi, rappresenta il tentativo di tracciare una linea politica chiara per il centrosinistra campano e nazionale.


