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Roberto Fico

5 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Fico convoca la prima giunta, ma in maggioranza resta il rebus commissioni

La partenza operativa della nuova legislatura regionale campana entra nel vivo, ma l’equilibrio interno alla maggioranza è ancora tutto da costruire

La nuova legislatura della Regione Campania inizia davvero questa settimana, con il primo incontro ufficiale tra il presidente Roberto Fico e la squadra di governo appena varata. L’appuntamento è fissato lunedì 5 gennaio 2026 alle 11. Questa riunione segna l’avvio operativo dei lavori dopo le settimane di trattative che hanno accompagnato la composizione della giunta.

Un avvio tra dossier urgenti e clima politico ancora teso

Sul tavolo, fin da subito, ci sono i dossier considerati più sensibili: sanità e trasporti. Ci sono anche una serie di temi che toccano direttamente la tenuta sociale della regione, dalle aree interne alle politiche di sostegno alle fasce più fragili. L’obiettivo dichiarato è impostare un metodo collegiale, fare squadra e mettere in comunicazione assessorati. Questi dovranno lavorare in sinergia nei prossimi mesi.

Il nodo vero è in Consiglio: presidenze di commissione ancora senza accordo

Se la riunione di oggi rappresenta l’avvio istituzionale, i riflettori politici si spostano però subito sul Consiglio regionale. Il passaggio decisivo, in questa fase, è la partita delle presidenze delle commissioni. Questo sta provocando irritazione tra i partiti minori della maggioranza e rischia di trascinarsi nei prossimi giorni.

Il calendario istituzionale prevede infatti che mercoledì 7 gennaio 2026 alle 14 si riunisca per la prima volta la conferenza dei presidenti di gruppo. Questo servirà a fissare la data della prossima seduta consiliare, ma soprattutto a provare a sciogliere il rebus delle commissioni.

Fico Schlein Conte esponenti vittoria

“Asso pigliatutto”: la contestazione dei centristi e il malumore dei piccoli

Il punto politico è chiaro: l’asse Pd–M5S (con il contributo delle liste collegate) punta a controllare gran parte delle presidenze. I gruppi più piccoli denunciano di essere stati messi ai margini nonostante un peso numerico considerato “decisivo” negli equilibri di aula.

Il malcontento è emerso già durante le prime votazioni consiliari, quando la coalizione ha mostrato segnali di frizione. Un passaggio emblematico, in questo senso, è l’elezione del presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Questo è avvenuto in un clima di tensione e viene letto come un campanello d’allarme sulla compattezza della maggioranza.

Otto commissioni e una mappa di potere ancora provvisoria

Nelle ultime ore è circolata una bozza di ripartizione: tre presidenze al Pd, due al M5S, una ad “A Testa Alta”, una ai Socialisti. Questa configurazione, però, viene giudicata insufficiente da altre componenti del campo largo. Queste includono aree centriste e liste civiche, che rivendicano almeno un ruolo guida nelle commissioni più pesanti.

Il cuore dello scontro, infatti, non è solo “quante” presidenze, ma quali. A pesare sono soprattutto le commissioni considerate strategiche:

  • Bilancio e finanza, demanio e patrimonio
  • Attività produttive
  • Urbanistica, lavori pubblici e trasporti
  • Sanità

Su questi tavoli si costruisce gran parte dell’indirizzo politico della legislatura. Inoltre, è anche per questo che il braccio di ferro viene letto come un test di forza immediato. Chi controlla le commissioni controlla tempi, audizioni, atti di indirizzo, emendamenti e passaggi chiave delle riforme.

L’effetto collaterale: commissioni rallentate e nomine ancora ferme

Il risultato pratico è che, al momento, la macchina consiliare procede a rilento. Secondo quanto emerge, alcune forze non avrebbero ancora comunicato i nomi dei consiglieri da inserire nelle commissioni. Ciò rallenta di conseguenza il varo dei lavori e rinvia un passaggio che dovrebbe essere tra i primi ad andare a regime a inizio legislatura.

Enzo Cuomo
Enzo Cuomo

Sullo sfondo resta il caso Cuomo, ma la maggioranza minimizza

In parallelo, resta aperta anche la vicenda legata alla posizione di Enzo Cuomo. Egli è indicato come assessore con deleghe su patrimonio e governo del territorio, su cui il centrodestra continua a incalzare chiedendo chiarimenti sulla procedura di nomina e sulle tempistiche delle dimissioni da sindaco.

Dal fronte della maggioranza, però, filtra una linea di tranquillità: viene definito un intoppo amministrativo risolvibile, senza conseguenze politiche strutturali.

Per Fico la sfida è doppia: governare e tenere insieme la coalizione

Il passaggio di queste ore racconta una verità politica abbastanza semplice: l’avvio della legislatura non dipende solo dall’agenda dei temi. Dipende anche dalla capacità del presidente di trasformare una coalizione ampia in una maggioranza stabile.

Da qui alle prossime sedute, la priorità non sarà soltanto definire il cronoprogramma dei provvedimenti. Sarà importante costruire un equilibrio interno. Questo deve consentire alla Regione di lavorare senza il rischio di continue frizioni su incarichi, ruoli e pesi in aula.

La prima riunione di giunta, dunque, è un inizio. Ma il vero banco di prova, almeno in questa fase, resta la partita delle commissioni. Perché è lì che si misureranno disciplina di coalizione, rapporti di forza e capacità di mediazione.

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