Fico parla del reddito di cittadinanza: il candidato del centrosinistra ammette l’uscita infelice ma rivendica il progetto e propone una nuova misura regionale
Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, torna a parlare del reddito di cittadinanza e della celebre frase sull’“abolizione della povertà”, pronunciata da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle durante i festeggiamenti a Palazzo Chigi. In un’intervista al Mattino, l’ex presidente della Camera definisce quella frase «infelice», ma rivendica con forza la bontà del progetto, annunciando l’intenzione di riproporre una misura simile su scala regionale.
Fico: «La frase fu dettata dall’entusiasmo, ma fu infelice»
Fico ricorda il contesto politico di quel momento, quando il Movimento 5 Stelle celebrò il via libera al reddito di cittadinanza ottenuto dopo un complesso braccio di ferro con il ministero dell’Economia e con la Commissione europea sullo sforamento del 2,04%. «Fu dettata dall’entusiasmo. Ma sicuramente fu una frase infelice», afferma oggi.
Dalla sua postazione istituzionale a Montecitorio, Fico dice di aver vissuto quella stagione come il compimento del primo punto del programma del Movimento. «Era il momento in cui, capisco la gioia, eravamo riusciti a contrattare… Era il primo punto del nostro programma e c’era l’esultanza per esserci riusciti».

«Rifarei il reddito di cittadinanza: serve una misura per chi è in difficoltà»
Nonostante le polemiche e la fine della misura a livello nazionale, Fico ribadisce con decisione che il progetto resta valido nei suoi principi fondanti. «Rifarei il progetto del reddito che si è interrotto per vari motivi», spiega.
L’ex presidente della Camera ricorda l’impianto originario della misura: sostegno economico ai più fragili, potenziamento dei centri per l’impiego e un grande piano di formazione professionale finanziato con 2 miliardi di euro.
Per Fico, quell’impostazione rappresentava un tassello fondamentale per non lasciare indietro chi si trova in condizioni di difficoltà. «Nessuno che è in difficoltà deve essere lasciato indietro», ribadisce. Da qui la proposta di rilanciare il progetto in Campania, adattandolo alle esigenze regionali: «Quel progetto lo rimetterei in piedi su scala regionale. Poi possiamo chiamarlo reddito di cittadinanza o come vogliamo, ma serve uno strumento per chi non usufruisce degli aiuti previsti. E parliamo di una platea molto ampia».

La proposta per la Campania: una misura autonoma per il sostegno al reddito
Nell’intervista, Fico non entra nel dettaglio tecnico della misura, ma ne definisce chiaramente la filosofia: costruire un sistema di supporto che intercetti i nuclei familiari esclusi dagli attuali sostegni nazionali. L’iniziativa, nelle sue intenzioni, dovrebbe integrarsi con la riorganizzazione dei servizi sociali territoriali e con le altre politiche regionali per il lavoro.
L’idea è quella di ricostruire una rete più ampia di protezione sociale, utilizzando anche le competenze regionali su formazione, inclusione e politiche attive. Una proposta che si colloca all’interno del programma più generale con cui Fico punta a succedere a Vincenzo De Luca alla guida della Campania.
Un tema ancora centrale nella campagna elettorale
Il reddito di cittadinanza, abolito dal governo Meloni e sostituito da strumenti più selettivi, continua a essere uno dei temi più divisivi della campagna elettorale. Le dichiarazioni di Fico arrivano in un momento in cui la misura, insieme alla questione delle disuguaglianze e del lavoro povero, torna al centro del dibattito regionale e nazionale.
Rivendicare la necessità di una misura di sostegno strutturale, seppur in veste diversa rispetto al progetto originario, è per Fico un modo per marcare una differenza politica netta rispetto al centrodestra e per intercettare una parte dell’elettorato più esposto alla crisi economica.


