L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che dal 1° gennaio 2024 ha preso il posto del Reddito di Cittadinanza. Rivolto alle famiglie più fragili, punta non solo a garantire un aiuto economico, ma anche a favorire l’inclusione sociale e lavorativa attraverso percorsi personalizzati.
Con la legge di Bilancio 2025 sono arrivate importanti novità: aumentano le soglie ISEE, cambiano i limiti di reddito, si alzano gli importi per chi vive in affitto e viene potenziato anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).
In questa guida vediamo nel dettaglio cos’è l’ADI, chi può richiederlo, quali sono le nuove regole in vigore da quest’anno e, soprattutto, tanti esempi pratici per capire meglio come funziona davvero nella vita di tutti i giorni.
Che cos’è l’Assegno di Inclusione e perché è nato
L’ADI nasce come risposta alla necessità di dare continuità al sostegno economico garantito dal Reddito di Cittadinanza, ma con una logica diversa: non più solo trasferimenti monetari, bensì un sistema che unisce aiuto economico e attivazione sociale/lavorativa.
Chi riceve l’assegno deve infatti sottoscrivere un Patto di Attivazione Digitale (PAD) con cui si impegna a partecipare a percorsi di inserimento, formazione o riqualificazione professionale.
L’obiettivo è duplice:
- supportare le famiglie fragili sul piano economico;
- accompagnarle verso l’autonomia, riducendo la dipendenza dai sussidi.

Requisiti per accedere all’ADI
Per ottenere l’Assegno di Inclusione non basta avere un reddito basso: servono una serie di requisiti soggettivi ed economici.
Requisiti soggettivi
- Cittadinanza: italiani, cittadini UE, familiari di cittadini UE o cittadini extra UE con permesso di lungo periodo o status protetto.
- Residenza: almeno 5 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi 2 continuativi.
- Assenza di condanne: non devono esserci condanne definitive negli ultimi 10 anni né misure cautelari in corso.
- Lavoro: non si può accedere all’ADI se un componente si è dimesso volontariamente dal lavoro nei 12 mesi precedenti (salvo giusta causa).
Requisiti economici e patrimoniali
Dal 2025 le soglie sono cambiate, ed è qui che l’ADI diventa più accessibile per molte famiglie:
- ISEE massimo: 10.140 € (prima era 9.360 €).
- Reddito familiare massimo:
- 6.500 € per famiglie ordinarie;
- 8.190 € per nuclei composti solo da anziani (≥ 67 anni) o persone con disabilità grave;
- 10.140 € per famiglie in affitto.
- Patrimonio mobiliare: massimo 6.000 €, che cresce in base ai componenti (fino a 10.000 € per famiglie numerose).
- Patrimonio immobiliare: esclusa la prima casa, non deve superare 30.000 €.
Casi pratici
- Famiglia con due figli minori, in affitto: con un reddito di 9.500 € e un ISEE di 9.800 € può accedere, perché rientra nella nuova soglia per chi vive in locazione.
- Anziano solo, pensionato con reddito di 7.800 €: se vive in casa di proprietà e ha un ISEE di 8.000 €, può accedere perché rientra nella soglia maggiorata per over 67.
- Giovane single senza lavoro, in casa di famiglia: con ISEE di 6.000 € ma senza minori o disabili in casa, non può accedere all’ADI. Potrebbe invece avere diritto al Supporto per la Formazione e il Lavoro.
Importi, durata e modalità di erogazione
L’importo dell’ADI non è uguale per tutti, ma viene calcolato in base alla composizione familiare, al reddito e alla presenza di un contratto di affitto.
Come si calcola l’importo
- Si parte da una soglia di integrazione del reddito che varia da 6.500 € a 8.190 € (in base alla tipologia di nucleo).
- L’assegno copre la differenza tra il reddito effettivo della famiglia e la soglia stabilita.
- A questo si può aggiungere un contributo per l’affitto fino a 3.640 € (o 1.950 € per anziani/disabili).
Esempi concreti
- Coppia con due figli minori, reddito annuo 4.000 €: la soglia è 6.500 €. Differenza: 2.500 €. L’ADI copre questa cifra, più un contributo affitto se la famiglia vive in locazione.
- Anziano solo con pensione di 7.000 €: la soglia è 8.190 €. Differenza: 1.190 €. L’ADI integra fino a colmare la soglia.
- Famiglia in affitto con reddito 8.000 €: soglia 10.140 €. Differenza: 2.140 €, più contributo affitto (es. 3.000 € di canone annuo → copertura fino a 3.640 €).
Durata
- L’ADI dura 18 mesi.
- Dopo questo periodo si sospende per 1 mese.
- Si può poi rinnovare per altri 12 mesi, sempre con mese di pausa tra un ciclo e l’altro.
Modalità di pagamento
- L’importo viene erogato sulla Carta ADI (gestita da Poste Italiane).
- È possibile prelevare contanti fino a un limite mensile e pagare bollette, spese di prima necessità, acquisti.
- Se c’è un contratto di affitto registrato, la quota affitto può essere versata direttamente al locatore.
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
Non tutti possono avere l’ADI. Per chi non ha i requisiti, soprattutto i single senza minori a carico, è stato introdotto il Supporto per la Formazione e il Lavoro.
Dal 2025 il SFL è stato potenziato:
- Importo mensile aumentato da 350 a 500 €.
- Durata estesa fino a 24 mesi (12 mesi + eventuale rinnovo).
- Soglie ISEE più alte per l’accesso.
Caso pratico
Un giovane disoccupato di 28 anni, senza figli e con ISEE di 8.000 €, non può accedere all’ADI. Può però richiedere il SFL e ricevere 500 € al mese mentre frequenta corsi di formazione o tirocini.
Come presentare la domanda
Fare domanda per l’ADI è relativamente semplice, ma serve attenzione.
- Preparare l’ISEE aggiornato.
- Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS.
- Compilare la domanda online.
- Attendere l’esito e la convocazione per firmare il Patto di Attivazione Digitale (PAD).
- Ricevere la Carta ADI e iniziare a percepire il beneficio.
In alternativa è possibile rivolgersi a CAF e patronati, che offrono assistenza gratuita nella compilazione.
Novità 2025 da conoscere
Il 2025 è un anno chiave per l’ADI. Ecco i punti più importanti:
- Soglia ISEE portata a 10.140 €.
- Reddito massimo 6.500 €, 8.190 € e 10.140 € (a seconda dei casi).
- Aumento integrazione affitto (3.640 € e 1.950 €).
- Pagamenti straordinari per i rinnovi dal luglio 2025.
- Potenziamento del SFL.
Consigli pratici per chi vuole richiederlo oggi
- Controlla subito l’ISEE: un valore fuori soglia è la prima causa di rigetto.
- Verifica i contratti di affitto: devono essere registrati per avere diritto all’integrazione.
- Attenzione alle scadenze: rinnovo DSU e domanda vanno presentati in tempo.
- Segui il percorso di attivazione: rifiutare corsi o tirocini può far perdere l’assegno.
- Rivolgiti a CAF o patronati: possono aiutarti a evitare errori formali.
Box riassuntivo
Chi può richiedere l’ADI 2025?
Famiglie con minori, anziani over 67 o persone con disabilità grave, con ISEE fino a 10.140 € e reddito entro le nuove soglie.
Quanto dura l’ADI?
18 mesi, con possibilità di rinnovo per altri 12 mesi dopo un mese di sospensione.
Quanto spetta?
La cifra varia: integra il reddito familiare fino alle soglie previste. In più, contributo affitto fino a 3.640 € (1.950 € per anziani/disabili).
Come si riceve?
Tramite Carta ADI di Poste Italiane, utilizzabile per spese essenziali e pagamenti.
Che novità ci sono nel 2025?
ISEE a 10.140 €, nuove soglie di reddito, maggiorazione del contributo affitto, pagamenti straordinari per i rinnovi e potenziamento del SFL.
E se non ho i requisiti?
Chi non rientra può accedere al Supporto per la Formazione e il Lavoro, con 500 € mensili legati a corsi e tirocini.


